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Angelo Frammartino: l’ultima email è un inno all’amore

venerdì 11 agosto 2006

In giornata i compagni di Angelo Frammartino torneranno a casa. Il paese d’origine, Monterotondo, piange il giovane volontario. Italiano ucciso, è caccia all’aggressore

La polizia israeliana ritiene che si tratti di terrorismo

MONTEROTONDO (Roma) - "Un ragazzo solare, di pace, impegnato nel sociale e studioso". Angelo Frammartino, il volontario 24enne ucciso ieri a coltellate a Gerusalemme da un palestinese, viene descritto così da chi lo conosceva a Monterotondo, il suo paese di origine. E non a torto: "Bisogna imparare ad amare daccapo, a tornare ad amare, ogni giorno", è infatti la conclusione dell’ultima e-mail che Angelo ha inviato al circolo di Rifondazione comunista di Monterotondo, in cui era responsabile del settore giovanile.

La notizia della sua morte si è diffusa all’ora di cena: Angelo, che era partito per il campo il primo di agosto, sarebbe tornato a casa domenica con gli altri quindici ragazzi. Oggi pomeriggio, i giovani volontari suoi amici, ripartiranno per Roma senza di lui. "I ragazzi sono piuttosto scioccati" ha detto il responsabile del gruppo Sergio Bassoli. In paese in molti lo conoscevano: la sua è una famiglia molto nota a Monterotondo. La mamma è insegnante elementare, il padre è professore di ragioneria all’istituto tecnico del paese e commercialista. E’ stato anche consigliere comunale e forse, proprio da lui, il figlio ha ereditato la passione per l’impegno sociale e politico militando nei Giovani comunisti.

Ora, alla spicciolata, le quattro ragazze che ieri sera passeggiavano con lui lungo le mura della Città Vecchia di Gerusalemme provano a ricostruire la scena. "C’erano poche persone, qualche vecchietto, non abbiamo avuto l’impressione che ci seguisse nessuno - ricordano - non ci siamo accorte di nulla prima, abbiamo visto spuntare quell’uomo d’improvviso e poi lo abbiamo solo scorto mentre scappava".

Forse, però, è stata la birra a tradirli: "Il gruppo di occidentali è stato notato", ha avanzato in un’ipotesi Renzo Caddeo, responsabile della spedizione italiana al campo "Torre dei fenicotteri", gestito da Arci e Cgil a cui partecipava Angelo. "La birra - ha aggiunto - non si vende dentro le mura di Gerusalemme. Il fatto che Angelo fosse stato al tavolo con quattro ragazze a bere una bevanda ’proibita’ dalla religione musulmana in quanto alcolica, può aver urtato la suscettibilità di qualcuno".

Anche il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, è rimasto gelato dall’uccisione del giovane volontario: "La notizia della violenta e tragica morte di Angelo mi ha profondamente rattristato e turbato - afferma nel messaggio inviato alla famiglia - L’impegno umanitario e lo spirito di solidarietà ha un valore civile e sociale altissimo, inestimabile. E in questo senso mi auguro fortemente - conclude il presidente - che almeno possa alleviare il dolore, la fierezza che Angelo ha perso la vita mentre si batteva per la causa della pace, del dialogo, della cooperazione e della non violenza".

Intanto, l’inchiesta della polizia israeliana procede "a pieno ritmo", anche se l’assassino non è stato ancora identificato, come ha confermato questa mattina il portavoce della polizia di Gerusalemme, Shmulik Ben Rubi. "Le indagini sono molto intese - ha detto il portavoce - abbiamo fermato nella notte cinque giovani palestinesi, sospettati di essere coinvolti. Ma sono stati rilasciati dopo che è stata dimostrata la loro estraneità".

Rimane forte la propensione della polizia israeliana a trattare l’assassinio come un atto di "terrorismo", ovvero di una aggressione con motivazioni politiche, riferibili all’impegno sociale del giovane. Frammartino lavorava insieme ad una ong araba di Gerusalemme Est, che organizza campi estivi per bambini palestinesi. E Angelo, da animatore, aveva il compito di farli divertire. Le indagini, ha però aggiunto il portavoce, proseguono in ogni direzione. Ora gli inquirenti stanno cercando di realizzare un identikit dell’aggressore, in particolare con l’aiuto della ragazza italiana che ieri sera era più vicina ad Angelo al momento dell’aggressione, vicino alla Porta di Damasco nella città Vecchia.

Ottenuto il permesso dalla famiglia che ha appreso la notizia mentre si trovava in vacanza in Sicilia, ora si attendono i risultati dell’autopsia. Poi sarà possibile organizzare il rientro della salma in Italia.

http://www.repubblica.it/2006/08/se...

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