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Sognavamo cavalli selvaggi
giovedì 1 Febbraio
de Luca Visentini via FR
Sono cento racconti brevi o brevissimi che nell’insieme ricostruiscono, in un’unica vicenda, la Milano dal 1968 al 1977 di un ragazzo della nuova sinistra. Un compagno di base, non un dirigente, né un pentito. Non si parla di analisi politiche o dispute ideologiche, ma di amore, amicizie, famiglia, lotte e scontri concreti. Si legge un “clima”, un’umanità. Sono storie anche vere ma che trascendono, con la scrittura, l’autoreferenzialità. (...)
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GLI UOMINI VERI

di : VIVIANA
sabato 4 giugno 2005 - 14h06
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di Viviana Vivarelli

Leggo con autentica gioia il messaggio del ‘Gruppo di Autocoscienza Maschile Plurale di Bologna’, che dicono “Siamo profondamente convinti che la liberta’ delle donne e’’ condizione essenziale della nostra stessa liberta’ di uomini”...

”Questa legge rappresenta un grave passo indietro che un’alleanza tradizionalista e misogina, responsabile dell’approvazione della legge stessa, fa compiere alla convivenza civile. Ancora una volta, il corpo delle donne e’ considerato un bene di interesse pubblico su cui la società deve legiferare nel nome di un supposto interesse superiore, neutro e trascendente. Ancora una volta, un’antica vocazione maschile a sottoporre a controllo il corpo e la volonta’ della donna interviene su questioni riguardanti la riproduzione, unico ambito dell’esistenza umana in cui un indiscusso protagonismo dell’uomo puo’ realizzarsi esclusivamente per via normativa.

Con la nostra adesione intendiamo esprimere, in quanto uomini e non genericamente cittadini, la nostra totale dissidenza nei confronti di una certa cultura maschile capace di partorire questa e altre inaccettabili nefandezze giuridiche, politiche, sociali a spese della liberta’ delle donne. Una simile cultura ci appare inaccettabile anche perche’ offende la nostra stessa identita’ di uomini, convinti come siamo che tale identita’ possa e debba declinarsi al di fuori di logiche oppressive, aggressive e competitive nei confronti delle donne e degli altri uomini. Questa battaglia ci riguarda, e ci riguarda in quanto uomini. Combatterla si puo’, e secondo noi si deve, anche nel nostro interesse..

Possono e devono esistere ben altri modi di concepire il proprio essere uomini, anche diametralmente opposti agli orientamenti neomaschilisti che hanno ispirato questa legge e che si arrogano la rappresentanza totalitaria del genere maschile. Pensiamo sia giunto il momento che la voce degli uomini per nulla propensi a riconoscersi in tali orientamenti si faccia sentire, perche’ possa affermarsi un’ampia ed esplicita dissidenza nei confronti di una simile cultura maschile. Noi non siamo disponibili a progetti di rivincita del maschio: al contrario, siamo profondamente convinti che la liberta’ delle donne è condizione essenziale della nostra stessa liberta’ di uomini.”

maschileplurale @yahoo.it

http://www.women.it/libreriadelledo...

Bravi! Come vorremmo che a dire queste parole fossero stati i leader di un partito! Come siamo stanche dell’attesa lunga quanto la nostra vita di una parte politica finalmente moderna ed equa, leale e paritaria che ci riconosca nella nostra qualita’ di persone, di soggetti di diritto, di parte degna del mondo.

Poiche’ mi occupo di psicologia, sono tempestata continuamente dalle lamentele di ragazze giovani, belle e intelligenti che sono alla drammatica ricerca di ‘uomini veri’, e ad esse daro’ l’indirizzo di questo gruppo con vera soddisfazione, ancor piu’ perche’ sono anch’io di Bologna. E infatti in giro: maschi tanti, prepotenti troppi, uomini pochi, cosi’ pochi che troppe si lamentano di non trovarne affatto da poter amare, da poter rispettare.

Grazie, uomini veri! Il mondo delle donne sta aspettando, sta aspettando da secoli, da millenni, che arrivino gli ‘ uomini veri’. Sta aspettando da cosi’ tanto tempo che la sua pazienza ormai si e’ logorata. Aspetta l’avvento di un mondo nuovo fatto di persone, con pari diritti, maschi e femmine, in cui la differenza sessuale non sia pregiudiziale dei diritti, non si faccia scalino di potere, e finalmente non permetta piu’ sopraffazioni su base sessuale, false gerarchie, appropriazioni indebite, razionalizzazioni ex post di veri soprusi. Se sono ancora cristiana e’ solo perche’ non riconosco al Cristo il pregiudizio sessuale e anzi vedo che egli ha aperto un mondo di uguali che la Chiesa successiva, dopo Costantino, ha tradito e che oggi rinnega vieppiu’ per rigettare le donne in uno stato di minorita’.

Le destre clericali e politiche fanno di tutto per non far nascere questo mondo nuovo di persone eguali, il solo che possiamo chiamare a buon diritto democratico o religioso, e tentano di riportarci a tempi bui di separazioni e di parzialita’ basati su gerarchie francamente repugnanti. Non puo’ esserci difesa della vita dove non c’e’ giustizia e non puo’ esserci giustizia la’ dove non c’e’ rispetto e riconoscimento dell’altro e lo si discrimina in modo pretestuale cacciandolo nel luogo dei non diritti.

Non esistera’ difesa dell’embrione o del nascituro o di qualsiasi presunta anima o di qualunque vita, finche’ ci sara’ qualcuno che usa formule di discriminazione e di repressione, violando i diritti di meta’ degli abitanti di questo mondo, imponendo alle donne leggi barbariche e lesive della loro realizzazione umana.

Il diritto alla vita non riguarda solo gli embrioni, che non sono ancora persone, ma si misura sui diritti reali concessi a chi e’ persona a tutti gli effetti, ostacolando la sua possibilita’ di realizzarsi in evoluzione, salute e liberta’.

Se sul piano giuridico si introdurranno ostacoli al riconoscimento paritario degli esseri umani, prevaricandone meta’ solo per motivi sessuali (e il numero aumentera’ se la legge accogliera’ anche le pregiudiziali clericali sugli omosessuali), avremo una forte regressione dell’etica e ogni rivendicazione fantasmatica puramente concettuale sara’ solo un astratto nominalismo, un trucco per perpetuare antichi orrori.

Come bandiere si sono sventolate parole come ’pace’, ’democrazia’, ’liberta’, ’Dio’ e ora si sventola la parola ’Vita. Non la parola e’ di per se’ costruttrice di verita’. In nome di vuote parole si sono commesse e si stanno commettendo atrocita’ e a questo processo abominevole sembra non esserci mai fine. Ora si intende distruggere in un colpo solo quei pochi diritti che sono stati faticosamente conquistati dalle donne: la libera scelta in materia di procreazione, il diritto alla salute, il diritto a non subire trattamenti sanitari non desiderati, il diritto a essere riconosciute come soggetti giuridici completi e non secondari, il diritto a non essere considerate uteri o oggetti o funzioni ma creature umane consapevoli e complete con la responsabilita’ ma anche la liberta’ della procreazione.

"Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus". Le parole sono solo strumentali e possono essere ingannevoli, oggi, nel mondo della comunicazione aggressiva e falsata, esse nascondono una crescente ignominia e sono il primo organo della manipolazione dei cervelli, il primo strumento del potere.

Le parole sono cosi’ ingannevoli che ormai viviamo in un mondo orwelliano, dove le idealita’ sono sempre piu’ virtuali, costruite ad artifizio, e ogni parola e’ legata al suo contrario con connessioni disordinate e assurde: Pace vuol dire Guerra, Democrazia significa diminuzione dei valori democratici, la Patria si identifica con le vittime innocenti mandate in olocausti insensati, la Missione di Pace copre l’aggressione, Sovranita’ vuol dire subordinarsi alle corporazioni, l’Amore maschera il Potere.

Cosi’ ora in nome della Vita si vorrebbe la menomazione degli esseri gia’ esistenti. La difesa dei diritti dell’embrione dovrebbe portare alla regressione dei diritti della donna e alla minaccia per la sua stessa incolumita’ e per la sua libera scelta. Si confonde sempre piu’ il male col bene.

Stato e Chiesa operano separando la parte razionale del cervello da quella emozionale, cosi’ che i reggitori astuti a malintenzionati si indirizzano alla parte cieca ed emozionale (il cervello limbico), creando paradossi barbarici e eccitandoci a reazioni viscerali. L’umanita’, invece di evolversi, e’ spinta alla bestialita’, alla reazione irrazionale, al fanatismo cieco.

Ma i diritti non stanno nello sbandierare la parola ’Vita’ come vuoto segno semantico, confondendolo con la Persona, ma nel praticare il rispetto ai viventi, quel rispetto che gli sbandieratori di parole spesso calpestano, con le guerre, la tortura, l’ostracismo, la censura, la perversione della verita’, l’immiserimento, l’ignoranza, gli ostacoli al pensiero, il rifiuto alla liberta’di conoscenza e di pensiero, il colonialismo dei territori e dei cervelli, l’inquinamento sfrenato del pianeta, la perversione delle leggi in senso sempre meno democratico e sempre piu’ finalizzato al potere lucrativo di pochi.

Vita vuol dire molto di piu’ che difendere una vuota parola. Vuol dire difesa, nei fatti, del mondo umano e naturale, miglioramento ed evoluzione delle persone che gia’ ci sono, attenzione ai loro bisogni, compassione per le loro sofferenze, riconoscimento dei loro diritti, qualcosa che questi sbandieratori orwelliani dimenticano dolosamente nelle loro perverse crociate nominaliste.

Mai ci fu meno amore di Dio che nelle crociate cristiane medievali, mai ci fu meno attenzione per il Dio vivente che nelle diatribe della Scolastica che volevano dimostrare la sua esistenza come fosse un teorema o un sillogismo, mai ci fu meno cristianesimo che nei processi di Torquemada o nella condanna di Galileo. E ora tutto questo dovrebbe ritornare? Per compiacere un a-storico Ruini che inventa ex novo dogmi che mai sono stati in questa dottrina e a verso questi opera coercizioni del cervello? Dovremo avere un cristianesimo ’secondo Ruini’? Non piu’ secondo il Cristo?

L’America di Bush gia’ agita i foschi incendi della reazione fondamentalista. E parte del nostro governo e’ ben disposta a questo diversivo potente che ci distrarrebbe dai reali problemi del paese. E’ questa la prospettiva che ci aspetta? Tornare a un nuovo Medioevo? Mai sentiamo meno reliione e meno rispetto per la vita che nella campagna di cieco astensionismo di oggi, che da quest’ordine all’obbedienza formale verso qualcosa che, a rigor di logica e di dottrina, e’ e resta solo l’opinione di un cardinale, cioe’ a dire ’niente’. La Chiesa ha ripreso ad allontanarsi dal giusto rispetto delle diversita’ umane, i governi hanno ripreso a disprezzare i valori della democrazia.

Nell’ignoranza della storia e nel disconoscimento del progresso etico del nostro tempo, i fautori del peggio stanno provando a girare indietro le lancette del tempo. Potremo permetterlo?



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