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1 GIUGNO ATESIA - SCIOPERO TOTALE !

Publie le giovedì 1 giugno 2006 par Open-Publishing
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Dazibao Sindacati Manifestazioni-azioni Scioperi

de CobasAtesia

Grandissima partecipazione allo sciopero in Atesia spa organizzato nella giornata odierna dal Collettivo Precariatesia e dal Cobas Atesia contro i 400 licenziamenti effettuati nei giorni scorsi e contro l’applicazione dell’accordo siglato l’11 aprile 2006 tra azienda e Slc/Cgil, Fistel/Cisl, Uilcom/uil.

La pressocchè totale adesione allo sciopero ha costretto la direzione aziendale alla sospensione di ogni attività. Tutto ciò malgrado i tentativi intimidatori effettuati dai responsabili aziendali, giunti fino al punto di richiedere la presenza della polizia all’interno della azienda durante la comunicazione dei licenziamenti e di minacciare provvedimenti disciplinari nei confronti di chi avesse aderito allo sciopero.

Per tutta la giornata i lavoratori e le lavoratrici di Atesia hanno dato vita ad una assemblea permanente davanti la sede di via Lamaro. L’assemblea ha visto la partecipazione di lavoratori/trici di diversi settori e aziende, compresa una delegazione dell’Alfa di Arese e Pomigliano, e di realtà sociali. Tra gli altri hanno portato la loro solidarietà ai precari Atesia l’ on. Franco Russo, l’on. Salvatore Bonadonna e il presidente del X Municipio Sandro Medici.

Con questa iniziativa i precari di Atesia hanno ancora una volta dimostrato la propria determinazione a perseguire l’obiettivo della stabilizzazione attraverso il contratto a tempo indeterminato per tutti e tutte, respingendo in questo modo qualsiasi forma di applicazione dei contratti precari previsti dalla legge 30.

Al fine di evitare l’acuirsi della tensione nella vertenza Atesia chiediamo che il Ministro del Lavoro Cesare Damiano e la Sottosegretaria Rosa Rinaldi, facendo seguito agli impegni espressi nel comunicato stampa del 31 maggio 2006, si adoperino affinchè si apra un tavolo di trattativa che veda la partecipazione diretta delle lavoratrici e dei lavoratori, attraverso il Collettivo Precariatesia. Appare evidente che tale tavolo debba essere preceduto dal reintegro di tutti i licenziati (mancati rinnovi) e dei precedenti 5 licenziati politici.

In assenza di segnali di responsabilità da parte dei vertici aziendali e di interventi concreti da parte delle istituzioni preposte, annunciamo sin da oggi ulteriori iniziative di lotta.

CollettivoPrecariatesia precariatesia@yahoo.it

CobasAtesia comitatodibaseatesia@gmail.com

Messaggi

  • Sullo sciopero del 1/06/2006 in Atesia

    giovedì 1 giugno si è tenuto in atesia uno sciopero con assemblea permanente davanti ai cancelli del call center per protestare contro l’accordo del 11/04/06, siglato da azienda e sindacati confederali, che prevede l’applicazione di contratti previsti dalla Legge 30 (apprendistato professionalizzante, inserimento e contratti a progetto) ed un esubero di circa mille unità. Tali esuberi sono cominciati a risultare con il licenziamento di circa 400 lavoratori/trici al 31 di maggio, effettuati nella forma di mancati rinnovi contrattuali. A presidiare l’azienda erano presenti lavoratori e lavoratrici di Telecom, Aci informatica, Telecontact, operatori sociali, pubblico impiego,scuola, sanità, nonché una nutrita delegazione di operai della Fiat-Alfa Romeo di Pomigliano d’arco e Arese; presenti anche le seguenti strutture: Confederazione Cobas, Slai Cobas, A.C.C.C.P., c.s.o.a. IPO’, EX-51 e Macchia rossa. L.R.O. Gatto selvaggio, Coop. Militant, CLARO, COCITTOS, Comitati Roma Nord, oltre a singoli compagni e compagne intervenuti nel corso dell’intera giornata. Iniziativa quindi riuscita non solo nella partecipazione allo sciopero (pressoché totale),ma anche nella presenza fisica di tutte e tutti coloro che danno seguito, con l’azione, alle tante parole che, soprattutto in questi ultimi periodi di campagna elettorale, si sono sentite riguardo la precarietà. Consapevoli del fatto che la giornata in questione non è stata altro che l’ennesimo passo all’interno dei vari percorsi di lotta contro l’infame flessibilità della vita alla quale sono costretti centinaia di migliaia di proletari/e, continueremo su questa strada con nuove iniziative alle quali invitiamo sin da ora tutti e tutte a partecipare, a partire dall’assemblea di lunedì 5 giugno presso la sede del comitato di quartiere Alberone, in via Appia nuova 357

    Collettivo Precariatesia

    precariatesia@yahoo.it

    http://precariatesia.altervista.org

  • Vita in Atesia

    Adesso tenteremo brevemente di descrivere come effettivamente si svolge
    il lavoro all’interno di Atesia. Il collaboratore ha un orario da
    rispettare. Un turno all’interno del quale può scegliere liberamente
    se lavorare o meno. Se volesse lavorare in altri orari dovrebbe
    richiedere l’autorizzazione dagli assistenti di sala (ats).
    Generalmente si lavora 6 giorni su 7. Non esistono festività che
    chiudono l’azienda. Atesia, ovvero gli operatori di call-center, è
    attiva 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno.

    Come abbiamo già detto non è riconosciuto alcun pagamento per ferie o
    malattia. L’unico elemento di retribuzione è il contatto utile. Con
    questo si intende ogni attività (generalmente una telefonata ricevuta
    od effettuata) chiusa positivamente. La definizione dell’utilità del
    contatto è quella decisa dall’azienda sulla base della durata della
    chiamata o delle risposte ricevute dal cliente. In sostanza è un
    lavoro a cottimo. Il cottimo però è condizionato perché non è il
    lavoratore che decide quante chiamate effettuare o ricevere ma è
    l’azienda che decide i volumi di lavoro. In teoria un lavoratore
    potrebbe prestare il suo tempo (elemento vincolante della
    quantificazione della retribuzione secondo la Costituzione) e non
    ricevere nulla in cambio. La realtà non si discosta molto da questa
    ipotesi. Spesso, per logiche aziendali oscure, i volumi di lavoro sono
    bassi e si guadagnano anche meno di 10 euro lordi al giorno.

    Quello che succede spesso è che a prescindere del volume generale del
    lavoro la distribuzione di esso non è equamente distribuita tra i
    lavoratori. Quello che avviene concretamente è che l’azienda ha la
    possibilità di dirottare un numero maggiore o minore di chiamate su un
    lavoratore anziché su un altro. Inoltre all’interno di un stessa
    commessa l’azienda può assegnare a suo piacimento una campagna
    migliore a chi preferisce. Ad esempio nelle outbound una telefonata per
    promuovere un servizio può essere pagata meno di quella per
    promuoverne un altro. Quindi due lavoratori che lavorano la stessa
    quantità di chiamate avranno guadagni differenti. E’ chiaro quindi
    il potere, che si spinge fino al ricatto, che l’azienda ha sui
    lavoratori per imporre determinati comportamenti. Altro che
    collaborazione! Il ricatto e l’intimidazione ha negli assistenti di
    sala (ats) i suoi principali esecutori. Nel posto di lavoro
    l’attività viene coordinata dagli ats, in realtà spesso a loro
    volta precari (un po’ la logica del kapò). In teoria, secondo il
    contratto, dovrebbero fungere da riferimento per il collaboratore per
    le problematiche inerenti allo svolgimento del lavoro. In pratica
    quello che avviene è che la loro principale attività è quella di
    controllo. In modi a volte anche autoritari impongono l’attività e
    le sue modalità di svolgimento.

    Tornando alla retribuzione essa viene cambiata dall’azienda in modo
    unilaterale, anche retroattivamente. Vi sono situazioni limite che
    sembra paradossale non possano essere sanzionate nonostante siano state
    oggetto di interrogazioni parlamentari. Ad esempio nella campagna Tim
    Business, dedicata ai contratti di telefonia mobile aziendale, al
    lavoratore la telefonata di oltre 3 minuti viene pagata meno di quella
    che dura da 2 minuti e 40 fino a 3 minuti. Oltre all’evidente danno
    per l’utente, dato che necessariamente su indicazione aziendale si
    tenderà a "tagliare" i tempi della chiamata, risulta palese
    l’incostituzionalità di un pagamento che avviene in aperto contrasto
    con la norma di proporzionalità tra tempo e retribuzione.

    Nelle campagne inbound la chiamata fino a 20 secondi non è pagata.
    L’assurdità della situazione è che invece il committente comunque
    paga Atesia[1]. Si lavora gratis!

    Oltre a tutto ciò dovremmo segnalare l’assoluta mancaza di rispetto
    della Legge 626 sulla sicurezza sul lavoro. Come operatori lavoriamo
    costantemente di fronte a monitor che non sono a norma di legge.
    L’igiene del posto di lavoro è spesso scadente. L’impianto di
    condizionamento non è sufficiente, d’inverno fa freddo e d’estate
    fa caldo. La struttura stessa è fatiscente e presenta spesso pavimenti
    dissestati e controsoffitti cadenti. In concomitanza con la brutta
    stagione piove all’interno della struttura compromettendo la
    praticabilità di alcune postazioni. L’inquinamento acustico dovuto
    alla mancanza di insonorizzazione non permette di svolgere le normali
    mansioni di lavoro, compromettendo la salute stessa degli operatori.
    Gli strumenti tecnici forniti, necessari allo svolgimento della
    mansione (cuffietta e microfono), sono inadeguati e difficilmente
    reperibili.

    Per quanto riguarda la rappresentanza sindacale essa in Atesia, per i
    collaboratori, è costituita da Rsa. Quindi i sindacati nominano ed
    impongono le rappresentanze senza che i lavoratori possano votare i
    propri rappresentanti. La situazione è costante: lavoratori a cui sono
    negati continuamente diritti, anche quelli sindacali.

    Non possiamo fare a meno di constatare il fatto che Atesia in questi
    anni è cresciuta esponenzialmente mentre ha prodotto migliaia di
    lavoratori con guadagni infimi, nessuna garanzia, nessuna possibilità
    di assicurare a sé e alla propria famiglia un’esistenza libera e
    dignitosa.

    [1] L’assoluta mancanza di trasparenza aziendale fa sì che non si
    conoscano i rapporti economici tra committenti ed Atesia. Quello che è
    certo dalle nostre conoscenze è che i margini di profitto sul lavoro
    degli operatori è enorme.

    weisse.rose119@tiscali.it

    • ATESIA Banco di Prova per TUTTI/E - presidio 9 giugno
      by Collettivo PrecariAtesia

      9 giugno 2006 presidio al Ministero del Lavoro: Per il reintegro dei 400 licenziati/e Per il contratto a tempo indeterminato

      Dopo la grandissima partecipazione allo sciopero in Atesia spa organizzato il 1 giugno dal Collettivo Precariatesia e dal Cobas Atesia andiamo a presidiare il Ministero per avere un incontro con il Ministro Damiano: contro il taglio dell’organico di circa 400 lavoratrici e lavoratori che dal 1 giugno si trovano a spasso, privati anche di quel misero salario che l’azienda è solita elargire e contro l’accordo siglato da azienda e sindacati l’ 11.04.2006 di cui questi licenziamenti (chiamati “mancati rinnovi”) sono un primo effetto.

      Entro il 30 settembre almeno altre 500/600 persone verranno tagliate fuori mentre per le altre ci sarà la contrattualizzazione secondo il famigerato accordo con tutto quello che ne consegue: contratti di Inserimento, apprendistato o LAP su turnazioni nell’arco di 18 ore e salari da fame, senza alcuna garanzia sulla stabilizzazione del rapporto di lavoro (con tanto di liberatoria!). In poche parole: la stabilizzazione della precarietà!
      La pressocchè totale adesione allo sciopero ha mostrato ancora una volta quale è la volontà delle lavoratrici e dei lavoratori, nei giorni precedenti lo sciopero sono stati resi pubblici dei comunicati sia del Ministro che dell’azienda dai quali si evidenzia l’avvio di una trattativa fra istituzioni e padron Tripi.

      Non possiamo tollerare che tali trattative si svolgano senza che il Ministero senta la necessità di conoscere il punto di vista di lavoratrici e lavoratori e soprattutto senza il preventivo reintegro dei licenziati a partire dai licenziamenti politici e di rappresaglia dello scorso 22 luglio 2005.

      Abbiamo respinto al mittente tutti i tentativi di intimidazione messi in atto dalla direzione aziendale oggi pretendiamo che il nuovo governo Prodi dopo le tante chiacchiere spese in campagna elettorale dimostri con i fatti, attraverso il Ministro del Lavoro, di voler cambiare registro nei rapporti con i precari e le precarie.

      Chiediamo che il Ministro del Lavoro Cesare Damiano e la Sottosegretaria Rosa Rinaldi, facendo seguito agli impegni espressi nel comunicato stampa del 31 maggio 2006, aprano un tavolo di trattativa con la partecipazione diretta delle lavoratrici e dei lavoratori, attraverso il Collettivo Precariatesia.

      Invitiamo tutta la società democratica, i movimenti, le associazioni, le singole persone che in questi anni si sono espressi contro la precarietà ad essere partecipi al presidio ed a sostenere la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Atesia.
      ATESIA E’ UN BANCO DI PROVA PER TUTTI!
      SE VINCONO LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI DI ATESIA VINCIAMO TUTTI/E!

      Richiediamo:
      · Immediato reintegro dei lavoratori/trici licenziati negli scorsi mesi ed il rinnovo contrattuale per tutti/e
      · Blocco delle nuove assunzioni fino alla reale stabilizzazione di tutti i lavoratori già contrattualizzati
      · Annullamento dell’accordo sindacale dell’11 aprile e apertura di un tavolo delle trattative

      IL 9 GIUGNO DALLE ORE 10,30 PRESIDIO
      AL MINISTERO DEL LAVORO (via Veneto, 56)

      Collettivo PrecariAtesia
      Precariatesia@yahoo.it
      http://precariatesia.altervista.org

    • COMUNICATO

      La vertenza dei precari e delle precarie di Atesia è giunta ad una fase decisiva della lotta che richiede il sostegno e la partecipazione di tutte e tutti coloro che si battono contro la precarietà.
      Per questo riteniamo necessario, dopo la grandiosa riuscita dello sciopero del 1 giugno ad Atesia, sostenere la mobilitazione davanti al Ministero del lavoro (via Veneto, 56), organizzata dal Collettivo PrecariAtesia, per venerdi 9 giugno 2006 dalle ore 11, per chiedere:

       il reintegro dei 400 licenziati/e anche sotto forma di mancati rinnovi contrattuali;
       il rifiuto dell’accordo dell’11/4/06 e l’apertura di un tavolo di trattative con il Ministro C. Damiano, l’azienda e la partecipazione diretta delle lavoratrici e dei lavoratori per la stabilizzazione di tutte e tutti con il contratto a tempo indeterminato.

      ARCI
      ATTAC ITALIA
      CLaRO
      Confederazione Cobas
      ESC
      FIOM – CGIL
      FP – CGIL
      LOA Acrobax
      PRC – Dipartimento nazionale lavoro
      Sincobas

    • dal presidio precari atesia
      by Yuri Libero Friday, Jun. 09, 2006

      ORE 13:00 I precari non vengono ricevuti dal ministro, dopo un tentativo di entrata nel ministero, bloccata la strada davanti al palazzo.

      Il presidio, iniziato alle dieci, chiede al ministro del lavoro Damiano di ricevere una delegazione dei lavoratori precari d’atesia per discutere delle problematiche che da più di un anno vengono vissute dai lavoratori atesia. Di tutta risposta, dal palazzo esce un comunicato stampa (vecchio di un giorno), nel quale il ministro informa che il pomeriggio precedente il sindacato (come fosse un’entità suprema ed unica) aveva avuto un colloquio, e che ce ne sarebbe stato un altro entro la prossima settimana. A questa presa in giro, i precari hanno deciso di tentare ad entrare nel palazzo per essere ricevuti comunque. Spintoni tra manifestanti e forze dell’ordine davanti al portone, chiuse le porte del palazzo, vola un ceffone e si ferma il tentativo. A questo punto, dinanzi all’ennesimo diniego di essere ricevuti, i manifestanti bloccano la strada davanti al ministero, impedendo il passaggio di tutti i mezzi. La polizia non interviene per un bel pezzo, e i manifestanti occupano la strada gridando cori contro il ministro e contro atesia, che ha prodotto, nell’ultimo mese, 300 licenziamenti, non ritirati neanche dopo il grande successo ottenuto dal collettivo precariatesia il 1 giugno, con la serrata del call center.

      Aggiornato alle 13:00 del 9/06/2006