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CALL CENTER NAPOLITANO
di : Lucio Galluzzi lunedì 6 agosto 2012 - 10h08 1 comment
IL CAPO DELLO STATO NON SA DI LOGICA D’ARISTOTELE E PENSA CHE TUTTI NOI SIAMO IMBECILLI BOCCALONI
Non era mai successo nella storia Repubblicana, manco nel periodo monarchico, che una Procura della Repubblica fosse trascinata davanti alla Corte Suprema, per un "Conflitto di Attribuzione" sollevato dal Capo dello Stato.
Abbiamo dovuto aspettare questo Presidente in Sonno Perenne e Firma Lesta, per assistete al peggior settennato che ci sia mai stato al Colle.
Un Presidente della Repubblica che ha firmato di tutto e di più, fregandosene altamente della volontà contraria del popolo sovrano.
I cialtroni di Balluscone gli portavano qualsiasi schifezza di legge, anche le più vergognosamente anti costituzionali... e lui firmava, senza porsi neppure un dubbio.
Alla Presidenza della Repubblica è stato anche ricevuto quel Calderoli, in qualità di ministro, che copiava di sanapianta proposte di legge da clinica per neurodeliri, e gli è stato permesso di illustrare e discutere con "la massima carica dello Stato", dalla stessa "massima carica dello Stato", di una legge che avrebbe semplificato il corpus delle norme giuridiche della Repubblica.
Peccato che quel ministro millantava senza neppure sapere quante fossero in realtà le norme che voleva "bruciare" e quelle da mantenere; soprattutto non conosceva a quanto ammontavano quelle esistenti.
Nel testo che fece analizzare a Napolitano, c’erano dati, analisi e soluzioni che neppure a "oggi le comiche" sarebbero state prese in considerazione.
Eppure l’oligarca assiso in trono lo ascoltò con rispetto e non fece neppure una sola riga di comunicato per prendere una qualsiasi posizione o distanza.
L’avrebbe dovuto cacciare a calci nel sederone, visto che il povero decorticato legaiolo ce l’ha esteso e invita alle pedate continue.
Ma il Giorgio Nazionale non è Pertini.
Non è manco Einaudi, che pure cita, riempiendosi la bocca: Einaudi è morto, non può replicare, può solo rivoltarsi nella tomba per lo schifo.
C’è poi da ricordare il comportamento di questo tizio, che impersona a sua insaputa il Presidente della Repubblica, durante la discussione in Parlamento del Decreto Sfascia Scuola Pubblica della ignorantissima Enterogelmini [quella che ha voluto l’Istruzione che fa cagare, continuatrice di quell’altra scellerata della Mestizia Fallita Moratti]; in quella occasione noi docenti e studenti di ogni ordine e grado eravamo in tutte le piazze a prenderci manganellate e cariche dai mastini di Stato, per chiedere che quel Decreto infame non passasse.
Il "compagno" Napolitano, preoccupato per la situazione, fece finta di essere toccato dai giovani e chiese, ufficialmente, alla Rete Studenti Universitari, un documento scritto e articolato con le contro proposte del Movimento; si impegnò, ricevendo la delegazione degli Universitari, ad adoperarsi con tutte le sue forze affinché la "Riforma" della Scuola Pubblica fosse migliorata, rappresentando, aggiunse, le richieste di chi protestava [tutti] ai rami del Parlamento.
Non fece nulla di nulla.
Il DL Gelmini passò perché doveva passare, unica "riforma" che il maledetto Governo Balluscone fece e il Capo dello Stato, come sempre, firmò senza battere ciglio, anche se il provvedimento era anti costituzionale.
Non si è mai interessato a difendere la Costituzione, che questa è sì la sua prerogativa principale; mai ha rappresentato i cittadini italiani, altra prerogativa basilare della Presidenza; ora però che si è sentito "toccato" personalmente, ecco che tira fuori la Carta, adesso gli fa comodo inciuciarla per bene.
Scrive in una sua nota che la Procura di Palermo ha "violato le prerogative della Presidenza della Repubblica"; non è interessato al contenuto delle telefonate intercettate dai PM, vuole difendere le sue funzioni, mantenerle come lui desidera, per "trasmetterle intatte al suo successore".
Accusa la Procura di Palermo di atto eversivo, come se quei PM fossero golpisti, c’è scritto nel comunicato della Presidenza.
Al Capo dello Stato non importano quelle intercettazioni.
Per logica: se non gli importano, allora chieda che vengano rese pubbliche, tanto sono "risibili e irrilevanti", i cittadini sapranno quanto si sono detti Mancino e lui e il Presidente della Repubblica esce da questa zona di brutta ombra nera nel quale s’è cacciato.
Questo se veramente le telefonate sono "risibili".
Se invece non lo sono, allora il Capo dello Stato, e non la Procura di Palermo, imparerà che se uno ti chiama per dirti che quei magistrati gli stanno sulla minchia, tu non non lo devi ascoltare, devi sbattergli il telefono in faccia; è questa la prerogativa della Presidenza della Repubblica: la trasparenza e la correttezza assoluta.
Sei il Capo dello Stato, non puoi permetterti queste cose, se lo hai fatto, sono affari tuoi.
Pertini non avrebbe ascoltato Mancino, rendendo poi pubblico quanto successo, invitando i magistrati a perseguire il pirla che telefonava.
Anche Einaudi avrebbe fatto lo stesso; poche balle signor Napolitano nel citare i suoi predecessori nobili e veri.
Come il peggior Balluscone, Napolitano si sta adoperando affinché sia messo finalmente il bavaglio alla libera informazione e ai magistrati antimafia; e tutti gli danno ragione, tutti schierati e proni al podestà imperiale.
Fino a quando ce lo lasceranno fare, dobbiamo parlare e dire le cose con coraggio, poi probabilmente dovremo passare ai fogli clandestini.
Nel 2009 la Procura di Firenze apre una indagine sulla Cricca Protezione Civile & Co.; il giorno dopo il terremoto dell’Aquila i PM intercettano Bertolaso, l’allora capo dei massaggi alla cervicale parlava proprio con Napolitano!
Discutevano dei terremotati, della situazione in atto, degli aiuti, dell’organizzazione della partecipazione di Napolitano ai funerali delle 300 vittime.
Sono più di tre anni che questo Capo dello Stato sa di essere stato intercettato con Bertolaso.
Perché Napolitano non si è stracciato le vesti e graffiato il viso per queste "violazioni delle sue prerogative" nel 2009?
Perché non ha avvertito l’Avvocatura dello Stato?
Come mai non ha attivato la procedura per il "Conflitto di Attribuzione" davanti alla Consulta?
Le telefonate tra Bertolaso e Napolitano sono state depositate a Perugia, dove si sta tenendo il processo alla Cricca, sono a disposizione delle parti, e tutti le possono visionare e ascoltare.
Prima o poi saranno pubblicate dagli organi di informazione.
Perché, invece, Napolitano solleva tutto questo brutto polverone sui nastri in possesso dei magistrati di Palermo?
E’ chiaro: ha paura che i contenuti di quelle conversazioni siano resi pubblici.
Se non riuscirà nell’intento di bavaglio, chiederà il segreto di Stato?
Lucio Galluzzi
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6 agosto 2012 - 15h50 - Di 16cf9dea1b3c58e44c0aec49affc404b...
prima di dire che questo è il peggior settennato rifletti un poco:abbiamo avuto Segni che era un gran ladro ed il suo mandato fu caratterizzato dai primi grandi scandali finanziari, Saragat che era sempre ubriaco e certe volte non riusciva neanche a reggersi in piedi durante le cene ufficiali, Leone che fu nepotista e fece avere alla sua famiglia decine di appalti pubblici ed assunzioni( uno dei figli fu nominato direttore artistico alla RAI perchè una volta aveva letto un libro) e quando se ne andò dal Quirinale rubò tutta l’argenteria, Pertini era onesto ma negli ultimi due anni ebbe l’Azheimer per cui scappava sempre dal Quirinale( alle volte in pieno inverno in pigiama) perchè non sapeva dov’era ed i servizi segreti lo andavano a cercare per tutto il quartiere,Cossiga finse di essere pazzo ( si dice perchè non voleva essere ucciso da Gladio), Scalfaro prendeva 100.000( centomila) euro al mese in nero e non ha mai spiegato il perchè nè li ha mai restituiti,Ciampi bruciò centomila miliardi di lire( regalati a Soros ed alle banche americane) in una inutile difesa della lira. Ti basta?michele