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IL COPINH SOTTO FUOCO CRIMINALE
di : Intibucà lunedì 18 giugno 2012 - 11h11 Dopo il colpo di stato del 28 giugno 2009 s’inasprisce la repressione contro il popolo honduregno, il COPINH non fa eccezione. Decine di compagni e compagne sono stati imprigionati, migliaia di compagni e compagne sono stati repressi con gas lacrimogeni estremamente tossici, molti compagni e compagne hanno riportato fratture. Due compagni sono stati assassinati nella maniera più brutale per il semplice fatto di perseguire il diritto a vivere in pace, dignità e giustizia. Con la continuità del golpe nel regime diretto da Porfirio Lobo Sosa, seguendo le linee e le direttive dei gruppi di potere e dell’impero dell’odio, dell’avarizia e della morte, la repressione nei confronti del COPINH è proseguita. Lo dimostrano i seguenti fatti. 1. In due occasioni sono state messe a tacere le radio comunitarie del COPINH, in aperta violazione del diritto alla libera trasmissione del pensiero e dell’accordo 169 dell’O.I.T. (Organizzazione Internazionale del Lavoro). Nonostante le tre radio abbiano la licenza concessa da CONATEL durante il governo costituzionale vittima del colpo di stato, la repressione delle radio comunitarie è stata realizzata illegalmente utilizzando l’impresa incaricata della fatturazione dell’energia elettrica, proprietà del cancelliere del regime e membro del regime golpista di Roberto Micheletti, il sig. Arturo Corrales Álvarez. 2. Non avendo potuto far tacere del tutto le radio, CONATEL si sta preparando ora ad una nuova manovra volta alla chiusura delle radio comunitarie, adducendo la difesa delle frequenze, una manovra ipocrita, dal momento che vi sono stazioni radio commerciali che prendono la totalità delle frequenze per boicottare il nostro segnale e di fronte ciò CONATEL non banfa. 3. Durante il regime prosecutore del colpo di stato, è stata incarcerata la coordinatrice del COPINH Bertha Cáceres, come parte della campagna intimidatoria contro il COPINH. 4. Appena alcune settimane fa la Polizia Nazionale si è introdotta senza alcun mandato nell’abitazione del compagno Santos Alberto Rodríguez e l’ha assassinato, sparandolo diversi colpi di fucile di fabbricazione israeliana, colpendolo al capo. Quest’atto di violenza è avvenuto nella comunità di San Bartolo, Intibucá, comunità che resiste alla costruzione di una diga idroelettrica, proprietà di oligarchi vincolati alle multinazionali, la quale genererebbe energia elettrica privatizzata. 5. L’anomalia del crimine del compagno Santos Alberto non è solo che resta impunito, ma sta anche nel fatto che la polizia continua con l’odio e l’imposizione del terrore, e ha catturato suo fratello, attualmente in carcere senza alcuna ragione. 6. Alcuni giorni fa è stato brutalmente pestato il compagno Santos Pérez della comunità di San Juan San Francisco di Opalaca, da attivisti politici seguaci del sindaco del municipio, energico promotore delle dighe idroelettriche sul fiume Gualcarque, che il popolo non ha concesso. Ciò non è bastato: un paio di giorni fa hanno picchiato il fratello Candido Gómez Pérez, riducendolo in gravi condizioni, tanto che è stato trasportato in ambulanza da La Esperanza a Tegucigalpa; hanno rotto la testa a sua sorella Carmen Gómez Pérez, che ha dovuto essere suturata; hanno colpito al capo ed al viso sua madre, la signora Gerónima Pérez, ricorsa all’ospedale di La Esperanza. Tutto ciò è avvenuto in casa degli aggrediti, e perfino i bimbi piccoli che ci vivono non ne sono usciti indenni. 7. Nelle ultime ore si è compiuto un nuovo attentato criminale contro due dirigenti di spicco del COPINH, Juan Vásquez e Sotero Chavarría, entrambi membri della commissione esecutiva della nostra organizzazione. Stavano percorrendo la strada che conduce da Siguatepeque a La Esperanza, quando sono stati raggiunti da un commando criminale in motocicletta, che ha sparato loro in due fasi successive, il che ha costretto i compagni a chinarsi sui sedili, perdendo il controllo del veicolo, il quale si è schiantato contro un muraglione. Forse i criminali hanno creduto al successo della loro azione e se ne sono andati. I compagni erano di ritorno, dopo aver inoltrato istanze presso la polizia di Zacapa, per la liberazione del fratello del compagno assassinato dalla polizia Santos Alberto Rodríguez. A cosa si deve il fatto che il COPINH sia sotto un fuoco criminale? Vogliono fermare la lotta che portiamo avanti per i diritti del popolo lenca, la difesa dei territori, la difesa dei beni comuni, l’acqua, i boschi, il settore minerario, l’ossigeno e per la nostra lotta insieme al popolo honduregno fronteggiando un capitalismo selvaggio che impone nel nostro paese un’enclave mineraria, energetica, militare con mire estrattive, come una semicolonia in cui si trasferisce forzatamente e si perseguita la gente delle nostre comunità. Il COPINH si trova sotto un fuoco criminale in seguito all’insuccesso della corruzione da parte delle compagnie esecutrici dei progetti e dei tentativi di cooptazione da parte del regime; perciò tentano ora con l’intimidazione e l’eliminazione. Difficile compito quello dei violenti guerrafondai invasori, perché la nostra organizzazione possiede la forza della ragione, la spiritualità, la rettitudine e la non violenza attiva. Difficile compito perché nel COPINH siamo migliaia, decine di migliaia, centinaia di migliaia ben organizzati, ci accompagnano la solidarietà di molti popoli e la forza ancestrale di Lempira, Iselaca, Mota ed Etempica, che continuano ad elevare le loro voci piene di giustizia, libertà e pace. La Esperanza, Intibucà, 15 giugno 2012 Tradotto da Adelina Bottero
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