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"Esproprio proletario" : É nato un nuovo soggetto politico il "VICE-PROLETARIATO" !

martedì 9 novembre 2004


di Riccardo Navone

Si tratta di un ibrido, costruito in un laboratorio del Nord-Est, che porta sulla
testa un tubo catodico con all’interno il vuoto pneumatico.
Questo nuovo soggetto è stato elaborato con complicatissimi calcoli ed infiniti
esperimenti durati anni ed anni in oscuri e polverosi laboratori. Una lunga storia -fatta di alti e bassi - che pochi conoscono a fondo. Ripercorrerne le tappe
fondamentali risulterebbe un esercizio saccente e
noioso.

Basterà ricordare che il 10 settembre 1994 - alla manifestazione nazionale dei
centri sociali a difesa delle occupazioni - il servizio d’ordine del Leoncavallo
si presenterà con delle curiose tute bianche.

Quel giorno si verificheranno scontri con la polizia che avranno la forza
di dare vigore e visibilità al cosiddetto "movimento".

Quelle tute bianche si trasformeranno nel tempo - a Genova per il G8 del
2001 - per amalgamarsi provvisoriamente sotto il Logo "Movimento dei/delle
Disobbedienti".

Questo movimento si ritrasformerà ulteriormente e giungerà molto rapidamente
all’attuale Ibrido che porta ancora il vecchio nome ma non le caratteristiche
fondatrici.

Questo "ibrido" ha tutte le caratteristiche del marziano che viene paracadutato
in un talk-show o in una sit-com (é di moda anche Reality-show).
Ricapitoliamo un po’.

Il "movimento" - che non esiste - decide di svegliarsi una mattina e di
dare l’assalto ad un centro commerciale, dove le merci luccicanti sono ben
esposte per l’invidia dei poveri che non possono permettersele.

Lo scopo è quello di dare l’esempio da sottoporre al giudizio delle masse
di proletari inermi - che non hanno coscienza di sè e non hanno idee creative -affinché si sveglino dal torpore cui sono assoggettate e si mobilitino
per effetto del principio di emulazione.

Naturalmente queste merci esposte sono un legittimo desiderio per tutti.
Non sono solo merci ma reali bisogni degli esclusi.

Tutti hanno bisogno di mangiare un po’ di prosciutto crudo di Parma o di
usare un computer, di non spendere tutta la pensione per pagare l’affitto
o di vergognarsi delle scarpe sfondate.

La società civile si trova spiazzata di fronte a questo repentino sbarco
di alieni.

Vengono dal nulla - o da una storia oscura - hanno scarso credito - se non
a livello di poche enclave minoritarie ed emarginate.

Questi alieni non dicono delle cose sbagliate, né si comportano in modo
poco urbano, non si abbandonano ad atti vandalici esecrabili.

Si limitano a prendere e a distribuire quello di cui hanno bisogno per vivere
dignitosamente, senza commettere reati di particolare gravità, senza nascondersi.
Fanno la loro spesa alla luce del sole, sotto il fuoco delle telecamere
dei media e del regime.

C’é qualche cosa di sbagliato in tutto ciò?

SI !

C’é qualche cosa di anomalo in questa prassi politica?

SI !

C’é qualche cosa da condannare nel desiderio di avere non solo pane ma anche
le rose - Prosciutto e libri ?

NO!

Allora cosa risulta anomalo in tutto ciò, sbagliato e poco lungimirante?
La risposta è molto semplice.

- Questo "movimento" non fa politica ma solo spettacolo.

- Questo "movimento" non ha radici perché è un marziano.

- Questo "movimento" non si rivolge a nessuno se non a se stesso.

Le buone intenzioni non hanno per forza il bene come risultato finale.

Il problema non è quello di sfondare una porta o violare una legge.

Il problema non è quello di violare una multinazionale per avere uno sconto
o per non pagare un prezzo imposto da un mercato drogato.

Il problema non è quello di dare l’esempio e innestare un processo dall’esterno.

Il problema vero è quello di fare politica.

Il problema è quello di fare politica insieme alla gente, essere radicati, avere un ruolo di stimolo stando dentro e insieme ai problemi reali delle
persone.

Non bastano dieci cittadini contenti perché si portano a casa un fax o un
prosciutto o un vestito.

Non ci si deve sostituire a nessuno per dare esempio o indicazioni a nessuno.
Bisogna radicarsi nei quartieri e nella cultura di massa col lavoro quotidiano
e dare possibilità di organizzazione a tutti per essere protagonisti.

Non è produttivo fare i vice-proletari che agiscono in nome di chi si vuole
convincere, organizzare, raggiungere con il proprio messaggio.

- Basta con i marziani.

- Basta con i vice-proletari.

- Basta col mitizzare strade già percorse e rivelatesi minoritarie e perdenti.

- Basta col fare i Robin Hood una-tantum.

Bisogna fare politica - seriamente - ovunque e sempre.

Anche quando questo processo comporta una rivoluzione che riguarda sostanzialmente noi, come possibili attori dei percorsi politici che ci attendono.

ciao a tutti
Riccardo Navone

Messaggi

  • A PROPOSITO DI CHI STA NELLE LOTTE SOCIALI "IN CARNE ED OSSA" E DI CHI SA SOLO VOMITARE VELENO VIA INTERNET (MAGARI DALLA FRANCIA)

    NO GLOBAL/ SGOMBERO PALAZZO ACTION, OGGI PROTESTA DISOBBEDIENTI D’Erme e i suoi: manifestazione alle 16 davanti alla Prefettura Roma, 09 nov. (Apcom) - Contro lo sgombero del palazzo occupato da ’Action’ in via Vercelli i Disobbedienti romani scenderanno in piazza oggi alle 16 davanti alla Prefettura. Lo sgombero è stato attuato dagli agenti questa mattina all’alba. Venti le famiglie rimaste senza casa, sottolineano in una nota i Disobbedienti, una delle organizzazioni che fa parte di Action, realtà da tempo protagonista di occupazioni di stabili dismessi a Roma i cui appartamenti vengono di solito assegnati a famiglie senza reddito e immigrati. "Action - recita la nota - denuncia l’irresponsabilità e l’arroganza delle autorità, Prefetto Serra e Questore Cavaliere in testa, che pur conoscendo la gravità dell’emergenza abitativa a Roma decidono comunque di rispondere con la forza a chi rivendica un sacrosanto diritto". "I movimenti di lotta per la casa non si sono limitati alla protesta né solo alle occupazioni di stabili inutilizzati, ma hanno proposto una nuova politica abitativa per la città. La Delibera provata dalla Giunta Comunale lo scorso 15 settembre è stata redatta sulla base delle proposte avanzate dai movimenti, data l’assenza di iniziativa e di capacità di governo dell’attuale Assessore Minnelli. Invece di dar corso a quella proposta che è ormai la proposta del Sindaco Veltroni, si torna indietro bloccando una prospettiva nuova per migliaia di famiglie", continua la nota. "Per questo - concludono - noi oggi, alle ore 16 saremo sotto la Prefettura di Roma per chiedere al Prefetto Serra qual è l’alternativa che lui propone per affrontare l’emergenza abitativa e quali le soluzioni immediate per le famiglie di via Vercelli". Mau 09-NOV-04 12:57 NNNN

    Disobbedienti bloccano via tiburtina
    by adnkronos Tuesday, Nov. 09, 2004 at 2:49 PM mail:

    DISOBBEDIENTI BLOCCANO VIA TIBURTINA E VIA CASILINA = (RIF:’’ROMA: SGOMBERATO STABILE GIA’ OCCUPATO DA ACTION’’) Roma, 9 nov. (Adnkronos) - Blitz di una settantina di Disobbedienti questa mattina in via Tiburtina e in via Casilina. I manifestanti, usciti dal centro sociale in via dei Volsci a San Lorenzo, hanno bloccato la circolazione stradale trascinando cassonetti in mezzo alla carreggiata. All’arrivo della polizia i Disobbedienti si sono allontanati tornando verso San Lorenzo. Gli investigatori della Digos hanno filmato il blocco stradale con le telecamere e stanno ora identificando le persone coinvolte nell’azione. L’episodio di questa mattina segue di poche ore lo sgombero di un palazzo occupato da Action in via Vercelli, a San Giovanni, dove polizia e carabinieri hanno eseguito uno sfratto di un immobile occupato dall’aprile scorso da una quarantina di persone, soprattutto extracomunitari di origine africana, nel quale avevano trovato alloggio anche minorenni e famiglie con bambini. In un volantino Action ha annunciato una manifestazione oggi pomerigigo alle 16 fuori dalla sede della Prefettura. (Xjr/Pe/Adnkronos) 09-NOV-04 12:31 NNNN

    A CURA ACTIon ROMA

    • by mazzetta Tuesday, Nov. 09, 2004 at 6:05 PM mail:

      leggete il Corriere!

      In un piccolo articolo nelle pagine interne, il Corriere intervista i commessi e commesse del supermercato, e ne viene fuori un quadro curioso.

      Mentre infatti al piano inferiore i precari organizzavano l’autoriduzione, al piano superiore i comuni clienti abituali, con gli occhi di fuori (commessi dixit) hanno saccheggiato elettronica ed Hi-fi, così come il reparto abbigliamento, arrivando a chiedere agli stessi commessi i modelli di telefonini che preferivano o pretendendo il riassortimento degli scaffali depredati dalle tv al plasma.

      Dall’articolo emerge la descrizione di un comportamento abbastanza bestiale, veramente da saccheggio, con il quale gente comune e per niente politicizzata ha approfittato del casino per fare razzia.

      L’occasione fa l’uomo ladro, o hanno imparato dall’esempio di qualcuno?

      Comportamenti berlusconiani vengono addebitati ai precari, ma questa massa di gente chi l’ha educata così, se non le Tv e gli sgherri della stessa gente che ora li accusa?
      Cosa avevano a che fare con i disobbedienti questi placidi animali da consumo, che appena se ne presenta l’occasione si comportano da ladri come da esempio di chi li governa?

      Purtroppo, o per fortuna, le pagine interne del Corriere non le legge nessuno, o forse qualcuno le legge e le reputa da omettere, quando non convengono.
      Quindi, pare che mentre i precari autoriducevano il prezzo della pasta, i fidelizzati clienti del supermercato si siano dati alla spoliazione del luogo sacro.
      Nipotini delle Br o figli di Silvio?

      .......brutte storie, questo è molto peggio dei disobbedienti cattivi, questo significa che lo standard italiano è ormai giunto ad un livello tale che tutti i comportamenti, politici e non, presto dovranno essere ricalibrati per far fronte a questa tragica realtà

  • E’ vero che tra i Disobbedienti del Nord e quelli del Centro Sud c’e’ qualche oggettiva differenza, ma i ventiseimila voti ( tredicimila solo a Roma) presi da Nunzio D’Erme alle elezioni europee non danno proprio l’ idea del "vuoto".

  • Ciao Riccardo

    Anche qui a Parigi i "marziani" che fanno "riferimento" ai cosidetti
    "disobbedienti" (disobbedienti di cosa?...se e’ per recuperare della "merce che rappresenta
    i valori capitalisti"...qui a Parigi in generale vogliono "espropriare" delle
    bottiglie di un bon Champagne, del caviale russo dei telefonini che fanno foto, film,
    registratore, internet, insomma un telefonino que puo’ rappresentare quello
    que tutti i poveracci, come il sottoscritto puo’ permettersi di avere...e anche,
    tanto per rimanere un "precario rivoluzionario" seguire i "deliri" di un certo "resuscitato"
    che torna a frequentare Parigi, il Negri...)

    Ci hanno fatto un male pazzesco "espropriando", non un negozio, ma la "coordinazione degli intermitenti dello spettacolo parigino" (forse perche lo spettacolo e’ in verita’ la loro sola forma di lotta "rivoluzionaria"..) purtroppo, per loro, conosciamo un sacco di artisti che non si riconoscono nelle loro "seghe mentali", risultato nella coordinazione non c’e’ piu’ nessuno...tutti sono andati via e "loro" se fanno qualcosa si ritrovano in qualche decina di persone...

    Personalmente ho vissuto negli anni settanta a Milano cosa ha prodotto questo tipo
    di "movimento" con gli "autonomi".

    Bisognerebbe arrivare in un modo "umano" e "naturale" a riapropriarsi del desiderio di fare
    politica e fare in modo di diffondere questa energia intorno a noi nel modo il piu’ "largo"
    possibile senza aventurismi e avanguardismi suicidari (l’avanguardia in politica come nel
    mondo artistico e’ positiva unicamente se e’ collegata con la base popolare...)

    Un saluto Parigino
    Roberto

    PS: Se per caso capisci il francese puoi ascoltarmi/ci a questo indirizzo:
    http://radiotetard.org/radio.m3u

    E’ una "chiaccherata" con il nostro amico personale, Manu Chao di un ora e un quarto...
    fatta per la nostra radio "virtuale" RADIO TETARD del Collettivo Bellaciao

  • Purtroppo sabato non sono riuscito ad andare al corteo di Roma, però
    leggendo mail e giornali alcune cose mi sembrano evidenti.

    Capisco che per chi è interessato esclusivamente ad ottenere un posto in
    parlamento i movimenti a volte risultano scomodi.

    Capisco meno chi in nome di una presunta “dura e pura non violenza”,
    condanna le autoriduzioni di sabato.. Com’è che alcuni sono sempre così
    disposti a comprendere la violenza del potere nelle sue variegate forme a
    sempre pronti a condannare ogni forma di lotta che rompe i meccanismi
    perversi del legale e illegale.. non è che forse vi sono alcuni che più
    che la non violenza amano schierarsi dalla parte dei potenti, facendo
    finta di stare dall’altra parte?

    E poi di che violenza si parla? Quella contro le persone (inesistente) o
    contro le cose?

    Come mai è legittimo far pagare 1 Euro (circa 2.000 lire) ciò che quattro
    anni fa costava mille lire, mentre è illegitimo praticare
    un’autoriduzione, ristabilendo prezzi adeguati ai redditi reali
    (ovviamente rimasti fermi alla lira)?

    Insomma da che parte stiamo? Da quella di Spataro (noto PM milanese dei
    maggiori processi politici contro il movimento degli anni ’70, ora
    girotondino convinto) perchè è contro Berlusconi, o da quella di chi ha
    difficoltà di reddito?

    A chi pone il problema delle decisioni collettive, mi sembra evidente che
    le azioni contestate si sono svolte al di là del corteo, senza coinvolgere
    in alcun modo chi non le aveva discusse, per cui tale critica è
    assolutamente strumentale e fuorviante!

    Alcuni addiritura parlano di movimento sputtanato, ridicolizzato, da
    queste azioni, cercando in qualche modo di reindirizzare tutto verso la
    prossima sfida tra Tom e Jerry, ops Bush e Kerry, ops Belusconi e Prodi, o
    proponendo la solita manfrina del “no global” tanto buonino come lupo de
    lupi e Rutelli... insomma la solita palla da spettacolo della politica!

    A mio avviso il dibattito sulle forme e sui modi per costruire un
    movimento capace di rivendicare un reddito di cittadinanza universale ed
    incondizionato è tutt’altro che chiuso, ma questa tendenza al controllo
    dei movimenti è più prossima alle logiche poliziesche, che non ai percorsi
    di liberazione. Dopo Genova ho sempre sostenuto che l’operazion di guerra
    dei giorni di luglio 2001 non era riuscita a fermare i movimenti.

    Ora devo
    ricredermi, tale operazione, ovvero la politica del terrore, è servita a
    disciplinare i movimenti, a blinbarli all’interno di meccansimi di
    autocontrollo... Non sarebbe ora di smetterla, di sottrarsi a questa
    richiesta pressante dei politicanti? Non è bastato quanto accaduto a
    Londra che ha definitivamnete seppellito il cadavere dei Social forum, a
    colpi di manganelli intelligenti guidati dal bilancio partecipativo di
    qualche socialdemocratico dell’ultima ora (lo stesso che manda i
    pacificatori inglesi in Iraq)?

    Che dire poi, di quel giovane compagno francese di 23 anni morto in
    circostanze, quantomeno strane, mentre cercava di bloccare il passaggio di
    un treno carico di scorie nucelari?

    Forse al sua vita vale meno di qualche affare saltato per il responsabile
    di una delle grosse catene di distribuzione delle merci? Che volete, in
    fin dei conti bloccare i treni è illegale.... violento (forse qualcuno ha
    letto male anche Gandhi???)... meglio solidarizzare con i poveri gestori
    di supermercati, così soffocatri dalle troppe tasse, che con chi rischia
    altre denunce per le azioni di sabato!

    Saluti e baci
    Paolo Punx


    >

  • E STAVAMO IN PENSIERO CHE ANCORA NESSUNO, ANCHE IN QUESTO CASO, NON DESSE LA COLPA DI TUTTO A TONI NEGRI !!!

    COME SE POI QUANTO AD "AVANGUARDISMO SLEGATO DALLE MASSE" CERTI ESULI ITALIANI IN TERRA DI FRANCIA NON NE AVESSERO FATTE DI COTTE E DI CRUDE !!!

    PERLOMENO I DANNI DELL’ "AVANGUARDISMO" DI LUCA CASARINI SONO SOLO POLITICI E UMANAMENTE RIPARABILI .

    NEL SENSO CHE NESSUNO CI HA RIMESSO LA PELLE E NESSUNO SI E’ PRESO ERGASTOLI PER QUESTO!!!

    DELLA SERIE "UN PO’ DI PUDORE NON GUASTA"

    SALUTI, OSVALDO

    • Ma Osvaldo sei serio???

      Pensi veramente che in quanto italiano per vivere in Francia devi essere obligatoriamente un "esule" o un "rifugiato politico" che proviene dalle BR o PL???

      Ma quando smettiamo con questa "leggenda" che i SOLI ITALIANI che si "muovono" politicamente in Francia e in particolare a Parigi hanno "origini politiche" che fanno riferimento al Negri o ai autonomi o ai gruppi armati???

      Vorresti dire due cose allora: per poter emigrare in Francia devi avere almeno un "passato armato" o essere un dissociato, se no non puoi emmigrare???

      Vedo che la MIOPIA, l’IGNORANZA opportunista e la volonta di ricondurre tutte le forme di lotta a una sola forma, a una sola organizazione come una "variante rossa" del PENSIERO UNICO e’ presente in questi dirigenti "nazionali" e in questo "movimento" che chercano di dissinformare...

      In Francia, mi dispiace a dirlo per te, vivono ben delle centinaia di milliaia di italiani e non tutti, ti assicuro condividono le idee, ne di Negri, ne di Casarini, e francamente c’e’ da dirsi se poi li conoscono qui...

      Per essere ancora piu’ chiaro nel nostro collettivo non solo non condividiamo le azioni e le idee dei sopra nominati e nessuno condivide, (nella nostra militanza del passato non abbiamo mai condiviso) le idee delle BR o PL e non siamo dei "rifugiati", anche se abbiamo preso le difese di Persichetti e di Battisti,
      se non lo sai tutta la sinistra francese ha fatto la stessa cosa (senza avere bisogno di condividere le idee di "San Francesco e di Spinosa" o essere dei "esuli"...ma non so se ti ho "visto " in questa lotta...)

      Pensare che il solo fatto di autoproclamarsi "disobbedienti" da il diritto di avere il "monopolio" della definizione e di sentirsi in diritto di fare qualsiasi cosa in nome del movimento per poi finalmente riempirsi le tasche come un volgare ladro, fa riflettere...

      La violenza nei giudizzi, nelle analisi, costellate di menzogne (come esempio la Francia...) denotato piuttosto un certo disprezzo della capacita di riflettere di ognuno di noi e riproduce dei "meccanismi" del passato dove giustamente "l’auto proclamata avanguardia" si sostituiva al movimento e agiva a suo nome.

      Il risultato "logico" e’ stato il blocco sovietico, a nome del popolo e della causa "giusta" , quando si e’ potuto eliminare ogni dissidenza o ogni altro punto di vista non si e’ esitato a "eliminarlo fisicamente".

      Niente e’ meglio di indebolire il "movimento" fare delle azioni "isolate" per poi mettersi in posizione di "vittima della reppressione" non dimenticandosi di "abbandonare" nelle prigioni quelli che non sono conosciuti, che non sono "famosi" concentrandosi nella difesa dei "dirigenti" "accusati ingiustamente"...

      Vecchio "modello" della lotta di classe (se la possiamo chiamare ancora cosi), SPETTACOLO. attirare l’attenzione non alla causa, non agli obbiettivi di tutti, ma tutti gli occhi devono essere puntati su una sola organizzazione, l’unica, la sola che puo "rappresentare, diffendere gli interessi di tutti.......o forse soltanto di qualcuno......come spiegare gli "arrangiamenti" con le "forze dell’ordine" che in questo caso non si appostrofano come "SBIRRI" come dice bene Giuliano Giuliani qui : http://bellaciao.org/it/article.php3?id_article=6393

      Diffendiamo i problemi dei marginali, dei dissocupati, dei precari, dei lavoratori, degli studenti, delle donne o RICONDUCIAMO tutto alla difesa contro una repressione "prefabbricata" che puo’ facilmente produrre un "esproprio" o altre cosidette "azzioni"

      Il vittimismo "costruito" e all’inverso "la pressione delle azzioni spettacolari...sic" che in fondo difendono una sola organizzazione, sulla testa di tutti, utilizzando i malori della gente in maniera strumentale e’ UTILE che a se stessi, non possono essere considerati come una "pratica politica" che possiamo condividere.

      "Ride bene chi ride ultimo" si dice...ebbene e’ vero che abitiamo lontano ma assicurati Osvaldo forse siamo ben piu’ vicini ai problemi di quanto pensi (se puoi pensi que solo gli italiani soffrono...allora e’ meglio che vai a pescare...) sai adesso con qualche euro si puo prendere anche un aereo e andare in Italia quante volte vuoi... ridicolo pensare che il solo fatto di vivere a mille chilometri di distanza non ci da’ diritto di avere una nostra opinione (tu naturalmente, a differenza, sei libero di averla...no?)

      E come dire che quelli che vivono nella parte del sud della Sicilia non hanno niente a che vedere con quelli che abitano ad Aosta... visto la distanza... apparte il settarismo congenito c’e’ un pizzico di razzismo che "circonda" questa visione...

      E poi avete il coraggio di parlare di un "nuovo mondo" di un "altermondializzazione" ma appena che si puo buttare della merda e raccontare delle stupidate sulla testa dei compagni/e che sono distanti siete i "primi della classe", le frontiere culturali, di lingua e di distanza sono usati come un’arma per screditare.

      Piccoli elementi soggettivi, ho 47 anni e gia’ 32 anni che milito avendo cominciato nel 72 a Milano all’istituto tecnico MOLINARI, in Avanguardia Operaia poi in Democrazia Proletaria ed ora in Rifondazione...e si che strano anche a mille chilometri...

      Puoi sentirti libero di continuare a raccontare delle "storie" ed allimentare la "leggenda francese" ma quello che abbiamo costruito qui se ti da’ fastidio non so cosa dirti, noi cerchiamo di fare dell’attivita’ politica, culturale e musicale, siamo "presenti" e "viviamo" in questo mondo... ti lascio vivere nel tuo riempito di falsita’ e insensibilita’... puoi ridere... ne sei libero....

      Ripropongo per "calmarsi un po" l’ascolto della "chiaccherata" che abbiamo fatto con Manu Chao venerdi sera (e’ da dieci anni che ci conosciamo...) il seguito sono le canzoni di un Album che abbiamo fatto noi del Collettivo qui a Parigi, e si, riusciamo anche a cantare e a suonare in piu’ di gestire i siti (ne abbiamo una decina) e partecipare politicamente (a proposito siamo andati alla manifestazione contro il razzismo sabato scorso...) martedi abbiamo fatto una riunione in un ristorante...etc.etc.

      Ma...scusa mi sono dimenticato ... NOI siamo "nessuno" e "contiamo" niente...

      Per ascoltare la radio clicca qui: http://radiotetard.org/radio.m3u

      Ciao Roberto

  • Il furto e il danneggiamento della proprietà privata,anche quando quella proprietà è frutto di furti legali,sono due reati,se poi fatti in tanti diventano associativi.Questo dice la legge.

    Il viminale,solerte come mai,farà arresti in caso di flagranza:chi manifesta in forme così congeniate sa a cosa va incontro e,se si crede in una cosa si possono anche correre rischi;soprattutto se quell’azione è fatta per mettere in risalto o per comunicare situazioni di disagio serie e non per portarsi a casa il telefonino "prelevato".

    Detto che "prelevare" telefonini e computer,secondo me squalifica l’azione dimostrativa,pochè proprio dalla cultura dei telefonini nascono i problemi(sia chiaro il telefono è solo uno strumento tecnologico incolpevole se su di esso è stata costruita una società dai principi "americani"),non mi sembra che si possano risolvere i problemi con gli arresti,che,serviranno solo a radicalizzare la cosa secondo un vecchio principiò che,rischio per rischio,tanto vale esagerare.Da simili situa-zioni di disagio popolare naccquero cose come le brigate rosse.

    Poi,cosa molto più pericolosa e quasi certa:una evemtuale leggina sull’argomento,conterrà di sicuro limitazioni che,interpretate,porteranno a vietare anche semplici manifestazioni con la solita banale e fascistoide scusa della "sicurezza pubblica".

    I primi a riesumare l’esproprio proletario sono stati quei due anziani al supermercato,non per politica,
    semplicemente per fame.

    Purtroppo se cose del genere riprendono piede,la colpa,come sempre in questi ultimi vent’anni è, quasi totalmente,delle sinistre che,al governo,hanno passato una legislatura a cercare accordi con berlusconi,poi,all’opposizione sono talmente ingenui che vengono fregati sempre e comunque.

    E,vogliamo scommettere,se fossero rieletti,comincerebbero subito a chiedere a berlusconi cosa devono fare.

    leandro

  • che carino questo forum !! mi fa sentire di nuovo giovane !!! dalle ardite discussioni ideologiche, alle simpatiche confusioni concettuali, ai reducismi di sinistra ( io son più puro di te ! ma io invece sono più legato ai bisogni della gente ! fermi tutti gente , io seguo veramente i bisogni del proletariato!) . Ed allora mi ritornano in mente gli indiani metropolitani ( ricordate compagni?) , lo zucchero di canna di sinistra ( quello bianco era di destra ? non mi ricordo) , le gonne lunghe a fiori delle compagne , el pueblo unido.... e così via . Ed il fervore ideologico... Ma , cari amici e compagni, perchè non riduciamo l’esproprio proletario di Roma a quello che in effetti è , cioè una simpatica ed indolore goliardata ? Fatta da goliardoni stagionati e goliardi un po’ più giovani , ma tutti pronti a dare una profonda inetrpretazione ad una cosa che in fondo li ha divertiti come dei matti ? Certo non ditemi che è politica ,perchè insomma la politica è qualcosa di differente ; non chiedetemi che cosa sia , perchè adesso è tardi ed è tutto il giorno che lavoro e son proprio stanco , ma vi assicuro che la politica si esprime in modo diverso . E così auguri a quei compagni che hanno fatto l’esproprio e si sono beccati le maledizioni e gli improperi di tutto lo schieramento dei partiti , e che spero abbiano vissuto la esperienza in letizia . Ed auguri anche a chi ha partecipato al forum perchè francamente e senza nessun intento di prendere in giro, la pulizia morale e l’entusiasmo che emerge dagli interventi di tutti riscaldano il mio vecchio cuore giacobino.

    Buster Brown

    • Mi sembra evidente che Osvaldo e’ se non un militante Disobbediente sicuramente molto vicino a quel tipo di impostazione.

      Chi scrive, invece, pur essendo intervenuto in modo anche "pesante" rispetto a varie features anti-Negri di Bellaciao, Disobbediente non lo e’.

      Pero’ comprendo molte delle ragioni di Osvaldo.

      Innanzitutto mi sembra di comprendere che Osvaldo e’ romano o comunque vive a Roma.

      I Disobbedienti romani, peraltro da tempo alleati a settori da loro ideologicamente diversi, dall’ area di Radio Citta’ Aperta-RDB-Contropiano a Iniziativa Comunista, dai Verdi di Paolo Cento ad alcune aree di minoranza del Prc ( Erre, autorganizzati ed anche il deputato Russo Spena) e spesso, quelli che hanno un lavoro fisso, anche con ruoli importanti nella Cgil ( ed in particolare nella Fiom), hanno un serio radicamento di massa in parecchi quartieri della capitale, hanno in piedi cinque o sei occupazioni di case ed organizzano anche alcune comunita’ di migranti.

      Cosa probabilmente assai diversa dalla situazione del Nord-Est gestita da Casarini ma anche dai Disobbedienti di un po’ tutta il resto d’ Italia, per non parlare dei loro emuli parigini.

      In piu’ sono spesso anche individualmente espressione "popolare" se non, senza alcun senso spregiativo da parte mia, espressione sottoproletaria che certo ha poco a che vedere con l’ intelletualismo "negriano".

      In questo senso la figura di Nunzio D’Erme, che parla come Franco Califano o come Totti ma al tempo stesso prende ventiseimila voti alle ultime europee ( ma gia’ era stato eletto due volte consigliere comunale con messi di voti) denota comunque una capacita’ di massa che fa un po’ a pugni con la caricatura dell’ "avanguardia slegata dalle masse" che magari si attaglia bene alla figura di Casarini o a quella di Caruso.

      Come sono andate le cose sabato si puo’ evincere benissimo anche da altri post che avete pubblicato su Bellaciao e pure da un articolo del Corriere della Sera, pure questo pubblicato sul vostro sito.

      Al supermercato Panorama, dove c’erano pure Rdb, Cobas e molti occupanti di case, si doveva fare un ’ iniziativa tesa ad ottenere per tutti uno sconto del 70% e solo su generi alimentari.

      Una parte dei clienti abituali del supermercato ( ma anche gente della zona che sapeva dell’ iniziativa e si e’ fatta opportunamente trovare sul posto ) e’ invece passata al saccheggio di telefonini, televisori, computers e generi di vestiario.

      A quel punto, dopo un goffo tentativo di ricondurre questa gente a ragione, anche i militanti hanno di fatto trasformato l’ autoriduzione in "spesa proletaria".

      Da Feltrinelli, poi, si e’ trattato di una iniziativa del tutto spontanea di alcuni studenti universitari estranei ai Disobbedienti, rinforzati da ultras romanisti di sinistra che gia’ altre volte avevano "forzato la mano" ai cortei del movimento romano ( e non e’ un caso che il libro piu’ "rubato" sia stato quello di Francesco Totti).

      Intendiamoci, io ritengo sia un bene che questi ragazzi da stadio vengano ai nostri cortei e non siano invece, come molti altri giovani tifosi, strumentalizzati dai fascisti.

      Pero’ e’ bene che siano messe in chiaro le precise responsabilita’ politiche - e non giudiziarie - nei fatti avvenuti.

      Naturalmente i Disobbedienti Romani hanno ritenuto di non dissociarsi da questi fatti e secondo me hanno fatto bene, poi qualche rotomondata personale di Casarini e di Caruso ha fatto il resto.

      Ma, insomma, i termini reali della vicenda sono stati assai strumentalizzati da una destra che fra arresti, avvisi di garanzia e proposte di condono per i ricettatori di opere d’ arte, in questi giorni avrebbe fatto bene a stare zitta. E da’ indubbiamente fastidio che alcuni compagni, anche "di movimento", finiscano per accodarsi alle puttanate di questa destra di merda !

      Io sapevo benissimo che il Collettivo Bellaciao aveva poco a che spartire con la comunita’ di "combattenti e reduci" italiani residenti a Parigi e che anzi in alcune occasioni c’erano stati anche "scazzi" pesanti tra Collettivo ed alcuni esponenti di detta comunita’.

      Rimane il fatto che un certo anti-negrismo viscerale e l’ ultilizzo di termini e argomenti vecchi di un ventennio da parte di alcuni esponenti di detta comunita’ ha trovato uno spazio enorme sulle pagine di Bellaciao, il che oggettivamente ha creato l’ equivoco, peraltro gia’ molto diffuso tra i compagni romani che spesso definiscono Bellaciao come "il sito di Scalzone" o peggio ancora "il sito dei latitanti".

      Credo francamente, anche se riflettendo mi rendo conto di aver personalmente esagerato un po’ nei giorni scorsi, che sarebbe anche interesse vostro fugare questo equivoco.

      DARIO.

      P.S. Come mai alcuni commenti appaiono immediatamente, altri molto dopo l’ invio, altri mai ?

      Problemi tecnici o scelte di redazione ?

      Ed in particolare perche’ di alcune repliche al messaggio di un certo Alex proprio sulle "spese proletarie" si possono leggere solo le prime frasi sulla pagina "ultimi commenti" ma non sono stati pubblicati sotto l’ articolo iniziale ?

    • Ciao Buster

      Certo che anche te mi fai "ricordare", gli indiani metropolitani, eccome se me li ricordo, ma, ho anche altre immagini, i concerti di Re Nudo al Parco Lambro di Milano...

      In quegli anni ero il tecnico dei "ponti radio" di Canale 96 e mi occupavo giustamente di "rinviare" il segnale audio che usciva dal mixer della scena ad un emettitore HF che era nella tenda giusto dietro la stessa scena... dove anche dormivo.

      Avevo trasformato la tenda, in mini studio di campagna, con un piccolo mixer e con qualche microfono facevo, prima o dopo il concerto, dipendeva, un’intervista ai membri del gruppo o al cantante o al musicista ecc...

      Poi un cavo correva tra gli alberi per arrivare ad un traliccio su una piccola collina, montato e tenuto da dei cavi d’acciaio...in cima al traliccio la "famosa" antenna bipolare ben "allineata" a quella "ricevente" che era "piazzata" sul tetto di un Hotel semi occupato in faccia all’università’ Statale, nella piazza dove si faceva il "mercatino del libro usato" ogni settembre, bel ricordo anche questo, ho ancora le foto delle "baracche" dove "ho vissuto" ogni anno per due mesi, fatte con plastiche e cassette di legno.

      Mi ricordo perfettamente il giorno che tutti insieme dopo dei giorni di intenso calore abbiamo cominciato a ballare "la danza della pioggia" e il giorno che gran parte dei partecipanti al festival decise di presentarsi davanti al palco in modo "naturale" senza nessun indumento...

      Sono i giorni dove ho fatto amicizia con Demetrio (Stratos), Patrizio (Fariselli) e gli altri... gli Area tra l’altro per quelli che lo sanno "ripetevano" i loro pezzi nella grande sala di via Vetere 3... cioè nella sede di Avanguardia Operaia...la stessa sala dove facevamo le grandi assemblee e dove in fondo si facevano i volantini con gli "orribili" ciclostili alla mano o per chi aveva fortuna elettrici, senza parlare della serigrafia, molto bella "qualche volta" ma infinitivamente lenta come "produzione" di manifesti...senza parlare dei Tazle bao (non so più se si scrive cosi) fatti con dei procedimenti all’ammoniaca...che puzza...

      Erano i tempi della Premiata, del Banco, che ho conosciuto personalmente… il Lucio (Dalla) passava nelle sale vicino Cesenatico poco prima della Premiata Forneria Marconi... il batterista mi faceva entrare per la porta degli artisti... facevo a mio modo della "riduzione del prezzo" come dice Dario.

      Un giorno al parco Lambro sale sulla scena un cantante non molto apprezzato nel movimento, fu accolto con delle centinaia di sassi (sembrava l’Intifada) era Pappalardo, accusato di frequentare ed essere un "prodotto" dell’altro Lucio (Battisti) noto fascista, lo confesso il Battisti era uno dei cantanti che hanno accompagnato le mie prime avventure amorose, non lo nascondo mi piaceva, ma vederlo cantare nelle feste dei giovani fascisti del Movimento Sociale Italiano...no grazie il Pappalardo non cantera’...via, via, corri scappa se no ti prendiamo...

      Ci si colorava anche nelle manifestazioni, gli "indiani" non solo erano colorati ma davano della gioia alle manifestazioni, nel “plotone” della testa del corteo spesso nelle "file" del servizio d’ordine e sopratutto tra i "responsabili di "fila" non riuscivamo a sorridere...sempre tesi...ma mi faceva piacere la presenza dei "metropolitani", purtroppo non era inutile essere concentrati, in questi anni nelle manifestazioni non si "scherzava" era come "vivere" (se si può dire cosi) come decine, centinaia, G8 Genova 2001, le cariche della celere gli spari delle pistole e dei mitra dai balconi del carabinieri di corso XXII marzo...le cariche dei camion...

      Dopo aver fatto un anno al Molinari mi hanno trasferito all’XI istituto tecnico (chimico) a causa di mancanza di posti nella sede di Lambrate, qualche anno dopo ci sono le elezioni dei delegati di classe, noi del CDA (comitato di agitazione) con i primi embrioni dei CUB studenteschi, pensiamo che bisogna rompere con il vecchio sistema e pensiamo che le elezioni devono essere fate in modo più democratico, riunioni, scioperi, occupazioni...esco sul Quotidiano dei Lavoratori in un articolo e una radio mi intervista, sono quanto pare il primo delegato in Italia eletto con questo nuovo metodo...

      Qualche settimana dopo ci si ritrova in una trattoria, festeggiamo la "vittoria" dei nostri gruppi noi dell’XI e "loro" del "Turrismo" (l’istituto tecnico), se dico "loro" e’ perché sono del Movimento studentesco.. non siamo molto amici, vedere dei giovani che "cadono" nelle estasi guardando le foto di Stalin ci irrita assai... ma Claudio e’ comunque un mio amico e riusciamo a "sorpassare" questo "malessere" Claudio e il "leader" del Turismo, il Movimento studentesco e’ maggioritario...

      Mangiamo, beviamo, cantiamo, le chitarre suonano, Claudio sorride e mi "presenta" a tutti ci abbracciamo siamo felici...sono le undici di sera, se mi ricordo bene, ho appena finito di mangiare il telefono suona e’ uno dei responsabili della "sede" con una voce molto strana mi parla di Claudio in "passato" ...ha difficoltà a dirmelo, ma Claudio (Varalli) non fa piu parte di noi, in Piazza Cavour ha finito di sorridere dentro una pozzanghera di sangue...

      La mattina e molto dura di gia’ la notte ho fatto fatica a chiudere gli occhi ma bisogna preparare la manifestazione... si parte noi d’Avanguardia Operaia siamo in testa al corteo arriviamo all’altezza della sede del MSI...la colonna della celere parte in fumo... la porta salta...la sede brucia...ma il corteo del Movimento Studentesco (continuo a chiamarlo cosi perché il suo nuovo nome e’ troppo lungo, Movimento dei Lavoratori per il Socialismo...) e’ più lontano, non vogliono fare la manifestazione con noi...

      "Loro" arrivano, il corso ormai e’ vuoto, siamo di gia’ da qualche momento andati via’ , ma i carabieri sui balconi armati di mitra e la colonna dei camion che scaldano i motori li aspettano, appena arrivato il corteo, dopo aver passato la piazza...i camion partono Giannino (Ribecchi) rimane al suolo il poliziotto guardando dichiara "non immaginavo che il cervello di un "comunista" poteva essere cosi grosso..."

      Altri "cadranno" a Firenze e in altre citta, ma riuscivamo comunque a continuare a sorridere e a ridere...

      Occupazione del centro sociale di Santa Marta vicino a via Torino poco lontano dal Duomo, ho "preso" un piccolo appartamento a piano terra i compagni mi "collano" la responsabilità della "gestione" del centro... che palle…, bisogna organizzare i turni per pulire il centro e tutte le iniziative, teatro, cinema, foto, ripetizioni dei gruppi, concerti, ma appena che c’e’ a lavorare tutti scappano...insomma bene o male riesco a mettere in piedi un piccolo gruppo fisso che si occupa a turno di riparare la luce, pulire ecc. all’ultimo piano ci sono delle famiglie, ci invitano spesso a bere un bicchiere di un vino un po’ acido...

      Vivo li con la mia compagna, tutto va bene finche nel mese di agosto, quando non c’era nessuno e molti erano in vacanza, la polizia entra e con dei muratori sfondano i suoli, distruggono le porte e le finestre rendendo il centro inabitabile... troviamo "casa" a Lambrate (due stanzette)...comincio a frequentare il Leoncavallo ma francamente non mi sento a mio agio...preferisco il "contatto" delle famiglie delle occupazioni nella zona di viale Monza o vicino all’ospedale Maggiore (tra l’altro il quartiere dove sono nato...) mi sembra di vivere dei "momenti" più veri, le famiglie organizzate dal Comitato Inquilini e da noi di AO, in piu’ il CUB della Pirelli ogni tanto ci viene a visitare questo ci riconforta soprattutto quando passa a visitarci “Cip” (Cippone) un compagno operaio, una “massa” enorme di due metri e largo quattro…lui non aveva bisogno di niente con le sue mani, che assomigliavano a due pale, riusciva a prendere due poliziotti e mandarli a dormire come nei film di Bud Spencer…

      Ogni sera il turno di guardia intorno ad un fuoco...i fascisti sono nel quartiere e il pericolo dello sgombero sempre presente...a riflettere bene...eravamo ridicoli...se la celere arrivava all’improvviso non avremo potuto fare molto...ma permetteva comunque di creare una sensazione di "stabilita" sopratutto necessaria alle famiglie con dei bambini, non ho piu’ quindici anni e’ mi sembra di avere cresciuto troppo in fretta...prendiamo il treno, Piazza Loggia ci aspetta... i fascisti hanno ancora ammazzato...

      Rientrando a casa a Lambrate ascolto Radio Popolare, non mi ricordo piu’ se era Paolo (Huter) che parlava al "notiziario"...Paolo era di Lotta Continua e durante il colpo di stato nel Cile era stato l’unico italiano imprigionato nello stadio...100.000.000 di lire per il MIR...ci siamo riusciti e li abbiamo spediti questi soldi… daremo la possibilità alla "resistenza" cilena di procurarsi il "necessario"...

      E’ quando ho partecipato in modo sporadico a Radio popolare, Canale 96 lo avevo "abbandonato" troppo casino nella gestione interna... che al suo ritorno dal Cile dopo centinaia di manifestazioni ho conosciuto Paolo...nel notiziario i compagni urlano piangono...Fausto e Jaio...sono "caduti" dietro il Leoncavallo...prendo il telefono,chiamo...ci si organizza...sappiamo come...appuntamento davanti il Leon, si parte in manifestazione e’ di gia’ passata mezzanotte, e’ la prima volta che si fa una manifestazione cosi tardi siamo in 3.000 delle BMW in corso Buones Aires che cercano di investire dei compagni "saltano"...una banca israeliana a i vetri blindati che schizzano scintille...molto forti questi vetri non cedono...la solidarietà con i palestinesi si ferma li...alle tre di notte rientriamo a piedi attraversando la citta’ deserta con la rabbia nel cuore…

      Certo la vita continua, la gioia di rivedersi nei concerti del Vigorelli, l’autoriduzione degli spettacoli, che si riduceva a entrare gratis, i Santana che anche loro come Pappalardo scappano ma questa volta con gli amplificatori in fiamme, i concerti al Palalido, De Gregori che sale sulla scena con la testa in sangue...e il concerto di Bob Marley a San Siro... il servizio d’ordine...hehehe mi fa ridere ancora...Muratti Music...ero il responsabile del Back Stage durante il concerto del Bob... nel pomeriggio arriva con tutta la sua "tribù" un sacco di donne...chi sa forse le sue mogli ?...e un sacco di amici...non si capiva più niente chi era amico chi era il musicista, chi era il tecnico....insomma tutto il villaggio...con la loro fumosa nuvola leggendaria che li seguiva... emanavano un profumo ben conosciuto quei enormi spinelloni...ma Bob e’ Bob, e la sera no “Problem friends”...un concerto vissuto a due metri da lui che mi fa ancora vibrare...come i gradini dello stadio che oscillavano al ritmo della gente...eravamo in 100.000

      Potrei scrivere delle tonnellate di pagine, i ricordi fantastici gioiosi si intrecciano a quelli durissimi della morte, quello che ho scritto e’ giusto un "sorvolo" di quello che ho vissuto, ma oggi non vivo sui ricordi, fare questo vuol dire morire, vivo il presente e nuove avventure si presentano e sono disposto a viverle e a incitarle....

      Ecco un’altra avventura, come una sfida di un pazzo, con il mio amico francese (tra l’altro un super musicista multi strumentista, compositore, autore, le canzoni che potete ascoltare del nostro Collettivo sono uscite dal suo lavoro io sono il suo manager e coach di gia’ da quasi dieci anni...) decidiamo, con altri amici/che e compagni/e di creare Bellaciao, con noi ci sono francesi, italiani, poeti, pittori, scultori, scrittori, attori, cantanti, musicisti, traduttori, militanti di lunga data...(i vecchi...hehe) altri ci stanno raggiungendo, un "sfida" sfacciata...facciamo un sito, no anzi tre...ma non lo stesso...non la traduzione dello stesso ma tre redazioni differenti...insomma il delirio...oggi siamo a piu’ di 2.100.000 di visite Indirizzi IP unici e una media di 15.000 visite al giorno con delle massime di 35.000...il sito inglese va benissimo...

      Il nostro quartiere generale e’ un bar a Menilmontant, (il quartiere degli artisti di Parigi) e’ li che conosciamo Manu (Chao) dieci anni fa...quindi...lo conosciamo prima della creazione del Collettivo, visto la nostra "passione musicale"… avevamo anche uno studio di 50 metri quadri per ripetere "all’ospedale effimero" un centro culturale semi auto gestito qui a Parigi (non esiste piu’)

      Con Oreste (Scalzone) abbiamo molte volte cantato insieme, lui con la sua fisarmonica, che certe volte c’e’ da domandarsi come riesce a tenerla, con il suo corpo che assomiglia piuttosto ad un "schelettrino"... benché spesso non si sente bene, riesce a difendersi come si deve, ma attenzione...se prende la parola ...preparatevi a restare ad ascoltarlo per delle ore se non riusciamo ad interromperlo...hehe

      E’ vero che abbiamo qualche volte un po’ litigato ma niente di grave, rispettiamo le nostre differenze (come si dice...), il problema che abbiamo avuto e’ invece giustamente con l’altra area quella della rivista Multitudine cioe’ Negri, ma qui bisogna fare una precisione come ha fatto Dario con i dissobedienti di Roma e quelli di Casarini e lo ringrazio molto...

      Bisogna capire che qui in Francia il "movimento" come lo concepiamo in Italia non esiste, e quindi non esiste il controllo, il confronto con lui stesso, di quello che facciamo...tutto e’ gestito come la vecchia maniera, cioè sono i responsabili mandati dalle differenti organizzazioni che si autoproclamano (come per esempio durante l’organizzazione del Forum Sociale Francese)

      Questa e’ un’altra leggenda, quella dell’esistenza di un movimento francese forte, per fare un esempio, l’ultima manifestazione (contro il razzismo) che abbiamo partecipato, sabato, organizzata da tutte le organizzazioni politiche, sociali, e associative dunque piu’ di 200 organizzazioni, ha raccolto soltanto 2500 persone...

      I nostri cari amici "negristi" hanno "assimilato" questa maniera di fare, il loro modo di fare politica, le cose che dichiarano e che fanno non corrispondono in niente con quello che fanno in Italia, il Negri stesso si "trasforma" quando viene qui e diventa un "altro" molto violento, considerando la gente che non fa parte della sua corrente di pensiero con disprezzo, cosa che i suoi "seguaci francesi" amplificano, se volete più d’informazioni leggete questo libricino molto istruttivo a questo indirizzo:

      http://bellaciao.org/fr/dossiers/docs/bronegri.pdf

      Sono, siamo, dei ribelli....quello che mi fa sempre sorridere e’ una frase che mi resta impregnata nella testa, quella di mia mamma che mi urla dietro e lo dice a tutti quanti cioè che sono un disobbediente.........

      Ciao Roberto

    • ciao Roberto, hai un bel cuore ed hai avuto ed hai una vita retta ed invidiabile . Ed è da invidiare il tuo vivere in modo profondo quello che io chiamo l’umanesimo della politica, intesa nel suo senso letterale del governo della polis . E così, come noi si diceva e si è sempre detto, politica come esercizio civile e nobile del cittadino, perchè comunque si tenda alla virtù . Adesso ti faccio ridere . Ieri ad un vecchio compagno ho chiesto chi era il personaggio politico che diceva che il fine dell’operare dell’uomo è il raggiungere la virtù : la risposta è Robespierre ( a proposito hai visto che a Parigi non hanno intitolato neppure un vicolo all’Incorruttibile?) , ma il compagno non lo sapeva . E con un sorriso sornione dietro gli occhiali mi dice : " non lo so, ma certamente non è Andreotti!"

      Buster Brown

  • E vabbe’, visto che siamo in vena di biografie e di "nostalgie canaglia", vi invio questa cosa che avevo scritto nell’ aprile scorso ed era stat pubblicata in vari luoghi del web movimentista

    IN PRINCIPIO FU LOTTA CONTINUA .....

    MARIO SALVI, "GUFO", 7/4/76 - 7/4/2004
    In principio fu Lotta Continua.
    Erano i primissimi anni settanta e portare i capelli lunghi non ci bastava piu’.
    Anche se la maggior parte della "comitiva" di Torrevecchia era formata da studenti, era pero’ evidente che, andando avanti in questo modo, tra la bisca e la cronica mancanza di soldi, la situazione ci avrebbe portato prima o poi in galera.
    E qualcuno di noi, per cosiddetti "reati comuni", quell’ esperienza l’ aveva gia’ fatta.
    Se dovevamo fare i "ribelli" tanto valeva farlo fino in fondo.
    E ci presentammo nella neonata sezione di Lotta Continua di Primavalle, in Via Pietro Bembo.
    La sezione si chiamava "Mario Lupo" dal nome di un manovale edile, militante di L.C., ucciso pochi mesi prima a Parma dai fascisti.
    Qui i fondatori della sede, quasi tutti studenti del Liceo Mamiani e futuri giornalisti di grido, ci accolsero come Gesu’ Bambino a Natale.
    Avevano gia’ aggregato qualche anziano "coatto" che si era avvicinato al gruppo nell’ esperienza carceraria, alcuni dei quali poi formeranno i Nap.
    Ma un folto gruppo di giovani proletari della zona che arrivavano gratis, di iniziativa loro, era veramente una manna dal cielo che non si aspettavano.
    Per un po’ fummo esibiti dappertutto, conoscemmo Sofri e passammo molte serate ospiti nella casa di Fulvio Grimaldi, a Trastevere.
    Ci fecero persino fare la scorta a due militanti dell’ IRA irlandese, ospiti del gruppo a Roma e che furono a loro volta esibiti a sorpresa in un comizio a Piazza Esedra, tra la rabbia e lo sconforto dei militanti degli altri gruppi extraparlamentari che, non avendo Grimaldi, non potevano contare su certi contatti internazionali.
    Ma francamente la disciplina di gruppo ci andava stretta ed anche se qualcuno di noi aveva trovato il lavoro e la donna dentro Lotta Continua - e la fame di reddito e di sesso era veramente notevole - cominciammo presto a stancarci.
    La scusa fu la vicenda dei fratelli Mattei, i due figli del segretario missino che
    morirono bruciati in un attentato alla loro casa il 16 aprile 1973.
    Furono arrestati tre militanti di Potere Operaio, la cui sede era a pochi metri sempre in Via Pietro Bembo.
    A noi i potoppini ci stavano assai sui coglioni.
    Anche se un paio di loro, tra cui Achille Lollo, venivano dai lotti di Primavalle, in generale ci sembravano fastidiosi intellettualini borghesi che giocavano alla rivoluzione.
    Ma non avemmo un dubbio al mondo sul fatto che andavano difesi.
    E invece arrivarono i big di Lotta Continua, Pietrostefani e Molinari, a dirci di stare "defilati", che non c’era certezza dell’ innocenza di quei tre.
    In seguito L.C. rivide quella posizione e difese a spada tratta i potoppini, ma per noi quella "dissociazione" era troppo. E ci defilammo del tutto.
    Torniamo a Torrevecchia e mettiamo in piedi un "comitato di vigilanza antifascista", facciamo una campagna contro un prete ungherese che aveva portato in zona i suoi amici fascistelli della Balduina.
    Nel giro di qualche settimana i fasci se ne tornano ai loro quartieri-bene, qualcuno pure un po’ tumefatto.
    Veniamo contattati da Stella Rossa, un gruppo marx-lenin-stalinista che pero’ aveva la fissa dell’ antifascismo militante.
    Ci garantiscono a parole di mantenere una certa autonomia e di collaborare con loro alla vigilanza appunto antifascista.
    Facciamo un po’ di raid a Balduina che iniziano con l’ attacchinaggio di manifesti e finiscono con il lancio di uova sulle pellicce delle signore della buona borghesia locale.
    Poi cominciano a pretendere che vendiamo il loro giornale ai semafori ; il loro grande capo, Vincenzo Calo’, si incazza pure se se ne vendono pochi.
    In trasferta a Terni - facevamo pure questo - scuciamo la testa ad alcuni fasci che ci avevano aggredito appunto ad un semaforo.
    Mario Salvi, il "Gufo", e’ il piu’ bravo di tutti, a vendere giornali ed a scucire teste fasciste.
    Ma anche qui non se ne puo’ piu’, che ci hanno preso a cottimo ?
    Facciamo in tempo a partecipare ad una occupazione di case insieme ad una famiglia malavitosa della zona, i Belardinelli, ma ci sgomberano dopo una giornata.
    Poi il settarismo e lo stalinismo di Stella Rossa non lo sopportiamo piu’ e sia pure gradualmente, uno alla volta ci sfiliamo.
    Ad aprile del 1975, in seguito al belluino pestaggio della polizia ad un presunto scippatore, scoppia una rivolta a Primavalle.
    La polizia spara, ma appena scende la notte, le pistole compaiono anche dall’ altra parte e una guardia finisce in fin di vita.
    Noi siamo ormai "cani sciolti", ma trovarci a fianco dei "coatti" che sparano e inneggiano alle Brigate Rosse ci fa decisamente un certo effetto galvanizzante.
    Ci sembra veramente, a pochi giorni dalla uccisione tra Milano, Torino e Firenze di quattro compagni, che la rivoluzione - anche nella nostra zona - sia ormai all’ ordine del giorno.
    Mario e Tonino, un ragazzo sardo che poi morira’ di Aids, vanno alla famigerata sede degli autonomi in Via S.Igino Papa.
    Qui l’ambiente e’ assai diverso, piu’ genuinamente proletario, e poi quasi tutti provengono dall’ anarchismo, la disciplina praticamente non esiste.
    Un po’ alla volta ci aggreghiamo tutti.
    Partecipiamo in massa, coinvolgendo molti "coattelli" di zona, al mitico esproprio di dischi da Consorti in Viale Giulio Cesare.
    Scopriamo poi che il comitato di Primavalle e’ il "braccio armato" dell’ autonomia operaia romana, siamo noi a sabotare le centraline della Sip in difesa dell’ autoriduzione delle bollette, inseguiamo per i lotti gli "staccatori" dell’ Enel, che essendo pure loro dell’ autonomia, non staccano quasi mai la luce ai proletari che si autoriducono i costi.
    In difesa del popolo angolano attacchiamo le linee aeree sudafricane in Via Barberini e ci portiamo dietro pure quelli di Stella Rossa.
    Mario partecipa pure all’ iniziativa contro l’ ambasciata iberica in Piazza di Spagna, nel periodo in cui erano stati condannati a morte alcuni compagni dell’ Eta basca.
    La polizia spara ed uccide un passante, tra l’ altro cugino dell’ onorevole Aldo Moro.
    Mario torna a Primavalle esterrefatto e sconvolto.
    Secondo lui l’ avventurismo dei Volsci e’ ormai inaccettabile, poteva morire lui che era a pochi passi dalla vittima.
    Decidiamo, scontando una significativa scissione interna, di rompere ogni rapporto con Via dei Volsci e di attrezzarci per una iniziativa politica solamente di quartiere. Ma le cose non sono chiarissime.
    Per alcuni questa scelta non nasconde secondi fini, per altri invece si tratta di favorire scelte "piu’ avanzate", di clandestinita’ e di lotta armata.
    Nel quartiere hanno preso piede i Nap, gruppo armato di ex carcerati, grazie anche ai favori della gia’ citata famiglia Belardinelli che garantisce appoggi logistici e non solo.
    Ed alcuni ex appartenenti al nostro comitato, usciti prima del nostro arrivo, hanno dato vita insieme ai resti di Potere Operaio alle Fac, altro gruppo armato che opera soprattutto contro sedi della Sip, ma in modo assai piu’ pesante di come facevamo noi con i Volsci, e che poi, con la calata a Roma di Mario Moretti, confluiranno nelle Brigate Rosse.
    Come dicevo, la confusione e’ tanta.
    Miliucci, il "caid" di Via dei Volsci, viene a Primavalle per convincerci a rientrare con loro.
    Non ci riesce , ma qualche dubbio riesce a seminarlo.
    Per cui, quando dopo pochi giorni viene indetta una manifestazione in difesa dell’ anarchico Marini, un compagno di Salerno processato per essersi difeso da un aggressione di fascisti, alcuni di noi dimenticano i propositi di limitarci all’ attivita’ di quartiere e vanno a Campo de’ Fiori all’ appuntamento.
    Tra questi Mario Salvi, il "Gufo", il nostro amico di infanzia.
    E’ il 7 aprile 1976, Mario viene ucciso con un colpo alla nuca da una guardia carceraria, Domenico Velluto, in servizio presso il vicino Ministero di Grazia e giustizia, contro cui erano state gettate delle molotov.
    Quella data segna per tutti noi uno spartiacque.
    Da quel momento da decine diventiamo in quartiere centinaia, viviamo il 1977 sulle barricate al centro di Roma ma anche nella nostra zona.
    E muoiono, nel 1977, altri due compagni della zona, Giorgiana Masi e Walter Rossi.
    Poi le cose vanno come vanno, qualcuno finisce nelle B.R., qualcuno nell’ eroina, qualcuno nella cosiddetta "delinquenza comune", altri ridanno vita ad esperienze di "autonomia operaia" tuttora esistenti nel quartiere, la maggior parte "cresce" e ritorna "nel privato", qualcuno diventa pure un "pezzo grosso" del PCI o del sindacato.
    Ma questo e’ il dopo, e’ un’ altra storia.
    Non c’e’ dubbio pero’ che per un intera generazione di giovani proletari di Torrevecchia e Primavalle, la vita viene scandita in un "prima" ed un "dopo" la morte di Mario Salvi.
    Cosa rimane oggi, a ventotto anni di distanza, di quei fatti ?
    La targa nella piazza, intitolata a Mario, che tutti ancora chiamano cosi’ anche se il comune continua a dedicarla ad un papa tra i peggiori della storia.
    Una lapide di metallo, ormai del tutto arrugginita, in Via degli Specchi, dove il "Gufo" fu ucciso.
    L’ omaggio dei fiori che tutti gli anni i compagni della zona fanno a quel ragazzo di quasi trenta anni fa.
    Ma credo, nonostante tutto, che rimanga anche qualcosa di molto piu’ profondo.
    Quel "filo rosso" della memoria antagonista, quel fiore - nel senso maoista del termine - che tutti siamo tenuti a coltivare.
    Mario, Giorgiana, Walter e tanti altri.
    Chi si ricorda piu’ di Giuliano e Romolo, uccisi per non essersi fermati ad un posto di blocco ?
    Di Sandro che si e’ suicidato perche’ convinto che gli uomini di Dalla Chiesa stessero per venire a prenderlo e non era nemmeno vero ?
    Di Tonino, di Nicola e di un altro Mario morti di eroina ?
    Del tunisino Ali’ ammazzato di botte nel commissariato di Primavalle ?
    Di Elena ferita dai fascisti e morta un anno dopo ?
    Di Paolo che cammina ancora zoppo per le pistolettate della polizia in Piazza Indipendenza ?
    Di Nino tornato fuori di testa dal servizio militare e che, ancora adesso, fa il barbone ?
    Storie brutte, quasi una strage in quel gruppo di capelloni che andavano in bisca e sentivano a palla i Pink Floyd in quei primissimi anni settanta e dopo si erano messi in testa di fare la rivoluzione !
    Un filo tragico che porta ad altre vite, piu’ recentemente stroncate, Carlo Giuliani e Dax, in nome degli interessi del capitale.
    La lotta continua anche nel loro nome !

    Dario/Keoma

  • sono d’accordo con l’analiisi e non sono d’accordo. Bella l’immagine di vice proletariato, ma se la smettessimo di liquidare con belle battute quello che succede perche non ci include o non ci ha consultato? Se in questo immobilismo facessimo quallcosa che non sia criticare quelli che anche sbagliando provano a muoversi? Se chi la pensa diversamente provasse a fare lui qualcosa e a non cercare di farla fare a che la pensa diversamente? Eppoi basta con i dietrologismi, c’era un servizio d’ordine che.. c’è un laboratorio , riunioni preparatorie etc ...Si rischia di essere appunto saccenti e noiosi. io sono della scuola che non si affossa chi fa qualcosa sul campo, se la si pensa diversamente si costruisce, magari scadenze od altro e si fa parlare queste. Il resto è rancore di caporali di giornata, lotte di consorterie gelose e l’un contro l’altra armata. Insomma lotte per la primogenitura, su chi deve comandare la rivoluzione che però ha un difetto non c’è. Oppurre rancori di chi vuole fare il sindacato degli esclusi, si sta accapigliando per i posti di sindacalista-rappresentante e poi succede sempre qualcosa di inopinato, maleducato, sbagliato ideologicamente e pure scostumato e maleodorante, e diciamolo politicamente scorretto che manda i bei piani a strafottersi.Tira una brutta aria nell’aria giàantagonista, molti capi e nessun soldato. E basta con il ditino alzato. E siccome non ho paura di niente mi firmo con il mio nome autentico e visto che ho52 anni , qualche anno di carcere e molti di militanza, qualcuno mi riconoscerà, e magari parlerà anche lui- cesare prudente

  • ...il tuo articolo ha un grande difetto: la solita impostazione "contro", di quello che dal calduccio della sua scrivania critica e solonizza ogni iniziativa disobbediente solo perche’ e’ disobbediente (loro hanno il ’peccato originale’).

    Io non sono disobbediente, ma mi sono alquanto stufato di sentire o leggere articoli sagaci e brillantemente ironici il cui unico contenuto e’:"Le cose non si fanno cosi’, bisogna farle meglio, i disobbedienti sono peggio dei diessini e chi fa certe cose e’ un poveraccio".

    Senza parlare della storia della ’radicazione nel territorio’: tu dici che i disobbedienti non sono radicati, sono solo un branco di cercatori di poltrone isolati dal mondo (cosa non proprio esatta, e gia’ confutata in alcuni commenti).. pero’ perche’ non fai un esempio ITALIANO e CONTEMPORANEO di attivita’ politica di sinistra radicata ed efficace?

    Forse perche’ non ce ne sono?

    Se tu avessi provato, sapresti che fare politica sul territorio, tra i giovani, gli studenti, sui piu’ svariati posti di lavoro e’ estremamente difficile a causa del rincoglionimento generale (dovuto al massacro mediatico e alla simpatica repressione poliziesca).

    La critica ci sta sempre bene, ma quando e’ costruttiva. La tua, non mi sembra molto di piu’ di una bella, livorosa e supremamente INTOLLERANTE camionata di letame.

    Mi piacerebbe che tu e chi scrive certi articoli non proponesse solo alternative general-generiche, ma che finalmente le METTESSE IN PRATICA.. scoprirebbe subito che e’ molto piu’ facile criticare che fare qualcosa, e forse si renderebbe conto che non si impara mai dalla teoria, ma dalla pratica. E probabilmente cambierebbe anche tono...

    Ricordati che chi sbaglia impara, chi critica non sbaglia mai ma non impara mai un cazzo.

    Ciao

    Alessandro

    • Ciao, Cesare.
      Probabilmente non ti ricordi di me ma io di te si’.
      Io stavo - e sto tuttora - a Primavalle, tu stavi nel quartiere limitrofo di Montespaccato.
      Credo tu abbia sostanzialmente ragione quando dici dei tanti capi e del magro esercito.
      Qualcosa del genere si e’ vista pure oggi alla manifestazione, comunque abbastanza riuscita, per la Palestina a Roma
      Erano secoli che non vedevo un "gruppettarismo" cosi’ spinto, tanti striscioni "di gruppo", tanta esibizione di sigle e giornaletti, anche di piccole sette, dai bordighisti agli m-l piu’ patetici.
      Il che e’ tutto il contrario dello spirito di Seattle e di Genova.
      Pero’ discutere non credo faccia male ed in ogni caso sputare sulle iniziative degli altri, anche assai discutibili come quelle dei Disobbedienti, da parte quasi sempre di chi produce solo "ideologia" fine a se stessa, e’ cosa che proprio non sopporto.
      Pensa che oggi un m-l dei Carc pretendeva di spegarmi che " il problema non e’ la merce ma la proprieta’ dei mezzi di produzione" e che "l’ ipermercato Pnorama non e’ il Palazzo d’ Inverno".
      Ma no ?

      Dario/Keoma

  • Sono d’accordo con l’articolo. La protesta può anche essere giusta per certi temi e certi versi. Ma fatta così non può che portare l’antipatia verso un movimento più ampio che comprende identità diverse ma unite da valori come il rifiuto di un capitalismo ed una liberalizzazione aberranti, o come la proposta alternativa di pace, tolleranza.
    Queste azioni nascono da esigenze anche condivisibili in parte, ma dobbiamo chiederci come verranno percepite dall’opinione pubblica. secondo me queste inziative violente e prepotenti, operate da un gruppo minoritario, non fanno che rendere antipatico tutto il movimento, ed offrire ai Ferrara di turno l’occasione per parlare di cronaca e non dei problemi veri.
    Faccio un altro esempio, il primo maggio ci fu una manifestazione stupenda, colorata, che viene ricordata solo perchè quattro stronzi hanno rotto una vetrina di un McDonald. Risultato: si passa per violenti, si fa pubblicità gratuita al McDonald.
    Con molta pazienza dobbiamo cercare di spiegare le nostre idee nel piccolo quotidiano, nei posti di lavoro, trovando anche tante resistenze, reticenze ed incomprensioni, facendo un passetto alla volta. E’ molto difficile, è più facile per un gruppo di poche centinaia di persone fare queste azioni eclatanti, ma a cosa portano? Il movimento va avanti quanto più consenso attorno riesce a crearsi, e i disobbedienti di consenso non ne hanno. Vi piaccia o no, il mondo è questo, c’è tanta gente che non la pensa come noi, e cercare di dialogare e far conoscere le nostre ragioni forse è più utile e democratico.
    Fatevi un giro per i centri missionari come il PIME, Mani Tese, Emergency, le botteghe di commercio equo e la gente che lavora ogni giorno senza i riflettori della televisione.

  • pur condividendo l’opinione di nardone in base alla quale bisogna "radicarsi nei quartieri"...è anche vero che i disobbedienti hanno fatto bene! in altre parole, è necessario darsi una mossa. quello che mi dispiace è che purtroppo l’opinione pubblica ci considera come dei sovversivi. ma che ci possiamo fare, questo è il paese di maria de filippi. badate bene, avrei potuto citare tanti altri nomi...ma ritengo che la cultura media di questo paese non si formi a scuola, ma a mediaset!
    concludo rapidamente dicendo che dobbiamo tenere duro! alla prossima compagni da marcello

    • I nuovi snob: "questo è il paese di Maria De Filippi" è un alibi. Si, questo è il paese di Maria De Filippi e dialogare con certa gente a volte è improponibile e schifoso. E’ difficile. Ma chiudersi in se e dire "quanto siamo bravi quanto siamo fighi" no serve a niente, è auto-referente. Chi vi autorizza? Quale consenso avete? Di chi? Quanti siete? Mi sembra solo una nuova formna di snobismo.

    • volevo semplicemente ribadire che talvolta bisogna agire nonostante tutti ci remino contro. in ogni caso io parlo personalmente, ed evidentemente non ho alcuna intenzione di coinvolgere nessuno. mi spiego meglio, do l’appoggio a determinate azioni anche se queste creano inevitabilmente delle "perplessità" nell’opinione pubblica. è più forte di me. tuttavia, tutto ciò non mi pare "una nuova forma di snobismo".
      marcello

    • Il vescovo Nogaro: «Io sto con gli operai»

      Sì alla «spesa sociale», in marcia con i lavoratori.

      La chiesa di Caserta lancia un appello al governo

      RAFFAELE SARDO da "il Manifesto" 18/11/04

      CASERTA

      «I lavoratori in questo paese sembra non abbiano più alcun diritto. Sono senza tutela. E il governo non ascolta il grido di dolore che viene da questa provincia, dove ci sono migliaia di persone che rischiano il posto di lavoro». Raffaele Nogaro, vescovo di Caserta, alza la sua voce in nome e per conto dei lavoratori della Ixfin di Marcianise, ex di aziende con nomi importanti: Olivetti, Modinform, Texas. Sono 930 e da tre mesi non ricevono alcun salario. Passano l’intera settimana tra un blocco dell’autostrada e un presidio sotto la prefettura o sotto la sede dell’amministrazione provinciale. L’altroieri hanno fatto una «spesa sociale» alla Carrefour. In trecento hanno prelevato pasta e altri generi di prima necessità. Poi ne hanno donato una parte alla Caritas del vescovo Nogaro. E il prelato, suo malgrado, è diventato la loro testa d’ariete per sfondare il muro d’indifferenza che istituzioni locali e governo hanno eretto nei confronti delle numerose vertenze di piccole e medie fabbriche della provincia che coinvolgono circa 4 mila lavoratori. Nogaro sfila con gli operai dietro i loro striscioni, media con le istituzioni e chiede al governo di fissare un incontro per dipanare l’intricata matassa Ixfin. «Ho solo accolto il grido di disperazione - dice il vescovo - di tanta gente che da un giorno all’altro si ritrova senza più certezze. La povertà per queste persone è dietro l’angolo. Mi meraviglio che i politici locali, quelli più vicini al governo, restino così indifferenti di fronte a tanta sofferenza». Per questo il prelato casertano nei giorni scorsi si è stretto attorno agli operai della Ixfin, ma è anche corso a solidarizzare con gli operai in lotta di altre due fabbriche che rischiano di chiudere, la Maresi e la Sls, nell’area industriale di Caserta. E ha fatto anche di più: «Ho incontrato alcuni imprenditori - ci spiega lui stesso - per chiedere la disponibilità di posti di lavoro per operai licenziati da altre fabbriche. Alcuni hanno accettato di fare un gesto simbolico: ne assumeranno una diecina della Ixfin. Mentre altri ne hanno assunto una quindicina della ex Ucar. «Lo so che questo non risolve il problema - continua il vescovo - ma sono segnali concreti che vengono dal territorio. E i messaggi di questo tipo servono a contenere l’esasperazione. Ho chiesto, ancora, di riunire attorno ad un tavolo imprenditori e istituzioni, magari presso la Curia vescovile, per affrontare la crisi della zona. Ieri, mi dicevano i lavoratori della Ixfin che hanno bloccato l’autostrada, che se permane ancora lo stato di incertezza, metteranno in atto gesti ancora più clamorosi. E tutto questo potrebbe sfociare in violenza. Non dobbiamo arrivarci. Ma c’è bisogno che il governo si faccia carico del problema: chiedo al ministro Marzano di intervenire a tutela dei lavoratori. Non è possibile che solo alle proprietà industriali vengano assicurate tutele di sostegno economico».

      La mattinata di ieri Nogaro l’ha passata ad avere conferma che alla riunione che si terrà oggi a Roma partecipino anche la proprietà della Ixfin e «Sviluppo Italia». «Gli operai non si fidano. Hanno avuto molte delusioni - dice ancora il vescovo - ma le assicurazioni che ho avuto dalla Prefettura di Caserta, sono positive. Spero che si apra uno spiraglio».

    • ...a me sembra che qui si sia espressa un sacco di gente che parla di diverse cose, dai disobbedienti in giù, delle quali non ha la più pallida idea.

      Il vuoto pneumatico che viene lamentato è in realtà un approccio completamente diverso da quello che ha animato le generazioni passate.
      Il quadro stesso dell’agire non è lontanamente paragonabile.
      In realtà l’elaborazione che vi sfugge esiste, ma esiste anche un problema, da parte di alcuni, nel riconoscerla.
      Una colossale perdita di tempo, credo, questo thread da bar (pur con spunti assai interessanti e di buon livello), un passatempo bohemienne per chi seduto al tavolino giudica chi è sul campo senza avere davvero idea........

      Invito i critici a proporre modelli di lotta alternativi, inclusivi (ci interessa), comunicativi (ci interessa), e non cervellotici (ci interessa moltissimo, vista la realtà del parterre).
      Chi non fosse in grado si limiti a fare un pò di tifo invece di smerdare, ne avremmo bisogno.
      Facile dalla Francia eh?
      ;)
      ciao

      mazzetta

  • dire che stai fori sarebbe un eufemismo, tu sei completamente bruciato. Ma ndo vivi...dentro qualche libro del novecento?!