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BELLACIAO: 10 febbraio 2002, 10 febbraio 2007

domenica 25 febbraio 2007

Da quel 10 febbraio 2002, quando fondammo il Collettivo Bellaciao ed il suo sito Internet bellaciao.org, che iniziò, insieme a tutte le altre, la sua battaglia di controinformazione, sono già passati 5 anni.

Certo, nel frattempo Kabul e l’Afghanistan sono un cumulo di rovine, come Baghdad e l’Irak ; Belgrado e l’ex Yugoslavia cercano ancora di cancellare gli effetti salutari delle bombe umanitarie della NATO ; il Muro della vergogna fa grandi progressi in Palestina ; Teheran e l’Iran sono sotto tiro, ma Berlusconi ha, finalmente, ceduto il posto a Prodi, grazie al contributo determinante del voto degli Italiani all’estero, il contingente italiano ha lasciato l’Irak e, in Francia e nei Paesi Bassi, un referendum ha detto no al Trattato Costituzionale Europeo.

I temi sui quali ci eravamo impegnati cinque anni fa a « controinformare » erano quelli della battaglia politica della sinistra d’alternativa, della lotta sindacale e delle lotte di tutti gli oppressi, dell’antifascismo, della democrazia diretta, del colonialismo e del neocolonialismo, dell’uguaglianza fra le etnie, le religioni o le culture diverse, del rifiuto della guerra, dei diritti dei migranti, della condizione femminile, di quella degli omosessuali, dei giovani.

Ci eravamo impegnati a parlare - oltre che dell’aumento dei prezzi – della diminuzione dei salari e delle pensioni, oltre che di occupazione, di disoccupazione, di precarietà e di sotto-occupazione, a parlare, oltre che di PIL, di lavoro nero, di economia sommersa e di evasione fiscale, a ricordare che, oltre a quel 20% dell’umanità di cui facciamo parte e che consuma oltre l’80% delle risorse del pianeta, ne esiste un altro 80% che deve accontentarsi di meno del 20% di quelle risorse.

Ci eravamo impegnati a parlare di tutti i senza : i senza lavoro, i senza casa, i senza terra, i senza diritti, i senza documenti, i senza assistenza e senza istruzione, a dare una voce a quelli che non hanno voce, a cercare di capire, nella massa immensa di informazioni e di immagini che i media mettono a disposizione dell’umanità, quali sono le informazioni utili al suo progresso.

Eravamo e siamo impegnati a sostenere il nostro ideale di eguaglianza e di giustizia con uno spirito di tolleranza, senza chiusure e senza settarismi, senza dogmi né granitiche certezze : il nostro sito vuole essere una libera tribuna per quanti procedono sul nostro stesso cammino, anche se le scarpe che hanno ai piedi sono di colore e di materiale diverso : noi pensiamo che la diversità sia una ricchezza.

Dopo quattro anni di lavoro, quando i milioni di visitatori del sito sono ormai decine, è arrivata la prima denuncia per « diffamazione » perché ci siamo permessi di diffondere un comunicato sindacale che stigmatizza le pratiche del subappalto nella costruzione navale : un segno evidente che la strada che abbiamo imboccato è quella giusta.

Sotto la nostra petizione per la libertà d’espressione abbiamo già raccolto 10 000 firme : dopo che il candidato delle destre alla presidenza francese, Nicolas Sarkozy, ha scritto a Philippe Val, direttore di Charlie Hebdo sotto processo per aver pubblicato le ormai famose e redditizie caricature del Profeta, per esprimergli il suo sostegno di notorio, strenuo difensore della libertà d’espressione, siamo tentati di chiedergli anche noi, se non una lettera, una firma o almeno un gesto, magari in TV.

Scherzi a parte, il Collettivo Bellaciao, dopo aver seguito e sostenuto il dibattito unitario delle forze che avevano vinto la battaglia del 2005 contro il TCE, ha dovuto, con altre forze, prendere atto del fallimento del tentativo di designare un candidato/a alla presidenza e scelto dunque di sostenere Marie-George Buffet, che la maggioranza dei militanti dei Collettivi anti-TCE aveva votato.

Come sempre, si tratta di una scelta che non esclude, cedendo alla tentazione di una polemica a sinistra feroce quanto sterile, ma che si sforza invece di essere inclusiva, di stimolare il dibattito fra gli anti-TCE sulla base del programma dei 125 punti redatto dai Collettivi, di mantenere aperto il confronto fra i vari candidati della sinistra antagonista.

La campagna presidenziale nella quale il Collettivo è impegnato non è un punto d’arrivo, né tantomeno un obbiettivo strategico – le elezioni sono sempre un momento tattico della nostra battaglia politica – ma una tappa importante nel percorso che vede le nostre forze impegnate a partecipare ai momenti significativi della lotta fra le classi sociali che, oggi come ieri, è il vero motore della storia.

Parigi, 11 febbraio 2007

La Redazione del Collettivo Bellaciao

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