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Quali sono i fronti contrapposti a Taranto
di : Zag(c) domenica 19 agosto 2012 - 09h51 Tutti, ma proprio tutti impostano la questione di Taranto secondo un dilemma tra chi vuole solo salvaguardare l’ambiente indipendentemente dal lavoro e chi invece, nel nome della conciliazione dell’uno e dell’altro privilegia però la salvaguardia del posto di lavoro. Naturalmente è una falsa visione del problema o quantomeno una visione forzata e interessata nel porre la questione. E naturalmente, le forze contrapposte sono, sempre secondo i main stream mediatici , tra le forze consapevoli, rsponsabili, operai cittadini, imprenditore, forze politiche locali e nazionali, giornalisti ecc ecc e dall’altra una sparuta minoranza di estremisti, centri sociali, irresponsabili e via di questo passo. Se però di persona parliamo con la gente, sia quelli che protestano con il sacchettino del "perfetto manifestante" donato dai Riva e con la giornata pagata , anche se è ufficialmente dichiarata giornata di sciopero, sia parlando con quelli "dell’APE", ci si accorge che la linea di demarcazione non è questa. Entrambi i fronti dei cittadini lavoratori vogliono sia il lavoro che la salute. Entrambi, nessuno escluso, vuole lavorare e non morire di cancro. Non può essere diversamente. Ognuno di loro ha in famiglia un malato di cancro. Molti almeno due parenti morti per la stessa causa. Qual’è allora la questione che li differenzia? Che li vede apparentemente su fronti contrapposti. Da un lato coloro che parlano prima del lavoro e poi anche della salute, si aggrappano disperatamente alle illusioni che ancora una volta viene loro fatte balenare. Vogliono credere che questa volta, a differenza delle altre innumerevoli volte in cui sono state presi in giro, questa volta sperano che sia diverso. Credono , si illudono, vogliono illudersi che questa volta l’imprenditore di turno e le forze politiche e sindacali che li assecondano, vogliano veramente risanare e conciliare l’ambiente. E non si accorgono di entrare in contraddizione, quando chiedendo se conoscono i colpevoli, tutti all’unisono gridano i politici e i sindacalisti. Gli stessi a cui si aggrappano come a coloro che assicureranno che questa volta sarà diverso. E se chiedi loro quali sono stati gli interventi per la salute e l’ambiente in fabbrica, tutti all’unisono rispondono che niente è stato fatto, che la polvere ti entra nei polmoni, che il lavoro è malsano , che ai Tamburi come a Paolo VI si respira come ai parchi minerali, che in fabbrica si muore di lavoro e di salute. Ma non hanno alternativa, Devono credere, vogliono credere, credere e sperare se no cosa rimane loro? Gli chiedi : Ma credi che i 336 milioni dello Stato e i 146 promessi da Riva basteranno a risanare una città e una fabbrica. Qualcuno ride, qualcuno ti guarda sarcastico, qualcun altro abbassa lo sguardo. Poi qualcuno risponde , ma si vede che non ci crede, risponde "devono bastare!" E l’altro fronte? Gli altri sono più determinati. Non hanno dubbi! Loro sanno che anche questa volta sarà una presa per i fondelli. Sono coscienti che per risanare non bastano pochi spiccioli. A Marghera ci sono voluti 5 miliardi e gli impianti non erano obsoleti come quelli di taranto. Sanno che Riva non spenderà , come mai ha speso una lira, che anche questa volta ( e le inchieste per la corruzione e concussioni lo sta a dimostrare) ungerà, corromperà e con il ricatto occupazionale ancora una volta farà profitti a scapito della salute e della città. Vogliono l’intervento dello Stato direttamente e se Riva non ci sta che si confisca la fabbirca! Allora si vede che in sostanza il fronte si sposta. Da un lato i lavoratori , i cittadini . Tutti coloro che vogliono salute e lavoro sano. Dall’altra parte il padrone e le forze politiche e sindacali alleati. Coloro che con fantasmagoriche voli pindarici vogliono convincere, vogliono spegnere l’incendio, saltare il vero problema, vogliono la pace sociale e continuare a fare quello che hanno fatto in tutti questi anni. La dimostrazione? Basta guardare attentamente le dichiarazioni che fanno un’ora si ed una no. Ma niente di concreto, Nessun piano concreto, nessuna data sicura e certa, nessuna penale in caso di mancato rispetto degli impegni. Niente di niente. Tutti insieme coloro che dovrebbero fare e coloro che dovrebbero controllare Controllori e controllati . Soldi finti, soldi già stanziati e mai messi a disposizione, mai arrivati. Allora che si sappia chi siamo noi e chi è l’altro. Chi sta da una parte e chi dall’altra parte. Quali sono gli interessi in campo che sono interessi inconciliabili. Non fra ambiente e lavoro , ma fra profitti privati e salute e ambiente!
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