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Sognavamo cavalli selvaggi
giovedì 1 Febbraio
de Luca Visentini via FR
Sono cento racconti brevi o brevissimi che nell’insieme ricostruiscono, in un’unica vicenda, la Milano dal 1968 al 1977 di un ragazzo della nuova sinistra. Un compagno di base, non un dirigente, né un pentito. Non si parla di analisi politiche o dispute ideologiche, ma di amore, amicizie, famiglia, lotte e scontri concreti. Si legge un “clima”, un’umanità. Sono storie anche vere ma che trascendono, con la scrittura, l’autoreferenzialità. (...)
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L’antifascismo militante e quello di maniera

di : enrico campofreda
lunedì 13 marzo 2006 - 23h56
17 commenti
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di Enrico Campofreda

Corso Buenos Aires, il Boulevard commerciale milanese, sottoposto a guerriglia urbana dai giovani dei centri sociali che presidiano le strade contro le funeree sfilate nostalgiche (autorizzate dalla Questura) dell’alleato berlusconiano Fiamma Tricolore. Accade a meno d’un mese dalle elezioni in una città medaglia d’oro della Resistenza che espose il cadavere del duce alla fine d’una tragedia cercata con accanimento per un quarto di secolo dal sedicente “uomo del destino”. Alcuni mercanti e cittadini “modello” mostrano rabbia verso i manifestanti e cercano di aggredirli dopo che una polizia iper repressiva opera oltre 40 arresti. Tutto ciò perché il sabato commerciale del villaggio è stato compromesso e con lui la certezza dell’incasso. L’opposizione fino a Rifondazione si smarca sostenendo di non aver nulla che fare coi violenti.

Ciascuno ragiona sugli effetti, nessuno sulla causa: le lugubri bandiere d’un passato criminale che sciagurati del Terzo Millennio portano in giro al grido di “Heil Hitler!” salutando romanamente. E allora sono violenti i giovani antifascisti dei centri sociali o diventa disattento e pusillanime chi non scende in piazza per evitare il raduno fascista, magari senza bisogno di danneggiare un Mc Donald’s? L’antifascismo non è mai stato parolaio. Durante il Ventennio anche sul fronte liberale si distingueva chiaramente lo spirito di vera opposizione d’un Godetti dalle melliflue prese di distanza d’un Benedetto Croce che tacciava la prima dittatura del Novecento europeo di “malattia dello spirito”. Che l’antifascismo non si facesse a parole lo impararono a proprie spese tanti militanti socialisti: seguendo il riformismo turatiano, che blaterava di non accettare le provocazioni squadriste, finivano arrostiti nelle Case del Popolo incendiate dai seguaci di Farinacci.

L’antifascismo non è mai stato di maniera né durante la lotta di Liberazione, come ha insegnato la lezione partigiana, né negli anni a venire durante la recrudescenza nera che dal governo Tambroni giunge alla strategia della tensione. Periodo in cui il movimento operaio e studentesco conservava con la militanza di piazza l’agibilità politica dei luoghi pubblici insanguinati dagli squadristi di Almirante e Fini e delle associazioni parallele foraggiate dai Servizi, protette dalle forze dell’ordine, coperte dalla Democrazia Cristiana. Non vanno dimenticati centinaia di morti da Piazza Fontana al rapido 904. L’antifascismo di quegli anni non si faceva né si poteva fare con le parole, serviva una presenza puntuale, decisa, ferma anche se a volte conduceva su un terreno violento.

La violenza di chi si difende non è mai paragonabile a quella dell’aggressore e le campagne antifasciste d’un tempo e le nuove che dovranno ripartire difendono i singoli e la collettività da chi, emarginato dalla Storia, ripropone solo antiche e catastrofiche pratiche di fanatismo. Altro che asilo politico ai fascisti, di cui qualche raglio parla oggi, il proprio diritto politico il fascismo l’ha perduto trascinando il Paese alla rovina e quel passato non può e non deve tornare. Mai. La stessa Sinistra riformista degli anni Settanta ammetteva che indietro non si poteva guardare mentre ora abbassa paurosamente la guardia parlando di dignità dei “ragazzi di Salò” e altre scempiaggini antistoriche. C’è necessità di tenere saldi nella memoria i princìpi con cui la Storia ha condannato inesorabilmente il nazifascismo.

Se questo Centrosinistra, tutto - dai boselliani ai bertinottiani - sabato avesse chiamato a raccolta il popolo, i suoi militanti, gli elettori e simpatizzanti, Corso Buenos Aires sarebbe stato invaso dalla marea democratica che vuol cambiare l’Italia. La quale magari avrebbe potuto tirar fiori anziché sassi ai fascisti e ai celerini. Con una mobilitazione di massa nessun giovane avrebbe incendiato cassonetti e gli squallidi e sparuti militanti della Fiamma Tricolore non si sarebbero neppure affacciati in piazza. L’Unione tutta, prima di predicare e biasimare, dovrebbe riflettere sulla sua assenza dall’assolvimento d’un compito sancito dalla Costituzione Repubblicana che recita “E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”.

E’ la gravissima mancanza oltreché l’insostenibile vuoto politico di queste ore di Prodi e dei suoi alleati.



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> L’antifascismo militante e quello di maniera
14 marzo 2006 - 06h21 - Di de1b02c4c74a13b3e16bd7c539c2190a...

Che l’ antifascismo consista nello scontro di piazza mi sembra una cavolata: ci sono per caso meno fascisti, oggi, grazie agli scontri avvenuti a Milano?
Ci sono più antifascisti o c’è più gente incazzata contro la sinistra?

Temo che sia infondata -inoltre- l’ ipotesi secondo cui la partecipazione dell’ Unione sarebbe bastata a tramutare i sassi in fiori: li avrebbero tirati lo stesso.

E allora in quale modo l’ Unione avrebbe potuto smarcarsi da quella stupida, inutile violenza?

Egalité



> L’antifascismo militante e quello di maniera
14 marzo 2006 - 08h09 - Di 900849c1e3cb34dcd7635fe49922dab2...

E’ veramente curioso il fatto che anche persone di innegabile sensibilita’ antifascista ed antiberlusconiana poi si facciano fuorviare dalla propaganda del tg di regime.

E’ l’evidentissimo caso del commento precedente.

Che ingigantisce, proprio come i tg, i termini della canea forcaiola.

Scambiare un pugno di ricchi commercianti di Corso Buenos Aires, non difficili da immaginare come leghisti o berlusconiani e certamente speculatori ed evasori fiscali, per la "città di Milano" significa fare pari pari la stessa operazione dei Mimun e dei Rossella ( per non parlare di Fede).

Nei mesi scorsi a Roma, in un paio di occasioni, è stato fatto pari pari quello che proponeva Enrico e le manifestazioni naziste sono saltate senza che vi sia stato nessun serio incidente, se non, in misura minima, da parte degli stessi neonazisti.

Che in Corso Buenos Aires siano state fatte "cappellate", anche in una logica strettamente "militare", appare come cosa del tutto evidente.

Pretendere di occupare in duecento la piazza della manifestazione nazista, addirittura tre ore prima della stessa manifestazione, assume indubbiamente un carattere al limite del demenziale.

Ma questi ragazzi, dagli esponenti di tre centri sociali "duri" della piazza milanese fino ad aggregazioni giovanili con caratteri "prepolitici" come i redskins o frange del tifo milanista, erano stati gia’ lasciati soli in occasione dell’uccisione di uno di loro, Davide Cesare detto "Dax", giovane camionista, ucciso qualche anno fa da una improvvisata squadraccia malavitoso/fascista.

Ed erano stati lasciati soli anche quando, la sera stessa della uccisione di Dax, erano stati massacrati con le mazze da baseball dai carabinieri, fuori dal pronto soccorso dell’ospedale dove il loro compagno stava morendo.

La rabbia per certi avvenimenti e per la solitudine e l’isolamento da parte di chi avrebbe invece dovuto solidarizzare fa sedimentare un odio che prima o poi finisce per esplodere nel modo peggiore.

E precisamente quello che è successo sabato ma era cosa del tutto prevedibile.

Ma poi le avete viste le foto del corteo neonazista, gli striscioni per la liberazione di Priebke, boia delle Ardeatine, gli inneggiamenti ad Hitler, gli interventi pesantemente antisemiti al comizio finale ?

Puo’ essere tutto questo soltanto un problema di duecento ragazzotti politicamente e fisicamente un po’ suicidi ?

Puo’ essere tutto questo visto esclusivamente in una logica di contingenza elettorale ?

Keoma


> L’antifascismo militante e quello di maniera
14 marzo 2006 - 10h11 - Di fff64e8653a7e352329d25ec2bcb2ad4...

ORA E SEMPRE RESISTENZA

Le considerazioni di Campofredo sono condivisibili.

Tranne che nella parte finale.

Infatti al compagno sfugge il fattore fondamentale della questione.
In quanto il centrosinistra tutto non ha alcuna intenzione di chiamare a raccolta il popolo, sull’antifascismo poi!
a parte che non ha intenzione di chiamarlo a raccolta su niente: la sua volontà è solo quella di pigliare il governo al posto di Berlusconi e basta.
Si tratta quindi di mera strumentalizzazione del popolo e basta.
Tutti sappiamo, e specialmente il popolo, per chi lo frequenta e sopratutto per chi ne fa parte, che la situazione è talmente deteriorata, la crisi economica è talmente ad un punto di non ritorno per i ceti subalterni che, il popolo dà per scontato che chi va al governo o destri o "sinistri" saranno lacrime e sangue in ogni caso.

Del resto dal lavoro, alla sanità, alla guerra, ai Cpt, i programmi sono gli stessi,nella sostanza reale: già si è visto.
Si è visto pure che oltre ad aver "pappalardato" i Carabinieri, il centro sinistra, quando è stato al governo non ha nemmeno risolto "il conflitto d’interessi Berlusconiano". Si è visto che ha "sussunto", come si usa dire la Lega considerata "costola di sinistra"; e certo nessuno si meraviglierà se i "sinistri" imbarcheranno un’altra volta la Lega che ha già detto che se le elezioni vanno male vuole "mani libere".Del resto per racimolare un pugno di voti di bottegai padovani,i "sinistri" si sono inventati una "questione settentrionale":

Ora pare che questi discorsi non ci entrano un tubo col problema dei fasci, ma pare solamente.
Perché in effetti alla base di certe scelte c’è il buttare al macero tutti i principi comunisti e marxisti e tutti i principi e le modalità rivoluzionarie.
Il cretinismo parlamentare impera, fino all’idiozia parlamentare veramente.

Bisogna anche dirsi chiaramente che questa non è una cosa nuova, Keoma, che forse è poco più giovane di me, dovrebbe ricordarsi che la stessa cosa è accaduta negli anni settanta con PCI:
Il copione si ripete ora coi DS e con Rifo e con tutta l’accozzaglia di cani e porci e mortadelle che è l’unione.

Prendiamo quello che è diventato il discrimine fondamentale LA VIOLENZA:
Ebbene la violenza proletaria è stata sempre praticata contro la violenza dello Stato Borghese, senza alcun pudore alcuna giustificazione.
ERA E PER ALCUNI RESTA LOTTA DI CLASSE.

Chi ha la mia età sa che i cortei combattivi che si facevano dalla caduta del fascismo fino agli anni settanta erano cortei di massa, con donne bambini, pensionati, lavoratori e con frange militanti che erano protetti dal corteo e che contemporaneamente proteggevano il corteo.
C’era una osmosi fra settori militanti e popolo che scendeva in massa.
Questa osmosi è stata rotta non solo dalla ridefinizione del mercato del lavoro, dallo smantellamento della classe lavoratrice, ma anche dalla negazione di certi principi cardine che i traditori della classe degli sfruttati hanno sparso abbondantemente.

La cosa negli ultimi tempi è diventata particolarmente spudorata e vergognosa, da Genova in poi, per dirla chiara, perché di fronte a compagni inquisiti per "devastazione e saccheggio" (veramente io sul faldone del Sud Ribelle mi sono trovata attribuita pure strage!!!").
I "sinistri", ma sinistri sul serio, hanno incominciato ad infamare i "devastatori ed i saccheggiatori", arrivando al punto di dire che erano "provocatori", "infiltrati", fino ad arrivare a dire "ma perché non arrestate loro invece di menare noi"??!!!!.

Questi sono i fatti, schifosi in verità.
E’ stato messo un cordone sanitario verso i brutti sporchi e cattivi, verso cioè tutti coloro che vogliono esprimere la loro radicalità, il loro rifiuto totale al sistema del capitale.

Di fronte a questi fatti alla parte radicale non resta altro che prendere atto che si è soli rispetto a questo ceto politico di infami.
Attenzione però, soli rispetto a questo ceto politico, se no perché ci sono migliaia di inquisiti ed arrestati in tutta Italia?
perché hanno paura di una saldatura tra questi teppisti e le masse sempre più sull’orlo della insopportabilità verso il sistema.
A questo punto non resta altro che portare, con ONORE, la qualifica di teppisti, perché signori miei, pare che il mondo si sta riempiendo di teppisti, da Parigi, a Milano a Pechino.....

LOTTA DI CLASSE
ORA E SEMPRE RESISTENZA
FASCISTI CAROGNE TORNATE NELLE FOGNE
ONORE E DIGNITA’ PER TUTTI I COMPAGNI CADUTI CONTRO LO STATO E IL CAPITALE
dai Partigiani a Lo Russo dal sindacalista Carnavale a Dax
a TUTTI

Vittoria Oliva
L’avamposto degli Incompatibili
www.controappunto.org


> L’antifascismo militante e quello di maniera
14 marzo 2006 - 11h11 - Di 07e11f82a0a909c98862ba80ae4b76c3...

Non sono d’accordo con la linea generale dell’articolo. Si può dire quello che si vuole, usando parole vecchie o un vestito nuovo, ma io abito a Milano e conosco quella zona. So che quasi tutti i giorni c’è un banchetto di Forza Nuova o simili da quelle parti, così come sapevo della "manifestazione" fascista. Però incendiare e sfasciare negozi, bruciare automobili e fare i teppisti non è una risposta politica: nel 2006 tutto questo si chiama semplicemente vandalismo. E fare irruzione in una nuova sede di AN devastando tutto è, altrettanto semplicemente, fascista.

Essere comunisti oggi significa soprattutto aver rinunciato alla violenza e avere la dignità di portare avanti le proprie idee a volto scoperto.

Luca


> L’antifascismo militante e quello di maniera
14 marzo 2006 - 11h23 - Di fff64e8653a7e352329d25ec2bcb2ad4...

grassssssie Luca
per la conferma
non richiesta che mi hai dato;-))))))))))
vittoria


> L’antifascismo militante e quello di maniera
14 marzo 2006 - 11h24 - Di e4ef7a224b8e196eb614da9bcfa44b15...

Nulla di nuovo sotto il sole.

Vittoria ha sicuramente ragione nell’analisi piu’ generale.

Ma, senza offesa, il suo linguaggio, il suo modo di porsi sloganistico sono il classico atteggiamento che non contribuisce a fare chiarezza.

E’ innegabile che dai settanta ad oggi di acqua sotto i ponti ne e’ passata parecchia e che certe consapevolezze di massa non sono piu’ cosi’ diffuse ; basti pensare, per chi frequenta Indymedia, a quanti compagnucci in perfetta buona fede, spesso anche "estremisti" nelle posizioni, poi indulgono pesantemente a credere alle cazzate macroscopiche di presunti "storici" che leggono le storie degli anni settanta come "provocazione".

E allora penso che, per farsi capire, bisogna usare un altro linguaggio, magari terra terra magari semplicemente "umano".

E allora l’immagine reale, tracciata sia da Enrico che da Keoma, di questo pugno di ragazzotti dell’estrema periferia milanese, dei compagni di Dax, di quelli che da mesi si prendono, nell’indifferenza generale pure della sinistra istituzionale, le coltellate dei fascisti e le mazzate dei carabinieri e’ molto piu’ utile ed efficace di un proclama politico sulla storia del movimento di classe e sull’infamia storica innegabile del Pci e di quanto gli girava intorno.

Anche il paragone che qualcuno fa tra i ragazzotti di Corso Buenos Aires e i cosiddetti "black blok" di Genova regge poco ; li’ c’era una tattica precisa, si portavano a termine azioni sicuramente discutibili evitando come la peste il contatto con le cosiddette forze dell’ordine.

E cosa ancora peggiore, ci si faceva scudo di un enorme corteo di oltre centomila persone.

I ragazzotti di Milano invece sono andati maldestramente ma anche coscientemente allo scontro frontale. sono andati scientemente al massacro, facendosi arrestare alla media allucinante di uno su quattro.

Solo per questo meriterebbero un maggiore rispetto, perlomeno "umano", da parte di tanti facili critici moralisteggianti. Oltre che una piena e totale solidarieta’, sempre "umana" prima ancora che politica.

Poi ovviamente, sarebbe stupido negarlo, non puo’ essere quella la pratica quotidiana, non si puo’ invocare il martirio come prassi politica.

Ma certo non possono ergersi a maestri di antifascismo quelli che hanno scientemente deciso di non contrastare minimamente una immonda manifestazione di nazisti come quella di sabato pomeriggio a Milano.

Pure io sono uno di quelli che votera’ il 9 aprile ma non puo’ esserci tattica elettorale che tenga rispetto ad una infamia di questo tipo.

Liberta’ per i compagni arrestati ! Nessuno spazio ai fascisti !

Vanni


> L’antifascismo militante e quello di maniera
14 marzo 2006 - 11h56 - Di fff64e8653a7e352329d25ec2bcb2ad4...

Vedi Vanni.
Il fatto che tu dica che il mio linguaggio sloganistico eccc...eccc... è indicativo del un fatto.
che si è perduta pure al cognizione che gli slogan
sono un modo di sintetizzare quello che si sente.
Del resto mi pare che gli slogan continuano a correre, perché non dire chiaramente che sono solo certi slogan che fanno richiamo ad una tradizione ad una memoria, ad un filo rosso danno fastidio?
per i motivi che ho esposto prima.

Intanto a me suona poco umano il termine "pugno di ragazzotti".
Io li chiamo COMPAGNI.
Perché qui se permetti ci sono ragazzotto veramente come Caruso che parla di resistenza passiva di fronte ai NAZI, che merita il termine di ragazzotto, per me pure peggio in verità!!!

Detto questo, io convengo pure che lì è stato fatto un errore di valutazione di forze reale, però cosa si poteva fare di fronte ad un corteo provocatore di fascisti?
Sinceramente io dichiaro tutta la mia complicità con questi compagni e se avessi avuto la salute, visto che non è una questione di età, sarei stata con loro pure io.
Perché io, già, l’ho detto diverse volte, ma sono veramente scocciata di sentire tutte ste pippe ogni volta che si "devasta" quando qui le devastazione vere sono ben altre!!!
Anche perché il problema reale e vero, è un altro che 35 compagni stanno dentro per permettere a dei NAZISTI di poter fare la loro pagliacciata di sfilata, e i sinistri andranno a sfilare insieme ai cosiddetti bottegai, il giovedì mi pare, giorno di chiusura delle botteghe,-))))))).

Tra l’altro è pure inesatto il fatto che dici tu che a Genova i BB evitavano il contatto come la peste se ti vedi Detour ti accorgi che la tattica era di andargli tanto sotto che non potevano caricare!

Comunque io sono convinta che questi compagni non hanno bisogno di essere considerati come poveri ragazzotti, ma solo che si continui a lottare contro il fascismo ancora e sempre,; insomma non hanno bisogno di rispetto "umano" fra virgoilette pure, ma di rispetto politico
vittoria
e chiudo qui


> L’antifascismo militante e quello di maniera
14 marzo 2006 - 12h20 - Di e4ef7a224b8e196eb614da9bcfa44b15...

Vabbe’, è diverso l’approccio.

Cosi’ diverso da farla sembrare una polemica.

Io sono convinto che nell’era della comunicazione globale la forma è spesso pure sostanza.

E, come dice uno come Scalzone - che certo col novecento c’entra parecchio - in un altro articolo di Bellaciao, credo che il linguaggio e gli stereotipi novecenteschi non servano ad un cazzo, che siano anzi controproducenti.

Nel merito, pero’, mi sembra che siamo d’accordo.

P.s. quando dicevo "umano" tra virgolette era per sottolineare la cosa, non per sminuirla.

Vanni


> L’antifascismo militante e quello di maniera
14 marzo 2006 - 18h05 - Di 344f9c450d09fc467b24633a534a6d01...

facciamo un po’ di analisi ? La violenza è componente della politica perbacco , è vero : la violenza dei partigiani contro i nazi fascisti, dei cortei dei lavoratori organizzati dal sindacato contro le cariche della polizia, , degli studenti contro gli attacchi dei fascisti del FUAN o della Giovane Italia o contro la polizia che manu militari voleva sgomberare le scuole . Ma la violenza, come tutto in storia ed in politica ha i suoi tempi e le sue ragioni : in caso contrario è teppismo, cari compagni , è infantilismo , è un cadere nelle provocazioni senza alcuna giustificazione , è un creare dei problemi agli altri compagni. A questo punto mi e vi chiedo ; la manifestazione di quei quattro naziskin di Forza Nuova , manifestazione di nessun peso nè politico era tale da meritare una risposta miltare siffatta ? Da portare un mucchio di ragazzi giovani a cadere in una provocazione che era palese ci sarebbe stata, stante il clima elettorale , perchè tutti avevano capito che non si aspettava che un bell’assalto all’arma bianca senza tanto cervello per scatenare una reazione da parte della polizia e della politica di destra .O perchè era vamo vicini all’anniversario di qualche cosa, perchè , compagni, in ogni giornoi dell’anno siamo vocini all’anniversario di qualche fatto significativo avvenuto. Ma insomma, perchè all’alba del secolo ventuno dobbiamo ancora spiegare a compagni a cui prudono le mani che è imbecille mettersi e mettere tutti nei guai per soddisfare la loro voglia un po’ dannunziana del bel gesto? Certo i nazi quando possono ti fanno del male e ti saltano addosso, come han sempre fatto i fascisti, ed allora la violenza è indispensabile ; ma in qualche modo fare teorizzazioni sulla violenza componente essenziale della società capitalistica dalla quale non può che nascere la sana violenza del ribelle è francamente molto infantile . Non è che a qualche compagno in fondo gli piace menare ? E che stiamo qui a spaccarci la testa per capire le ragioni di soggetti per i quali picchiarsi con la polizia in piazza o allo stadio è la stessa cosa? Pensiamoci un po’ tutti , perchè se si giustifica in qualche misura una sorta di violenza preventiva, bisogna trarre da questo ragionamento conseguenze che sono semplici ma ineluttabili .
Buster Brown



> L’antifascismo militante e quello di maniera
14 marzo 2006 - 19h00 - Di b715f99eb222e786af36c1cfd402ed6c...

allora caro Buster, non Kiton, purtroppo!
ti do una notizia sconvolgente:
E’ vero ai giovani piace menare!
non so se tu sei mai stato giovane: ma è così!
ai giovani non piace stare a piagnucolare e
a fare i cortei con le candele, ed uno dei motivi, fra
i tanti per cui i giovani vanno dietro ai fasci, sopratutto
nei quartieri sottoproletari è che "quelli" menano, fra i compagni trovano solo dei piagnoni insopportabili, per lo più.

Ora tutte queste discriminazioni stanno a raggiungere dei livelli veramente ridicoli.
Perché la realtà qui è che non solo non sai come campare che i giovani non hanno alcuna prospettiva per il futuro, per il lavoro, per LA PENSIONE, questi non piglieranno una breccola di pensione secondo lor signori!!!
che si sbattono per le strade dalla mattina alla sera senza avere un posto dove riunirsi, se non istituzionalizzato,
ma per di più, in questo sfascio totale i fasci fanno quello che gli pare dovunque non solo a Milano, ed era ora che avessero una risposta.

In merito agli anniversari, ricordare la morte di Dax come tutti i compagni caduti è giusto e sacrosanto.

Ora state veramente ad arrivare al ridicolo per un pugno di voti, stupidamente tra l’altro perché figurati se i bottegai milanesi e padovani si muoiono di votare per Luxuria, per esempio.
E piantatela che con tutte ste solfe non fate che lasciare questi compagni, giovani, sempre più soli, in mano agli sbirri, ai giudici e d agli avvocati; non so come si sentono e che posizione possono prendere nella situazione di isolamento e di condanna in cui li state chiudendo.
Se non avete coraggio, abbiate almeno pudore!
E a proposito di Scalzone di cui qualcuno parlava precedentemente (senza aver capito bene l’articolo, per me, è vero che potrebbe scrivere più semplice;-), ma ognuno ha il suo modo di esprimersi!)
in merito a Scalzone, dicevo, quando prese la tranvata in testa all’università da parte dei fasci, altro che quattro macchine bruciate,
e piantatela mo’!!!
vittoria oliva


> L’antifascismo militante e quello di maniera
14 marzo 2006 - 19h35 - Di 6af98fa08824ff62464fa41c5ab8c9a5...

ahi ahi , un tempo fui giovane e dall’alto dei miei 90 Kg mi son sempre fatto rispettare : ma , cara amica , il tuo ragionamento porta ad una conclusione logica ; il sistema mi emargina, dio quanto mi emargina, ed allora ti meno . Insomma, il buon vecchio metodo del dente per dente , che , però, senza offesa, non va limitato in modo ipocrita . Se violenza è violenza sia , ed allora perchè piagnucolare se ti arrestano? perchè limitarsi allo scontro fisico? perchè non l’uso del coltello, perchè, e te lo posso assicurare di persona, menarsi con il coltello dà più soddisfazione . E’ un succedaneo di tante cose, dà autostima , muove le endorfine più di una stecca di toblerone . Ragazzi , dai , la violenza è una cosa seria , o la si fa bene , o non la si fa Alla facciazza di tutti gli altri , sia contro i fasci che , per dio contro i tifosi del brescia .
Buster Brown


> L’antifascismo militante e quello di maniera
14 marzo 2006 - 19h56 - Di 900849c1e3cb34dcd7635fe49922dab2...

Francamente per me andare d’accordo con Vittoria ( tra l’altro, anche se fa la vaga, ci conosciamo abbastanza bene) è cosa decisamente difficile.

Anche se, come in questo caso, nella sostanza diciamo le stesse cose ( solidarieta’ senza se ne ma coi compagni arrestati anche se questo non significa necessariamente per me condivisione di cazzate, quantomeno tattiche, allucinanti), lei poi tende sempre a fare "piu’ uno" in una logica vecchia di oltre trent’anni che purtroppo conosco molto bene.

Una logica che alla fin fine teorizza il "pochi ma buoni", questo al di la’ delle sacrosante questioni di linguaggio che pure poneva Vanni in riferimento all’articolo di una mente lucidissima ( e non certo tacciabile di opportunismo) che è quella di Oreste Scalzone.

Non è solo un problema di linguaggio, è proprio una logica politica che spesso si compiace della minorarieta’ e dell’isolamento.

Un volta detto questo, pero’, di fronte alla canea montante che sta inflazionando pure Indymedia( che in teoria dovrebbe essere piu’ "radicale" di Bellaciao) e di cui è un oggettivo esempio anche il commento di Buster Brown in questa discussione, pure io sono tentato di mettere da parte una serie di sacrosanti distinguo e di buttarmi in una difesa dei compagni di Milano pressoche’ acritica.

Tanto piu’ che ho appena sentito alla radio che è stata vietata pure la manifestazione di sabato prossimo in ricordo di Dax.

E’ minimamente accettabile che i nazisti dell’ ex Movimento Politico, quelli la cui sede a Roma fu giustamente devastata e chiusa per sempre dai giovani della Comunita’ Ebraica ( che certo non sono estremisti di sinistra) che non sopportavano piu’ le angherie antisemite che subivano da tempo, nazisti oggi riciclati in Msi-Fiamma Tricolore, possano sfilare per Milano ?

E i compagni che vogliono ricordare l’omicidio di Dax invece no ?

Che faranno sabato a Milano Rifondazione, i Disobbedienti, i Cobas, le Rdb e chi piu’ ne ha piu’ ne metta ?

Li lasceranno soli un’altra volta ? Cosa purtroppo assai probabile, vista anche la scusa della concomitanza della manifestazione nazionale no-war a Roma.

E allora nessuno poi si lamentasse di quello che potra’ succedere, nessuno venisse a fare lamenti elettoralistici e non ......

Dario/Keoma


> L’antifascismo militante e quello di maniera
14 marzo 2006 - 21h35 - Di b715f99eb222e786af36c1cfd402ed6c...

A me sembra che qua si fa finta di non capirsi, perchè una cosa è la critica che si può fare agli eventuali sbagli tattici seguiti dai compagni, altra cosa è la criminalizzazione elettorale fatta da molti. Rispetto alla prima ho poco da dire, solo il fatto che non la voglio porre in questa sede o in altre, anche peggiori come indy, specialmente in questo momento perchè rischia (questa critica) di sommarsi alle scomuniche elettorali e spesso sbirresche imperanti in questo momento. Altra cosa è la criminalizzazione: su questa invece ci sarebbe da dire tanto, solo che ti passa la voglia, vista la deriva sbirresca cosciente o anche incosciente che essa prende. Perchè quando si sente in giro gente che plaude ai bottegai milanesi (che fino a poco fa organizzavano con Borghezio le ronde contro i migranti rei di vendere le loro piccole merci che davano sopravvivenza, o sempre col grasso bue padano le ronde contro le prostitute, che scandalizzavano i bambini stazionando nelle "strade" -ma dove portano a spasso i bambini i bottegai padani?-) che vogliono linciare un giovane appena catturato dagli sbirri (come quei vermi del west che aspettavano che lo sceriffo catturasse il bandito e/o il pellerossa e solo dopo assaltavano la prigione) allora io mi sento schifato. Come fa uno di sinistra, che magari si richiama al movimento, e che quindi (teoricamente) vuole cambiare questo sistema di merda a consegnare agli sbirri e alla repressione chi cerca di contrastare l’involuzione autoritaria di questo stesso sistema...per un pugno di voti?
Allora io metto i puntini sulle i e dico apertamente che forse posso muovere qualche critica sulla tattica usata dai manifestanti di Milano, ma contemporaneamente dico apertamente che non c’è possibilità di dialogo coi pezzi di merda, che non si muovono contro una manifestazione dei vermi nazisti per paura e però pretendono di decidere come si va in piazza contro i topi di fogna.
Chi vuole decidere come si sta in piazza, va in piazza, non sta nascosto dentro casa lasciando soli quelli che invece vogliono muoversi.
Non è una critica rivolta a Dario questa, ma ai vari Buster senza Keaton che imperversano in giro.
Rispetto a Dario solo l’inciso accennato prima: possiamo permetterci oggi, con la canea imperversante di fare le eventuali critiche, oltretutto proprio nei posti dove imperversa la canea?
Io penso che oggi abbiamo altre cose da fare, prima fra tutte il non lasciare soli i compagni, che, ricordiamo, hanno manifestato anche perchè i topi di fogna avevano ammazzato Dax (a proposito, per me la vita di un compagno vale centomilamilioni di volta della macchina-edicola-motorino di un pezzo di merda bottegaio padano, ma non mi sembra che i vari esorcizzatori della violenza abbiano speso una sola parola per Dax). Poi, per evitare errori tattici abbiamo sempre una strada: esserci, come protagonisti e non come comparse e/o fustigatori.
huambo


> L’antifascismo militante e quello di maniera
15 marzo 2006 - 13h17 - Di 3d1c3061278905bdfb334a2c065d8b32...

Non è comportandoci così che si contrasta il fascismo, sono d’accordo con Luca, la strada è un altra!

Matteo


> L’antifascismo militante e quello di maniera
15 marzo 2006 - 14h59 - Di 20f94387f66921cfc9d56851efd63d67...

debbo dire che è sempre eccitante sentirsi dare del pezzo di merda per di più su un sito letto da mezzo mondo , e non so francamente se valga la pena di rispondere a chi fa dell’insulto un mezzo per catalogare chi non la pensa come lui .Sarebbe facilissimo dire che è un atteggiamento fascista , perchè la violenza verbale di cui il tuo intervento gronda , è fascista ; sarebbe altrettanto facile parlare del privato, perchè pare sia di moda fra compagni esibire le medaglie ed i nastrini di quando ci si picchia e ci si picchiava : ma tant’è. Forse però non mi sono spiegato e cerco di sintetizzare :
 fare quello che si è fatto nel pomeriggio di sabato scorso non è antifascismo militante ; è antifascismo militante fare un presidio pacifico ; è antifascismo militante difendersi dai neonazi ; non è antifascismo militante bruciare il Mc Donald.
 non piacciono a nessuno i cortei dei neonazi che urlano sieg heil e fanno il saluto a braccio teso ; ma altra cosa appunto è spaccare le vetrine , salvo che non mi dimostri che fare questo è antifascismo militante
 se mi dici che spaccare le vetrine è giusto perchè in fondo è una scelta di lotta di classe contro la crassa borghesia milanese , non ti do nè torto nè ragione , ma allora mi deludi, perchè se mi fai la scelta della violenza contro la predetta crassa borghesia non limitarti a ciò , fammi un esproprio proletario ; non usare il bastone , usa la beretta . Non dico se ciò è giusto o sbagliato ; le rapine per alimentare il movimento bolscevico , contestualizzate, sono un atto rivoluzionario, e forse anche le imprese della banda Bonnot .Ma le mezze misure sono ipocrite .
 delle elezioni a me non importa più di tanto ; peraltro da un punto di vista politico solo un ignorante poteva non immaginare che la guerriglia in centro a Milano sotto elezione è tutta manna per Berlusca e company . Siccome chi ha fatto ciò ignorante non è , do come scontato il fatto che non gliene frega niente di chi vince le elezioni, anzi forse è meglio vinca il Berlusca ; non è una posizione inaccetatbile : basta dirlo .
 per i ragazzi in galera provo rabbia, perchè molti erano probabilmente convinti che bruciare Mc Donald era antifascismo militante . Provo rabbia perchè , come suppongo sia accaduto, chi li ha convinti di ciò e li ha portati a prendere un sacco di botte e fare un po’ di giorni a San Vittore è fuori come un fringuello ; è un copione già visto tante volte in passato e di cui non mi stupisco
 dato che sabato gli antifascisti militanti erano francamente quattro gatti , non è che ti viene il dubbio che abbiate sbagliato tutto ? che l’antifascismo è cosa diversa ? che i veri antifascisti militanti , e caro mio sono legioni , non si muovono quando vi è la certezza di fare da reggicordone a chi vuole solo menare le mani .
In quanto all’imperversare in giro, my dear, io scrivo ciò che penso e continuo a scriverlo ; vuoi cercare di evitare che io imperversi? come fai ? ci vuoi provare ?
Buster Brown


> L’antifascismo militante e quello di maniera
15 marzo 2006 - 15h52 - Di 79f013c2208135337b8ffc2e34019902...

Dice che sono una vittima dell’ "informazione di regime".
Perchè, non è vero che vi sono stati scontri, che vi sono state distruzioni? Se è falso ditemelo.

Sono abituato a pensare che la bontà di una qualsiasi iniziativa politica si misuri dai risultati che produce. Mi pare che il vero messaggio che è arrivato da questa iniziativa è stato quello della violenza.
Allora chiedo: quali risultati ha prodotto quel messaggio, a vantaggio di chi?

 il centrodestra ne ha tratto senza dubbio un vantaggio, non solo legato al momento elettorale.
 i movimenti fascisti non hanno subìto, per quella violenza, un danno: sono ancora lì, alleati di Berlusconi.

Una manifestazione "antifascista", insomma, di cui si avvantaggia la destra, fascisti compresi!!

Ma non solo: anche gli organizzatori della manifestazione possono a loro volta dirsi contenti. Hanno qualche martire in più da vendicare e, nella lotta per l’ egemonia nella riserva indiana, si sono mostrati più cazzuti di altri.

Il bello è che il danno politico ricade su chi non c’era: Rifondazione in testa.
E questo va bene tanto al centrodestra quanto agli organizzatori dell’ iniziativa "antifascista".


> L’antifascismo militante e quello di maniera
15 marzo 2006 - 20h31 - Di 93c723f5e796c61f059d76df8d718ba9...

Cominciamo dal danno politico a Rifo, che non c’era: il danno politico gliel’hanno procurato i manifestanti o se l’è procurato da sola proprio perchè non c’era?
Perchè poi il danno politico va misurato con quello che si vuole raggiungere. E allora, visto che l’obiettivo di Rifo è quello di guadagnare qualche percentuale di voti mi spiegate da chi li voleva guadagnare? Se li voleva guadagnare dai giovani di sinistra e magari dei centri sociali, pensate che abbia perso voti di quei giovani per colpa degli scontri o per il fatto che non c’era?
O forse anche rifo voleva guadagnare voti moderati, e magari quelli di quei "cittadini per bene" nonchè bottegai? Ma se è così, allora cosa vuoi che mi importi di quei voti persi? ammesso che li avrebbe mai avuti, visto che quei "cittadini per bene" non solo odiano giovani libertari e/o anarchici e affini, ma schifano anche i migranti ed anche tutto quello che non odora (o puzza, a seconda dei punti di vista) di Dio, Patria e Famiglia: figuriamoci se votano per il partito che candida Luxuria!!!
Ma veniamo al preambolo: "non è vero che ci sono stati scontri?" si, gli scontri ci sono stati, e allora? Vuol dire questo che bisogna criminalizzare chi per combattere il fascismo si trova a scontrarsi con quelle istituzioni che fanno alleanze con accoltellatori notturni di professione?
"Ma ci sono state distruzioni!!!" E’ vero, ma quanto pesano qualche vetrina o auto bruciate rispetto al peso della morte di Dax?
"Ma che risultati ha prodotto?" Qui siamo al colmo! Sembrate tanti ragionieri della politica. Ma non vi viene in mente che magari uno che va in piazza ci va con la rabbia nel cuore e che questa rabbia aumenta alla vista di motorini degli boys dell’Inter o di un ANpoint e soprattutto alla vista di quello schieramento imponente di sbirri non già a difesa dell’immagine antifascista della città ma a difesa proprio dei topi di fogna accoltellatori?
"Ma così ci guadagna la destra, che ha potuto sfilare indisturbata": ma perchè se non ci fossero stati i manifestanti forse non avrebbero sfilato i vermi? avrebbero sfilato, ci sarebbe stata la ripresa televisiva e non ci sarebbe stato nessuno ad opporsi.
Ma il problema vero è che parliamo di due cose diverse, e dipende da questo il fatto che qualcuno parla più forbito e altri, come me, più maleducato: il problema vero è che voi vi preoccupate soprattutto di qualche misero scarto elettorale (0,1- 0,2); io invece parlo di 34 compagni in galera per qualche vetrina rotta, che per il sistema di merda in cui viviamo vale molto di più della vita e dell’incolumità di compagni preda dei topi di fogna.
Adesso immagino che qualcuno mi dirà che con quello 0,1- 0,2 potrà cambiare la vita di ciascuno: devo ridere in anticipo? c’è sul serio qualcuno che pensa che la mia vita possa cambiare mettendo un Treu al posto di Tremonti, o un Bianco al posto di Pisanu o sostituendo il nano di Arcore con la mortadella bolognese, la stessa che era a capo della commissione europea che approvò la "direttiva Bolkenstein? Come vedete parlate di spazzatura ed è per questo che siete così freddi e capaci di fare grandi calcoli (tutti sbagliati per altro), mentre io sono così incazzato ed offensivo (ma si offende quando si dice la verità?).
Un’ultimissima cosa per chiudere definitivamente: ma se la destra da questa storia ha avuto così enormi vantaggi, come mai il nano di Arcore non ne ha parlato per niente, preferendo intignare sulle speculazioni delle Coop?
Ha un cattivo consigliere, o ha capito che di questa storia non gliene frega niente a nessun votante (esclusi chiaramente i pasdaran di rifo)?
huambo





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