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NAPOLISCONI
di : Lucio Galluzzi venerdì 27 luglio 2012 - 08h05
Non bastavano due decenni di attacchi alle Procure nei Tribunali, ai PM antimafia, ai giornalisti non pennivendoli, alla libertà di stampa e di espressione...
Se qualcuno pensava di aver assistito al peggio, quel peggio è stato superato e dalla massima "autorità" di questa Repubblica di bananari: il Capo dello Stato.
Vent’anni nei quali Balluscone & Co. hanno dichiarato qualsiasi schifezza immaginabile sui magistrati, naturalmente solo su quelli che indagavano e ancora, per fortuna, istruiscono istruttorie sulla loro cricca.
Sono arrivati a dire che "i giudici non appartengono alla razza umana", "antropologicamente impediti", "metastasi e cancri della Nazione", "Brigatisti Rossi"...
La carta igienica stampata e le TV del padrone facevano da grancassa, rincarandone le dosi.
"Gli amori della Boccassini", "i calzini azzurri di Mesiano", "Travaglio è un condannato con la fedina penale sporca", "colpite i terroristi della menzogna che sono La Repubblica e quel covo chiamato Il Fatto Quotidiano..."
I più scomodi sono saltati in aria: Stragi di Stato di Capaci e via D’Amelio.
Così, anno dopo anno, personaggi legati a Cosa Nostra, Camorra, Ndrangheta... si sono seduti in Parlamento; non eletti dal popolo, ma, con una legge ad hoc, nominati "onorevoli" dalle segreterie di partito.
Il porcellum.
Chi dà poi fastidio perché "non gradito" al Ministero della Propaganda del Regime, viene letteralmente rovinato nei suoi affetti, nella professione, nell’onorabilità; un caso per tutti: l’ex direttore di Avvenire Boffo e la campagna diffamatoria che Feltri gli scagliò addosso, bollandolo come omosessuale stalker, smentendo poi tutto, ammettendo che erano bugie... ma quando Boffo ormai era stato rovinato.
Per questo comportamento esecrabile, Feltri è stato censurato e sospeso dall’Ordine dei Giornalisti per sei mesi.
L’Ordine dei Giornalisti serve a molto, difatti Feltri continua a fare il suo sporco mestiere, se ne è fottuto, così come Belpietro che si faceva gli attentati da solo, Brachino [quello dei calzini azzurri del giudice Mesiano] censurato dall’Ordine, sospeso, che senza alcun problema conduce programmi di "appronfondimento" sui misteri di Stato dalle televisioni del suo padrone.
Un caso a parte, poi, è quello di Renato Farina, Betulla il suo nome in codice nel registro pagamenti "CIA"; ha partecipato come spia e informatore per i Servizi Segreti USA al rapimento di Abu Omar; radiato a vita dall’Ordine dei Giornalisti, viene prima ospitato come "collaboratore esterno" da Libero e Il Giornale, firmando con il suo nome e cognome i pezzi che scriveva; presto promosso da Balluscone a Consigliere di Fiducia della ministra della pubblica distruzione Enterogelmini, molto onorevole deputato.
E noi paghiamo.
Anche Giuliano Mastodonte Ferrara fu spia della CIA, a libro paga.
Che dire poi di Paolo Guzzanti, la commissione Mitrokin e il gioco orrido dell’ "inventa tu che invento anch’io"?
Vent’anni di spargimenti d’odio.
Vent’anni nei quali hanno legalizzato la repressione d’ogni dissenso.
Non puoi e non devi criticare l’Impero.
Se lo fai, per bene che ti vada, ti fanno manganellare e ti spaccano un po’ la testa; se capiti male, finisci alla Diaz.
Tanto poi ai torturatori condannati passano pure la scorta e l’auto blu.
E’ più moderno questo fascismo rispetto a quello Mussoliniano, ma i mezzi sono gli stessi, identici.
I fini raggiunti sono sotto gli occhi di chi vuole vedere.
Capita anche che un ex ministro della Giustizia, ex vice presidente del CSM [che ha voluto la messa in silenzio di De Magistris e Clementina Forleo], si metta a telefonare al Colle insistentemente per cercare di evitare di essere "sentito" dalla Procura Antimafia di Palermo nell’inchiesta "trattativa stato-cosa nostra" e relative stragi di Capaci, Via d’Amelio, Via dei Georgofili...
Il "politico" chiede che che il Presidente della Repubblica intervenga in suo aiuto, e si intrattiene, molto, telefonicamente, con il Consigliere Giuridico del Quirinale, vuole essere rassicurato, che intervengano su Messineo, che facciano qualcosa, insomma.
Viene intercettato perché la Procura di Palermo sta indagando su di lui, difatti è rinviato a giudizio per falsa testimonianza, per ora.
Parla, due volte, con il Capo dello Stato, intercettato pure in questo caso.
La notizia sulle telefonate al Colle viene pubblicata dal Fatto Quotidiano, anche le trascrizioni delle intercettazioni tra il politico e il Consigliere Giuridico del Quirinale.
Apriti cielo!
Il Capo dello Stato si arrabbia, per giorni predica in ogni sua pubblica uscita sulla ingiustizia subita dalla Presidenza, solleva il "Conflitto di Attribuzione" delle sue prerogative [non è intercettabile, indagabile, non risponde dei suoi atti alla Magistratura...], chiede che la Corte Suprema si esprima, attacca i PM di Palermo e i giornalisti che si stanno occupando della cosa.
A dirla in soldoni, il tizio che impersona a sua insaputa il Presidente della Repubblica, afferma che non lo si può contestare e neppure esprimere dissenso sul suo operato, anche se quest’ultimo, da sempre, fa acqua sporca da ogni falla.
Vuole che le telefonate con la sua voce siano distrutte; i PM di Palermo fanno sapere che invece saranno adoperate.
Il Capo dello Stato, s’infuria sempre di più, chissà perché.
In molti si schierano con la Procura di Palermo e la difesa dell’inchiesta sulla trattativa stato mafia.
Dodici persone vengono iscritte nel registro degli indagati: ex ministri, politici, ex ufficiali dell’esercito e lo stesso insistente "telefonista" che chiedeva di essere "coperto" dal Quirinale.
Muore d’infarto il Consigliere Giuridico del Colle.
Come il peggior Ballusconi, il Capo dello Stato "esterna" il suo "atroce dolore" per il decesso del collaboratore, "vittima di una campagna di odio, violente ingiurie e bugie", poi parte per Londra, c’è la cerimonia di apertura delle Olimpiadi e lui deve stare con gli azzurri.
Atroce dolore difatti.
Questa mattina le grancasse stampate di Regime, strumentalizzando la morte, come da sempre fanno, titolano con parole d’orrore il decesso del giurista; Libero: "Magistrati Assassini", una prima pagina che è specchio di quasi tutte le altre.
Ecco che il solito oppio usato per distrarre l’opinione pubblica, è stato sparso ancora e di nuovo.
Da accusati e inciucioni squallidi, i coinvolti in questioni gravissime di massacri d’innocenti, diventano santi e moralizzatori.
Usano la morte di chi hanno adoperato come scudo, e poi lasciato magari anche solo, per rivendicare la loro santa ed intoccabile verginità.
I cattivi, assassini, terroristi, bugiardi sono proprio coloro che si sono e si stanno permettendo di onorare la memoria di Falcone e Borsellino, ricercando la verità che è stata coperta e deviata da una parte nera e mortale di questo Stato.
Meno male che sono gli ultimi mesi di permanenza al Colle di una simile Presidenza.
Almeno questo.
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