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Prc, è guerra di numeri

di : Marzia Bonacci
mercoledì 25 giugno 2008 - 20h48
2 commenti

Prc, è guerra di numeri

di Marzia Bonacci

Dopo l’incontro fra le varie componenti del partito per trovare una mediazione sullo spinoso tema del tesseramento che da giorni sta scuotendo gli animi interni, oggi la battaglia si concentra sui dati dei circoli. Anche in questo caso non senza polemiche

E’ guerra dei numeri dentro il Prc. Ma anche battaglia aspra per il tesseramento. Con le varie mozioni, soprattutto quelle più grandi, che si fronteggiano a colpi di dati e di iscritti.

Paolo Ferrero, firmatario del documento Rifondazione comunista in movimento, è tornato sul tema cercando di fare un po’ di chiarezza. "Il congresso di Rifondazione comunista sta entrando nel vivo e hanno sin qui espresso il loro voto oltre 400 circoli, cioè quasi il 20 per cento del totale". "Un grande processo democratico", lo definisce, ammonendo però a che "avvenga nel massimo di trasparenza". La stessa che attualmente gli sembra latitare: "purtroppo -dice- vengono fatti circolare, da altri, dati palesemente e largamente incompleti". Al contrario, a suo dire, "i dati completi in nostro possesso vengono pubblicati sul blog www.rifondazioneinmovimento.org, e quotidianamente aggiornati, in modo chiaro, pulito, trasparente". E questi dati, che cita "per amore di verità, almeno quella matematica" oltre che "per la precisione", sembrano premiarlo. Via all’elenco dunque. Secondo Ferrero, i voti per il primo documento, il suo, sono stati 4.182, pari al 47,5%, quelli per il secondo (primo firmatario Nichi Vendola) 3.141, pari al 35,6%, 951 voti sono andati al terzo documento (primo firmatario Gianluigi Pegolo), pari al 10,8%, 358 voti al quarto (primo firmatario Claudio Bellotti), con il 4,1%, 179 voti al documento cinque (primo firmatario Walter de Cesaris), pari al 2%.

Eppure al Sud, dove in questi giorni si sta svolgendo il grosso dei congressi, il treno di Vendola sembra non arrestare la corsa. Per esempio a Castellammare la mozione del governatore ha ottenuto 137 preferenze su 147 votanti (158 tesserati, di cui una settantina di nuova iscrizione). Ma la componente Ferrero ha già presentato un ricorso alla commissione nazionale di garanzia perché "a Castellammare -spiega Nicola Vetrano della mozione ferrariana- sette nuovi iscritti non figurano in alcun elenco di tesserati e poi il congresso dalle 19 in poi si è trasformato in seggio elettorale: gestito da sole 25 persone, la gente veniva, votava e andava via".

Per Beatrice Giavazzi, firmataria della seconda mozione e coordinatrice di organizzazione, questa guerra di numeri, che definisce "inutile" oltre che "fastidiosa", si potrebbe evitare se "la commissione nazionale del congresso, dove arrivano i verbali delle votazioni dei vari circoli, pubblicasse dati ufficiali, ponendo fine a questa fuga di numeri ufficiosi". Detto questo, "ogni mozione presenta la sua tabella con i suoi dati, e la nostra differisce da quella di Ferrero". Anche nel metodo. "Noi abbiamo aspettato che si svolgesse la votazione almeno nel 17% dei circoli per cominciare a rendere noti i numeri, ma soprattutto li abbiamo sempre presentati come frutto di un lavoro militante, cioè fatto dai nostri compagni sul territorio". La componente di Ferrero, al contrario, "li ha pubblicati fin dal primo circolo, per altro con rilevazioni spesso sbagliate perché hanno conteggiato due volte la stessa sezione, alterando il conteggio". Un esempio? "A Genova".

Michele De Palma, conterraneo di Vendola e responsabile Movimenti per il partito, si dice ottimista sull’andamento della mozione. "Il nostro documento, Manifesto per la Rifondazione, sta andando bene ovunque". Quello che non lo convince è però l’intestina battaglia all’ultimo voto: "sulla questione dei numeri non voglio dilungarmi perché il congresso non è un gara e perché è opportuno aspettare che abbiano fine le votazioni dei circoli. Allora si vedrà". Un argomento che poi gli preme chiarire è quello del tesseramento gonfiato, oggetto di accuse da parte dell’altra mozione di Ferrero e Grassi, a cui dice un categorico basta. "Perché se prendiamo il 3% alle elezioni -ci spiega- dovremmo ringraziare il cielo che le persone si iscrivano e partecipino al voto dei circoli come sta accadendo in questi giorni". Per chiarire De Palma avanza un esempio. "A Terlizi, il mio circolo, abbiamo avuto in totale 75 iscritti, mentre l’anno scorso erano 41.

Come devo valutare questo dato se non come positivo?". Se non bastasse racconta anche di Matera, dove "ho incontrato compagni e compagne che mi hanno detto di non essere tesserati ma di volersi iscrivere proprio ora, in un momento difficile per la sinistra e per il Prc. Cosa dovrei dirgli, se non che sono contento? Posso rispondere che è meglio di no, che è più opportuno aspettare la fine del congresso? Mi sembra assurdo". Così come assurde gli appaiono certe polemiche: "ci criticano perché facciamo la sinistra, poi perchè facciamo le iscrizioni e quindi cambiamo la base elettorale: ma cosa dobbiamo fare?" Il senso del suo discorso è che "questa è una fase straordinaria e qualsiasi compagno o compagna voglia partecipare, non può che essere qualcosa di cui gioire".

Se è tensione sui numeri, infatti, non diverso è il clima che si determina intorno ai congressi dei circoli da cui quei dati provengono, per non parlare della spinosa questione del tesseramento, terreno di scontro fra le varie mozioni. Con le regole procedurali a far da grimaldello per una battaglia politica difficilissima che ha visto sollevarsi un polverone di accuse vicendevoli sull’opacità delle nuove iscrizioni al partito. Una battaglia in cui i supporter delle due mozioni più importanti, quella di Vendola e di Ferrero, si sono fronteggiati senza troppa clemenza, ciascuno presentando sul tavolo della polemica cifre, numeri, articoli, regolamenti. E’ in questo quadro che si è tentata ieri la strada del dialogo fra le varie componenti che fanno capo ai diversi documenti congressuali.

Claudio Grassi, co-firmatario insieme a Ferrero della Mozione Rifondazione comunista in movimento, ha partecipato alla riunione: "uno spiraglio ancora aperto di dialogo anche se non ha prodotto risultati effettivi", sintetizza l’ex senatore. Ci spiega infatti Grassi che "l’unica cosa che ci hanno comunicato dalla seconda mozione (quella che fa capo a Vendola, ndr) è la disponibilità alla discussione", mentre sul fronte dei provvedimenti da mettere in campo per affrontare la materia al centro del contendere, "non c’è stata volontà di entrare nel merito". All’origine della polemica ci sarebbe quello che per l’ex senatore del Prc è "l’uso distorto del tesseramento che sta avvenendo in queste settimane" e che "vede in alcuni circoli una crescita di iscrizioni consistenti, dove addirittura in certi contesti si raddoppia il numero dei tesserati". Insomma, sarebbe in atto secondo Grassi "una caccia all’iscritto" che mette in sospensione "il livello politico del confronto che dovrebbe invece caratterizzare il congresso". Nucleo centrale di questa tendenza il Sud Italia, con Campania, Calabria e Puglia a far da traino. Rispetto a questo "bisognerebbe, attraverso un accordo fra mozioni, stabilire dei limiti".

Sostiene l’ex senatore che "la scorrettezza più grave è l’utilizzo strumentale dell’articolo 11 del regolamento, che tutela l’iscritto 2007 consentendogli di votare al congresso anche se non ha rinnovato la tessera". E proprio sull’articolo 11 che si gioca l’abuso, "perché i referenti dei circoli che ricevono le tessere 2008 anziché rinnovare quelle del 2007, con quelle stesse tessere favoriscono l’iscrizione di nuovi militanti, tanto quelli dell’anno precedente possono comunque votare all’assise". Su questo punto l’ala di Ferrero proponeva alle altre mozioni che si trovasse una soluzione, "ma niente di fatto". Il giudizio sul faccia a faccia di ieri non è comunque negativo, nel senso che "la porta del dialogo non è chiusa e nei prossimi giorni riprenderemo il filo del confronto". Rispetto ai rumors che circolano a via del Policlinico e che vogliono la battaglia dell’ex ministro come ultimo tentativo per rimandare il congresso, allontanando quell’amaro calice della sconfitta che Ferrero e i suoi temono di dover bere, Grassi li respinge al mittente citando i dati. "Il risultato dei congressi svolti che riguardano 8mila votanti danno la nostra mozione in vantaggio". "Certo -conclude- se una mozione prevale su un’altra perché raccoglie voti in regioni dove è aumentato il tesseramento principalmente di persone nuove che vanno solo a votare al congresso, è una vittoria numerica e non politica".

Quella di un uso distorto del regolamento congressuale è però "un’accusa completamente infondata" e "priva di alcun riferimento preciso o specifico addebito", rispondono Franco Bonato, Titti De Simone, Graziella Mascia e Rosa Rinaldi, rappresentanti della mozione Vendola nel comitato di gestione. Quanto all’impennata di nuovi iscritti, i delegati fanno notare come "in una fase così drammatica per Rifondazione e per tutta la sinistra" non possa che apparire "assurdo cercare di allontanare i nuovi iscritti e lamentarsi della loro esistenza", perchè è proprio in "un maggior numero possibile di persone decise a impegnarsi" che si può, a loro dire, "restituire ruolo politico e sociale al Prc e alla sinistra".

aprileonline



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Prc, è guerra di numeri
26 giugno 2008 - 12h12 - Di 843e96438d711269e7ce820fff6fe7ab...

Con questa allucinante situazione, che non è solo del Sud ( a Roma si stanno iscrivendo in massa i pazienti dello psicanalista Massimo Fagioli, grande "consigliori" di Bertinotti) è persino ovvio che il tutto finirà con l’ennesima scissione, magari nemmeno in due ma in tre scheggie diverse, dell’attuale Prc ...

R.



Prc, è guerra di numeri
26 giugno 2008 - 22h40 - Di cb6dc4f9e263adde832218681d1a79ba...

Sempre a Roma c’è un altro caso clamoroso, naturalmente a favore della mozione Vendola-Giordano ecc.

150 dipendenti di una cooperativa sociale ( su circa 180 complessivi) si sono improvvisamente iscritti in massa al Prc ed hanno costituito un circolo "aziendale".

Naturalmente la cooperativa sociale è diretta da un tizio legato al giro di quella mozione e vive di appalti garantiti dalla Regione Lazio, nella persona dell’ Assessore al Bilancio Luigi Nieri, anche lui della mozione Vendola-Giordano ecc. ecc.

Roba da Democrazia Cristiana del profondo Sud negli anni sessanta del secolo scorso ....

Si, è proprio un "cupio dissolvi" ...

K.






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