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Equitalia. 2 mesi per pagare, poi ti pignorano la casa

par Corrado Zunino

Publie le domenica 2 ottobre 2011 par Corrado Zunino - Open-Publishing
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Nuove regole al via. Lo Stato vuole incassare 13 miliardi. Si deve saldare ancora prima di un processo che definisca chi ha ragione

ROMA - L’Agenzia delle Entrate cala l’arma "fine del mondo" sui contribuenti: in modo silenzioso, dopo un rinvio estivo e tre rivisitazioni in altrettanti decreti, ventiquattro ore fa l’Agenzia ha offerto al mastino Equitalia uno strumento di rara efficacia. Dopo 60 giorni dall’avviso al contribuente ("Devi pagare", e si parla di debiti con lo Stato contratti a partire dal 2007, imposte sui redditi, Iva, Irap), l’Equitalia guidata da Attilio Befera, l’istituzione più temuta del paese, potrà attivare i suoi mezzi per recuperare il debito. Senza muovere un passo, potrà iscrivere ipoteca sull’artigiano considerato infedele (facendo scattare una comunicazione alla centrale rischi delle banche con conseguente chiusura dei fidi), potrà pignorare il suo conto corrente (rendendo impossibile il pagamento di dipendenti e fornitori), avviare i pignoramenti presso terzi (sono i crediti dei clienti, Equitalia ha il potere di arrivare anche lì) e far partire le ganasce fiscali su auto e vani posseduti.

Da ieri, il "titolo di debito" è immediatamente esecutivo: basta un avviso per considerarti in mora. Non c’è più bisogno di istruire una cartella esattoriale che, ricorsi compresi, portava al saldo dell’eventuale debito entro 15-18 mesi. Il problema è che in quattro casi su dieci i ricorsi davano ragione al contribuente. Già. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha chiesto al suo braccio destro Befera certezza di entrate, gli ha assegnato l’obiettivo 13 miliardi
per la prossima raccolta fiscale e, quindi, gli ha offerto una legge che dà al Fisco poteri mai visti nella storia della Repubblica. Entro 61 giorni dall’avviso - a prescindere dal fatto che l’avviso sia stato ricevuto o dorma in un ufficio delle Poste, in una Casa comunale - il contribuente o paga l’intera somma o contesta pagandone un terzo (più gli interessi maturati). Si deve saldare prima ancora dell’istruzione di un processo amministrativo che definisca chi ha ragione. Di fronte al ricorso del cittadino, per sei mesi gli agenti della riscossione non potranno avviare pignoramenti, ma potranno ipotecare una casa e bloccare un’auto. Se Equitalia, poi, si convince che c’è "fondato pericolo" di perdere il credito, ha il mandato per fare quello che crede: sequestrare una pensione, mandare un bene all’asta immobiliare. Se il colpito dimostrerà di avere problemi di liquidità - novità della terza e ultima rivisitazione - chiederà a un giudice tributario una sospensiva per fermare l’azione (per 150-180 giorni) oppure aderirà a un concordato (sconto con trattativa).

"Non esiste più diritto alla difesa, devi versare che tu abbia torto o ragione", attacca l’avvocato Alberto Goffi, consigliere regionale Udc del Piemonte, riferimento della rivolta anti-Equitalia. "Si sta colpendo chi ha fatto dichiarazioni fedeli e oggi, a causa della crisi, non è in grado di pagare le tasse. Non puoi impugnare quello che hai dichiarato, è la condanna a morte delle imprese oneste". Pietro Giordano, segretario Adiconsum: "Con questi tassi prossimi all’usura crescerà il debito dei contribuenti, le misure introdotte a luglio vengono vanificate".

Già, sull’onda delle sconfitte alle amministrative e le conseguenti urla della Lega ("tutta colpa di Equitalia"), a inizio estate il governo innalzò a 20 mila euro il tetto per l’ipoteca sulla prima casa, pretese due avvisi prima di apporre le ganasce fiscali e allungò a 72 mesi le rate per i debiti. Quindi, per cercare di diminuire il gigantesco contenzioso fermo nelle commissioni di ricorso, l’Agenzia ha avviato un mini-condono per chi aveva contestato. Ieri, però, è stata sguainata l’arma letale: "60 giorni per pagare". A fine mese arriverà il redditometro, quindi il carcere per gli evasori. I dirigenti dell’Agenzia: "Ora possiamo andare avanti spediti, gli esattori punteranno al sodo. Usciamo dall’Ottocento, entriamo nel Duemila".

Corrado Zunino - "Repubblica" 2/10/2011

Messaggi

  • Napoli - Gli indignados ‘impacchettano’ Equitalia

    Protesta al Centro Direzionale dei precari napoletani
    Cartelli con scritte «Pignorato» e «Cancellare il debito»

    NAPOLI – Erano le undici di stamane quando alcune decine di indignados napoletani, con le maschere simboliche di «V per vendetta» (ma anche di Anonymous) che hanno già riempito le piazze spagnole, hanno «impacchettato» la sede centrale di Equitalia nei pressi del centro direzionale. Mentre alcuni di essi entravano all’interno della sede distribuendo volantini e raccogliendo videointerviste, altri con la spontanea partecipazione degli astanti, hanno circondato con un «nastro di sicurezza», da cui pendevano cartelli del tipo «Pignorato» e «Cancellare il debito». La filiale è rimasta chiusa per circa un’ora nonostante il tempestivo arrivo delle Forze dell’Ordine che si sono trovati a fronteggiare una manifestazione nel suo complesso decisamente pacifica che ha trovato il plauso degli «utenti» Equitalia.

    I MOTIVI DELLA PROTESTA - «Abbiamo inscenato questa protesta – hanno spiegato gli organizzatori – per ribadire con forza il nostro no ad una riscossione del debito che, dopo essere stata appaltata a ditte private come Equitalia, spesso e volentieri rasenta una sorta di estorsione legalizzata con cartelle pazze, interessi di mora che schizzano alle stelle, sequestri giudiziari aggressivi anche vero le fasce più deboli della popolazione cui vengono ipotecati beni primari come la casa di abitazione. Una situazione che chiama in causa anche gli enti locali, a partire dal Comune, che lasciano applicare questi metodi anche in merito all’erogazione di servizi essenziali come l’acqua».

    ASPETTANDO IL 15 OTTOBRE - Protestare contro le agenzie di riscossione private ma anche e soprattutto per rilanciare l’appuntamento del 15 ottobre a Roma. Per quella data è prevista, infatti, la giornata di mobilitazione transnazionale contro l’attuale gestione della crisi da parte dei paesi occidentali. Migliaia di giovani italiani indignados marceranno verso la capitale per assediare pacificamente i palazzi del governo con le acampada dei precari. Intanto il prossimo appuntamento è previsto per domani e sino a domenica con la tre giorni ribattezzata «Precaria» che, tra il Maschio Angioino e Palazzo Gravina, vedrà un susseguirsi di incontri, workshop, musica, per un primo autocensimento dei Precari napoletani in vista del 15 ottobre.

  • A mio parere tale provvedimento è illegale ed incostituzionale. Neanche Tremonti ha il potere di dare esecutorietà a titoli( una semplice richiesta di pagamento) che non ne ha. La legge definisce con precisione cosa è e quali sono i titoli di pagamento ed una circolare ministeriale non può in nessuna maniera cambiare tale situazione di fatto. A mio parere una volta avuta la richiesta di pagamento si deve impugnare( se ingiusta) e se Equitalia si ostina facendo atti esecutivi sulla casa impugnare con opposizione agli atti esecutivi e chiedere i danni per la chiusura di fidi ed eventuali mutui.michele