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giovedì 1 Febbraio
de Luca Visentini via FR
Sono cento racconti brevi o brevissimi che nell’insieme ricostruiscono, in un’unica vicenda, la Milano dal 1968 al 1977 di un ragazzo della nuova sinistra. Un compagno di base, non un dirigente, né un pentito. Non si parla di analisi politiche o dispute ideologiche, ma di amore, amicizie, famiglia, lotte e scontri concreti. Si legge un “clima”, un’umanità. Sono storie anche vere ma che trascendono, con la scrittura, l’autoreferenzialità. (...)
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Italia : 25 aprile 1945 la liberazione (video - bellaciao)

di : ANPI
venerdì 25 aprile 2008 - 02h21
1 comment
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di ANPI

Il 25 aprile 1945 i partigiani liberano Milano dall’occupazione dei nazisti e dai fascisti. Anche la popolazione civile insorge e vaste zone dell’Italia settentrionale - e molte città - vengono liberate prima dell’arrivo delle truppe anglo-americane che, dopo aver superato l’ultimo ostacolo della Linea Gotica in Toscana, incalzano le truppe tedesche in ritirata nella pianura Padana. In Europa, intanto, l’Armata Rossa sovietica dilaga in territorio tedesco e giunge alle porte di Berlino mentre gli anglo-americani, dopo lo sbarco in Normandia, avanzano attraverso il Belgio; Hitler, di fronte alla disfatta, si suicida nel suo bunker. Più di cinque anni dopo l’invasione tedesca della Polonia, dunque, la guerra mondiale giunge al suo epilogo (il Giappone invece si arrenderà solo in settembre, dopo lo sgancio di due bombe atomiche da parte degli americani).

In Italia, l’ultimo inverno di guerra è terribile. Gli Alleati sono bloccati sulla Linea Gotica, che taglia la penisola da est ad ovest all’altezza della Toscana, mentre le atrocità dei nazisti ai danni della popolazione civile si moltiplicano. Solo all’inizio della primavera il generale Alexander lancia l’offensiva finale: il 21 aprile gli anglo-americani entrano a Bologna e si aprono definitivamente la strada verso la valle del Po. Le bande partigiane, contemporaneamente, attaccano le città ancora occupate, dove la popolazione civile insorge contro i nazisti e i fascisti. Entro il 25 aprile i centri maggiori (Milano, Bologna, Genova, Venezia) vengono liberati, alcuni giorni prima dell’arrivo delle truppe alleate.

L’ultimo atto del fascismo è il tentativo di fuga prima e la fucilazione poi di Benito Mussolini. All’inizio dell’insurrezione di Milano il dittatore è ancora in città e, di fronte al precipitare degli eventi, tenta di concordare col Comitato di liberazione nazionale una resa onorevole. I dirigenti del Cln-Ai però sono irremovibili nel pretendere la resa senza condizioni. Mussolini allora decide la fuga, travestito da soldato tedesco e sotto la scorta delle SS, verso la Svizzera (col progetto di riparare poi in Spagna, ancora governata dal generale Franco). Giunto nei pressi della frontiera, però, a causa delle difficoltà di superare il confine, il gruppo si unisce a un distaccamento tedesco in ritirata. A Dongo il dittatore viene riconosciuto e catturato da un gruppo di partigiani.

La ricostruzione dettagliata delle ultime ore di vita del duce dopo la cattura e le circostanze della sua esecuzione sono tutt’oggi al centro di un fitto dibattito storiografico e ancora non è stata fatta piena luce su molti dettagli. Secondo la versione ufficiale egli viene subito fucilato per ordine del Cln-Ai, insieme all’amante Claretta Petacci che lo ha seguito nella fuga. Il 29 aprile i loro corpi vengono esposti, insieme a quelli di altri gerarchi, in Piazzale Loreto a Milano, appesi a testa in giù alla tettoia di un distributore di benzina (nello stesso luogo dove in precedenza erano stati ammucchiati i cadaveri di 15 partigiani).

Nei giorni seguenti si verificano varie esecuzioni sommarie e si consumano molte vendette contro "repubblichini" e collaborazionisti, ritenuti autori o complici delle violenze commesse negli anni dell’occupazione. Si conclude così, con questo tragico epilogo, un periodo caratterizzato da venti anni di dittatura fascista e da cinque anni di guerra.

http://www.romacivica.net/anpiroma/...



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Italia : 25 aprile 1945 la liberazione (video - bellaciao)
3 maggio 2008 - 12h50 - Di 17d45ea950c8f1bb01951dfb61c379af...

REDDITI ON LINE. Il suo è uno dei blog italiani più visitati della Rete. Negli ultimi due anni viene osannato dalle folle per i suoi discorsi sempre sul filo della demagogia. Manda a quel paese la casta della politica italiana in nome della «trasparenza» e della «correttezza» verso gli italiani.

E INTANTO LA FINANZA INTENSIFICA I CONTROLLI…..

Ma due giorni fa, Beppe Grillo, l’idolo delle folle incazzate ha compiuto un passo falso e adesso rischia di perdere in un solo colpo tutta la credibilità che si era guadagnato. Cose che capitano nella Rete…
Dopo la messa on line delle dichiarazioni dei redditi da parte del ministro Visco qualche giornale nazionale ha dato i numeri anche della sua dichiarazione dei redditi del 2005: 4 milioni di euro.
Lui ha alzato la voce (come sempre) e ha attaccato il provvedimento ma senza mai chiaramente parlare del suo fastidio per la cifra messa “in piazza”.
«I rapimenti di persone saranno facilitati», ha scritto sul suo blog, «il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere. Dopo l’indulto che ha liberato le carceri questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l’indirizzo di casa dei contribuenti».
Il rituale è sempre quello e anche questa volta ha seguito il copione: attaccare strenuamente il "potere" e se gli insulti ci sono meglio ancora così la gente si esalta.
Puntuale come al solito è scattata anche l’iniziativa per i suoi "adepti": «spediamo tutti una email al prossimo ministro dell’Economia Giulio Tremonti perché ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l’accesso a chiunque di dati sensibili privati».
Ma questa volta gli utenti non lo hanno seguito. I grillini si sono ribellati e un vaffa glielo hanno rifilato a lui.
Un passo falso ancor più grande se si considera che Grillo è un grande conoscitore del web e dei suoi meccanismi: una vicenda che deve far riflettere quanti credono che possano sopravvivere proprio in Rete gli imbonitori, i “ducetti” o i capipopolo che ipnotizzano.
I navigatori hanno invece dimostrato di continuare sempre a ragionare con la loro testa e dove nonsono d’accordo lo dicono… e molto chiaramente.
Come un mare d’acqua gonfiato ad arte, adesso Grillo deve fare i conti con un’onda anomala, uno tsunami, un getto così pesante e potente che rischia di risucchiare lui, la sua simpatia, la sua verve, i suoi vaffa, i suoi referendum popolari, la sua credibilità e soprattutto le sue verità.

IL VAFFA DEI GRILLINI

Degli oltre 5mila commenti ricevuti il 70% sono più che negativi.

Marco scrive: «Grillo mi dispiace, ma in effetti sei un pò come tutti gli altri. La tua sparata contro la pubblicazione dei redditi fa riflettere molto...Ripeto, mi dispiace molto». Anche Loredana è scettica: «caro Grillo, come dici tu stesso sei solo un comico, anche molto bravo, e mi sa tanto che se torni a fare il comico è meglio! Come "capopopolo" proprio non sei credibile».
«Caro Grillo», scrive un altro utente, «ti sei guadagnato tutti questi soldi sparando m… sulla gente? Che lavoro è? vale tutti questi soldi? e tu saresti diverso da Tronchetti, Gnutti, Colaninno, Romiti ecc... ma Vaffa a te! St….»
Arrabbiato Enrico: «bravo Grillo, che fai ti vergogni di farci sapere quanto guadagni? sei come tutti i politici predichi bene e razzoli male, io guadagno l’anno 13.000 euro non mi vergogno a dirlo!! BRAVO»
Disorientato, invece, Marquez: «lei, paladino della completa trasparenza, non è che ha paura di sapere che lei guadagna quanto un calciatore per fare cosa? Per andare in giro a mandare a fanculo a destra e a sinistra, dicendo anche cose giuste, senza però tentare di cambiare veramente le cose, non con le parole, ma con i fatti? Intanto lei incamera tantissimi soldi, ma non fa niente di concreto...»
E qualcuno attacca anche i suoi guadagni, come Riccardo: «il difensore dei precari che guadagna 4 milioni e rotti all’anno..grillo, ma vaffanculo tu». Stesso tenore di commento anche quello di Filippo, di 17 anni: «tu guadagni 4 milioni di euro all’annooooo! Ho 17 anni ma non sono scemo! E saresti l’idolo dei precari? Mi sembri invece un capitalista come tanti altri in Italia».
L’utente Bart chiede invece provocatoriamente a tutti i lettori di Grillo di andarsi a rileggere un vecchio post di Grillo, quello del 21 febbraio, quando il giorno dopo il V Day di Bologna chiese a tutti di mettetersi una mano sul portafoglio per comprare il suo dvd per finanziare il V Day del 25 aprile sulla libera informazione, «la più importante».
«Grillo, sei solo chiacchiere e distintivo....», scrive Bart, intuendo che con una dichiarazione dei redditi da 4 milioni d’euro all’anno poteva anche fare a meno di chiedere la carità.
«Non parlavamo di libera informazione», gli chiede Alessandro. «Oppure l’informazione deve riguardare solo le persone più in vista? Non ci trovo proprio niente di immorale o di così pericoloso».
Ha una idea chiara anche Stefano: «certo che la posizione di Grillo, nel caso specifico, che si è sempre battuto per la trasparenza è a dir poco ambiguo... Io l’ho sempre sostenuto e vado regolarmente ai suoi spettacoli quando sono in prossimità della mia città».
Massimo si rifà invece a vecchi tormentoni tanto esaltati dal comico: «ma non diceva che "in Rete si trova di tutto", "la Rete è la libertà". Adesso che in rete ci sono dei dati che erano già accessibilissimi (senza bisogno di dichiarare le generalità) si inalbera... hai toppato, e mi dispiace perchè ci impiegherai parecchio a ritornare credibile».
Anche Giorgio lo contesta: «sono iscritto al tuo sito da circa 1 anno», dice, «e da molto più tempo seguo le tue battaglie per liberalizzare l’informazione, sviluppare la rete utilizzare internet come mezzo principale di informazione e conoscenza. Quando, stamattina, sono entrato nel tuo blog per leggere l’ultimo post, sono rimasto notevolmente infastidito dalla tua reazione riguardo la pubblicazione dei redditi degli italiani, e dalle motivazioni addotte, a mio parere del tutto insensate e prive di fondamento».
«Sei un buffone, più di tutti gli altri», scrive Dario. «Vergognati Beppe, sono sempre stato dalla tua e ho firmato tutti i referendum, ma stavolta sono contro di te. La privacità degli stipendi è una vergogna tutta italiana fatta ad hoc per permettere alle aziende di pagare il meno possibile i loro dipendenti».
E Paola chiude: «ma per Grillo la Rete non era uno strumento democratico, di trasparenza e di libertà?»
Almeno nella Rete le incoerenze si pagano e pure a caro prezzo. Grillo deve esserselo dimenticato per un attimo…
03/05/2008 9.49

che non si usi mai il 25 aprile per queste cose






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