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Berlusconi: "Craxi insegnato nelle scuole". Non bastava la Gelmini

sabato 6 dicembre 2008

Berlusconi: "Craxi insegnato nelle scuole". Non bastava la Gelmini

di Fulvio Lo Cicero

ROMA – Alla povera scuola italiana ci mancava solo questa. Poi veramente potrebbe chiudere, e per sempre, i battenti. In occasione dell’uscita del dvd su Craxi, "La mia vita è stata una corsa", prodotta dalla figlia Stefania, che, secondo i produttori, racconta la vera storia di Mani pulite e della "buia" stagione di Tangentopoli, Silvio Berlusconi ritiene che "il cortometraggio andrebbe proiettato nelle scuole, per dare alle nuove generazioni i necessari spunti di riflessione sul modo in cui è finita la Prima Repubblica e sulla falsa rivoluzione giudiziaria che portò alcuni settori della magistratura a teorizzare la supplenza delle toghe sulla politica".

Il premier ha scritto una prefazione al dvd, che sarà venduto fra pochi giorni in libreria e nelle videoteche, dove afferma che Craxi fu "fautore delle riforme istituzionali" essendo stato un "precursore della sinistra moderna di cui in Italia, purtroppo, non si vede ancora una traccia definita".

Se come premier, il Cavaliere lascia alquanto a desiderare, viste le controriforme messe in cantiere dalla sua maggioranza e le "misurine" anticrisi del suo principale ministro, come storico della politica risulta ancora più inattendibile. Certo, si può comprendere la solidarietà al leader socialista che terminò i suoi giorni da latitante in un Paese estero (la Tunisia), dovendo scontare in patria due condanne definitive (4 anni e mezzo per le tangenti della metropolitana milanese, 5 anni e mezzo per corruzione nella vicenda Eni), visto che anche il Cavaliere qualche problemuccio con la giustizia lo ha avuto e continua ad averlo. Ma rilanciare la "statura" del leader che affossò definitivamente, dopo centodieci anni, l’idea socialista in Italia, appare perlomeno azzardato.

Ma ciò che si presenta ancor più pernicioso è il desiderio che la "vera storia di Craxi e di Mani pulite" sia proiettata nelle scuole, già in stato comatoso per il nefasto passaggio del ciclone Gelmini e, dunque, in procinto di tirare definitivamente le cuoia. Gli studenti non sanno nulla di Craxi e poco di Mani pulite ma gli epigoni del leader socialista non sarebbero di certo i migliori divulgatori di quel periodo storico.

Essi, infatti, spiegherebbero agli ignari alunni che, come scrive inopinatamente il Cavaliere, Mani pulite fu un’architettata congiura, ordita da vasti settori della magistratura e autorevoli esponenti della sinistra italiana anticraxiana, per decapitare la dirigenza dei due principali partiti di quel periodo storico, il socialista e il democristiano, che in effetti scomparirono fra condanne e interdizioni legali.

Tutto completamente inventato, ovviamente, perché fu Craxi ad ordire la più nefasta congiura contro le istituzioni italiane, mettendo a punto un sistema di spartizione delle tangenti che non solo contribuì ad aggravare il debito pubblico italiano, ma rafforzò un sistema partitico paramafioso, con l’incameramento di decine di miliardi, utilizzati per ingigantire le proprie fortune politiche.

D’altronde, si può comprendere l’atteggiamento del Cavaliere. Se oggi lui occupa la poltrona di Palazzo Chigi è per merito di Craxi, con il quale aveva stretto il più forte dei sodalizi, con reciproci favori, garantendo così una protezione totale delle posizioni monopolistiche delle televisioni del Biscione. Berlusconi è stato ed è così consapevole di questo "debito di sangue" che la sua formazione politica si è strutturata intorno ai principali segugi craxiani (si pensi a Brunetta, a Sacconi, allo stesso Tremonti), sulla base di un’idea cesaristica del partito e della politica, che era peculiare al leader socialista.

Soltanto una persona in malafede può oggi dire, dopo sedici anni da quegli avvenimenti, che Mani pulite colpì una dirigenza politica innocente e che Bettino Craxi fu un uomo della sinistra riformista. Craxi fu, in realtà, un uomo di destra, che conformò il Partito socialista su istanze autoritarie, senza alcun dibattito o dialettica interne e tale posizione fu possibile grazie al sistema delle tangenti, che rese inattaccabile la sua leadership. Ed è proprio questo che gli alunni italiani dovrebbero sapere.

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