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domenica 29 Aprile 2018 (08h20) :
Desperados!

De : Antonio Camuso

Desperados !!!! Riflessioni non politicamente corrette di Antonio Camuso su una notte di ordinaria follia a Milano

Confesso di essere un famelico divoratore di fumetti dedicati alla saga di TEX WILLER e di romanzi di fantascienza di Urania e prediligerne di entrambi quelli pubblicati negli anni 70 per i primi e tra la fine dei 60 e quella dei 70 dei secondi, per la perenne attualità o meglio, l’incredibile preveggenza sui come, quanto venisse trattato come fiction allora, oggi sia realtà o prossima a divenire…

DESPERADOS!, sarebbe il titolo di una nuova puntata di TEX ambientata senza distinzioni nel deserto del Nuovo Mexico o in quello più arido di una nostra metropoli moderna.

La cronaca

Oggi 27 aprile 2018, pardon 27 aprile 1878, due giovani teste calde di una tribù di Apache provenienti dalle rive meridionali del Rio grande , abbandonata la riserva, hanno compiuto una razzia tra le pacifiche fattorie di coloni installatisi da poco nella zona, e abitate da immigrati provenienti dalle più disparate zone del mondo. Questi due giovani pellerossa fuori di testa , armati solo di coltelli, hanno assalito dei poveri mangiaterra e le loro donne per depredarli di misere cose, seminando il terrore in una vasta area del Nuovo Mexico. Alla fine della scorribanda e nell’arco di una sola notte, i due giovani “guerrieri” hanno ammazzato un lavorante di una fattoria, di origini bengalesi, ferito un altro di origini peruviane, accoltellata all’addome una giovane ragazza di origini inglesi che stava per salire su una diligenza e ferito a morte un mendicante, senza fissa dimora, per rubargli gli stivali. I due sono stati acciuffati dopo una breve caccia all’uomo con addosso le povere cose strappate, con la violenza alle loro vittime.

Lascio all’estro di ogni amante delle storie di TEX inserire i modi della sua partecipazione alla vicenda, e se i due giovani apache siano stati accompagnati bonariamente alla loro riserva o invece riempiti di piombo .

Ritornando in pieno alla nostra odierna realtà di questo tardo aprile 2018 , a cercare di sostituirsi al nostro “eroe” sempre impeccabile e col viso ben sbarbato anche nei peggiori frangenti, compare la figura inquietante di un barbudos di nome MATTEO , con gli occhi iniettati di sangue, che dal suo telefonino lancia proclami di guerra e di sterminio contro l’intera nazione indiana, pardon nord africana abitante a sud del RIO GRANDE, pardon le rive meridionali del Mediterraneo, aspirando al comando del Settimo Cavalleggeri, pardon di presidente del Consiglio dei ministri della “terza Repubblica Italiana”.

Desperados!. Come altro definire i due marocchini che a Milano , ieri, in una sola notte han fatto traballare le monolitiche certezze di quei pochi ultimi amanti del politicamente corretto (…che in Italia omicidi, accoltellamenti e rapine siano in diminuzione e che quelli commessi dai desperados che giungono a frotte varcando il confine meridionale del nostro RIO GRANDE, non superino quelli commessi dai banditi dal sangue italico) ?...

Desperados, da utilizzare per la quotidiana e perenne campagna elettorale e che purtroppo sono solo un piccolo minuscolo esempio di come la nostra realtà e quella delle nostre metropoli sia sempre più simile a quella raccontata con magnifica preveggenza da Ballard nel suo libro Condominium, apparso su Urania con il numero 707 nel 1976 e poi ripubblicato da Feltrinelli

Una cosa è sicura : come nel migliore racconto della saga di TEX, dove dinanzi alla scorreria dei giovani Apache e le atrocità commesse, pacifici mormoni, immigrati irlandesi dalla fame atavica e famiglie composte da innumerevoli marmocchi , semischiavi neri e cinesi ed ex galeotti di SAN QUINTINO si ritrovino tutti concordi, ad abbandonare fedi e distinguo e, dichiararsi pronti ad applaudire il generale Custer quando sterminerà tutti gli indiani di qualsiasi età e sesso e anzi , dichiararsi pronti a dargli una mano in questa opera di purificazione etnica, se lo Stato non invierà abbastanza cannoni e cavalleggeri, così l’Italia odierna smarrita e riunchusa a strati come nel Condominium di Ballard aspetta l’Armageddon finale.

Fine parte Prima

Antonio Camuso


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