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FINO A QUANDO, FERRERO?

6 agosto 2009, 19:17

Sulla stessa vicenda


Comunicato stampa del 27/7/2009 che i giornali non hanno pubblicato

Che succede nella Federazione di Roma del PRC?

Mentre la segreteria romana del PRC è dimissionaria, tranne me che non ho mai rassegnato le dimissioni - afferma Daniela Cortese responsabile lavoro della Federazione - il segretario uscente Giuseppe Carroccia non dà indicazioni sul periodo di transizione e Adriana Spera resp. uscente Enti Locali rende pubblico ciò che il nuovo gruppo dirigente sa già almeno dallo scorso febbraio grazie alle relazioni dettagliate del nuovo tesoriere, sostenuto strenuamente da me sin dall’inizio e quasi in solitudine fino all’ultimo comitato politico del 22 luglio. Sono sorpresa dalle dichiarazioni fatte ora dalla Spera. Certamente avrei preferito avere il suo sostegno quando da sola sollecitavo la segreteria ad una presa di posizione chiara sulle decisioni da prendere.

Dichiara quindi Spera nel suo articolo uscito oggi 26 luglio sul giornale telematico dazebao.org che il nostro Partito, nell’epoca Smeriglio/Bertinotti, è stato finanziato dai costruttori e aggiunge “Il territorio è ancora un possibile bene comune o merce di scambio?”

Peccato che, in pieno riciclaggio politico, Adriana Spera dimentica di avere votato il devastante piano regolatore (70 mln di metri cubi di cemento) insieme a tutto il nostro Gruppo Comunale di cui lei era la capogruppo, senza dimenticare che, sin dalla fondazione del partito, è stata ininterrottamente consigliera comunale.

Inoltre si ricorda, solo per una ulteriore corretta informazione, che all’appello per la manifestazione del 17 luglio contro l’inutile opera dell’autostrada Roma-Latina ho aderito e partecipato solamente io e nessun altro della segreteria, anche se informati per tempo; eppure per il Centro Italia ha la stessa valenza dell’opposizione al Ponte per il Sud e alla No Tav per il Nord. Le grandi opere, quando sono inutili per le comunità locali e dannose per l’ambiente non devono essere votate e vanno sostenuti i comitati e le associazioni che vi si oppongono con grande sete di giustizia e di onestà.

A volte basterebbe solo un briciolo di autocritica e di umiltà per guardare avanti e non continuare a distruggere, ma ormai sono merce rara.

Roma, 27 Luglio 2009

Daniela Cortese

Resp.Lavoro Federazione di Roma del PRC


Al tavolo del cemento le miserie di certa politica

LETTERA inviata a dazebao e non pubblicata in risposta all’intervento di A. Spera ...

Leggo con stupore quanto pubblicato il 26 Luglio 2009 su “dazebao on line” da Adriana Spera. Pensavo di essere tenuto alla riservatezza, ma dal momento che la Spera ha fatto outing mi trovo costretto a precisare.

Se nel 2003 il solo Nunzio D’Erme votò contro il nuovo PRG, conseguentemente al mandato ricevuto dai Comitati e dalle Associazioni metropolitane, per quanto riguarda il sottoscritto, come molti sanno, ho sempre partecipato alle lotte contro la cementificazione per la difesa dell’ambiente e ho dato il mio contributo organico al movimento per il nuovo PRG partecipato fino all’attuale “Carovana Bene Comune”.

Nel 2006, alla fine anticipata della seconda Giunta Veltroni, in quei due consigli comunali che adottarono il PRG di Roma, accadde che i costruttori seduti in prima fila nell’aula consiliare attendevano di raccogliere i frutti della loro speculazione e della rendita fondiaria, mentre i cittadini e i movimenti impossibilitati ad entrare, venivano caricati dalla Polizia sulla piazza del Campidoglio dove erano in presidio, era in questo contesto che la Spera (Capogruppo PRC in Consiglio Comunale) votava a favore del terzo “sacco” di Roma e cioè di un PRG di 70 mln di mc. di cemento che diversamente da quanto lei dichiarato conteneva e contiene i famosi “Accordi di Programma” più devastanti delle stesse varianti e strumento della contrattazione con i poteri forti, le compensazioni, le perequazioni e le centralità.

I quattro “difetti” di cui parla Spera, l’avrebbero dovuta portare ad un’opposizione decisa contro il nuovo PRG, ma è davvero incredibile che chi era seduto nei banchi del consiglio comunale almeno da quattro consigliature non si è accorta dello tsunami cementizio. Tale distrazione e quei voti favorevoli al PRG pesano come macigni sulla testa di tutti/e i militanti e i cittadini che si battono e si sono battuti contro tutte le Giunte filo palazzinari. Vorrei ricordare a Spera che chi ha fatto emergere i finanziamenti dei costruttori al PRC è stato il nuovo Tesoriere Zolea e che lo stesso già dal 22 Febbraio 2009, con una relazione scritta descriveva tali “torbidi intrecci”. Da questo momento nella Segreteria, con la sola eccezione di Daniela Cortese, che chiedeva continuamente approfondimenti e atti conseguenti accadeva che tutti/e, e sottolineo tutti/e si sono cimentati in un vero e feroce mobbing contro l’unica compagna Cortese che chiedeva trasparenza nel partito.

La querela contro il segretario e il tesoriere della passata gestione del partito romano veniva fatta solo dopo quattro mesi e solo dopo la lettera alla garanzia e alla segreteria naz.le sottoscritta dai compagni romani de “L’Ernesto”.

Gualtiero Alunni - Comitato Politico Nazionale del PRC

Roma, 27 Luglio 2009