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Il saccheggio, di Mattei e Nader

martedì 25 maggio 2010

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Su quel diritto privato di saccheggiare i beni comuni

La legge è stata creata per difendere la proprietà privata. Poi ha legalizzato il saccheggio delle materie prime nel Terzo Mondo, ora consente di privatizzare acqua, servizi e conoscenza ovunque.

Consigliamo di leggere un libro di un giurista e una antropologa (Ugo Mattei e Laura Nader): Il saccheggio. Regime di legalità e trasformazioni globali, Bruno Mondadori, un libro di critica del diritto dall’interno del diritto.

«Con tutto quello che è stato scritto sulla dominazione imperialista e coloniale e sulla globalizzazione come manifestazione contemporanea di simili rapporti di potere fra l’Occidente opulento e il resto del mondo, colpisce la limitata attenzione dedicata al ruolo del diritto in questi processi. Il diritto è stato ed è tuttora utilizzato per amministrare, sanzionare e soprattutto giustificare la conquista ed il saccheggio occidentale. Ed è proprio questo continuo e mai interrotto saccheggio che provoca – ben più delle ragioni legate a dinamiche corruttive interne ai paesi poveri con cui si tenta di colpevolizzare le vittime – la massiccia diseguaglianza globale."

L’Occidente si autocelebra su una certa concezione del diritto che occorre demistificare. Il neoliberismo ha falsificato i termini del dominio, dando una parvenza di legalità ad un saccheggio.

Questa apparente legalità non è una sovrastruttura dell’economia liberista ma una macchina che funziona all’interno di essa e che organizza direttamente la produzione e i mercati per il neoliberismo.

Nel colonialismo e nell’imperialismo, il diritto non ha fatto altro che svolgere ed applicare il ruolo della legge, sia estendendo i campi di efficacia del diritto borghese nei paesi altri, sia coartando con le leggi la vita dei popoli per dominarli meglio.
Ma chi dà legittimità alla predazione? Chi utilizza ipocrite idee filosofiche o costituzioni politiche o sistemi giuridici che facilitano il saccheggio delle ricchezze e dell’autonomia dei popoli?

La globalizzazione ha legittimato la pirateria privata e pertanto è un imbroglio! Tanto più che le leggi che permettono la mercificazione e la predazione di tutto l’esistente sono fatte sotto la veste ipocrita di governi simil-democratici, che hanno la falsità di presentarsi come liberali. Ma tutto questo oggi è in crisi. Dopo aver tutto distrutto, il drago si mangia la coda.

Come si resiste? Mattei e Nader sono pessimisti. Il quadro della globalizzazione è tragico. Anche Obama, che ha bloccato certi eccessi imperialisti di Bush, non esce da questo quadro e non può interrompere la macchina dell’imperialismo americano.

Quando Derrida destruttura le determinazioni di potere del regime capitalistico e porta la critica fino ad estreme conclusioni, concorda con Pashukanis che, globalizzazione o meno, il diritto pubblico ed il diritto borghese sono sempre e solo aspetti di una appropriazione privata e che il diritto borghese, in realtà, è sempre l’autoriconoscimento e la potenza armata della borghesia.

Che fare allora?

Hobbes e Locke speravano che lo Stato pubblico regolasse l’arbitrio privato. Spinoza e altri sperarono che la passione del «bene comune» costituisse un riparo contro l’avidità del capitalismo. Ma il capitalismo si è affermato comunque, volgendo tutto e tutti alla religione del potere.
Siamo oggi a un punto di rottura?

Occorre una forza che stia oltre il privato ed il pubblico, oltre il contratto e oltre il comando e la pena dello Stato, a difesa del bene comune. Ma la sx europea e italiana non lo hanno capito. E qui sta il loro fallimento. Perché solo con un’idea di bene comune difesa dal numero maggiore possibile di persone si può reagire al saccheggio che i poteri dello Stato fanno ormai per legge su beni di tutti, come se lo Stato fosse diventato un enorme predatore che saccheggia quello che è collettivo.

Occorre lottare con tutte le nostre forze contro l’idea di un’appropriazione individuale, privata o pubblica, di qualsiasi bene collettivo.

Occorre trasformare un regime di legalità imperiale in un regime di legalità popolare. Ma questo non può essere fatto senza un rovesciamento del sistema politico. E senza un rovesciamento di quello che sinora è stato chiamato ‘legale’.

Questo regime difende i ricchi e la loro depredazione dei beni del mondo. I ricchi saccheggiano i poveri e lo fanno con leggi apposite.

Occorre una rivoluzione nel concetto e nel potere della legalità.
Di fronte a ciò che oggi chiamiamo legalità possiamo solo avere il dovere della disubbidienza. (Come diceva don Milani: “L’ubbidienza non è più una virtù. Di fronte a leggi inique il dovere civile di un uomo è disubbidire”).
Ma affinché un numero abbastanza alto di persone capisca la necessità di opporsi a leggi ingiuste, deve maturare la capacità di criticare il potere e dev aumentare la volontà di opporsi ad esso, resuscitando una democrazia ormai ammazzata.

Questi politici non ci aiuteranno a farlo, perché sono ormai parte del sistema che dovremmo abbattere. Occorre una rivoluzione antropologica.
Come fu l’illuminismo.

Masada 1134, GLI IPOCRITI

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Messaggi

  • Dovrebbe essere chiaro a tutti (ma non è), che lo scopo del neoliberismo è trasformare l’intero mondo in un mercato,
    e che gruppi di potere tendono costantemente a stravolgere leggi e costituzioni in modo da lasciar spadroneggiare ’impunemente’ i pochi squali (corporation, spa, o magnati come B che, grazie ai furti all’Italia, è diventato il 5° uomo più ricco del mondo, mentre 12 anni fa era un fallito che stava per andare in galera)?
    Lo scopo di costoro non è certo il bene collettivo o il rispetto dei diritti umani o la tutela del pianeta, ma il proprio massimo arricchimento e lo ottengono a costo dell’impoverimento generale. E credo che nessuno potrà negare che in Italia, a fronte dell’arricchimento spaventoso di B, abbiamo un impoverimento atroce della Nazione a rischio di fallimento
    Che ovunque l’arricchimento di poche canaglie sia stato garantito a costo di un aumento dell’impoverimento mondiale lo dicono le cifre
    Negli ultimi 10 anni il quarto più povero del mondo è diventato ancora più povero, passando da un 1.16% al 0,92% del reddito globale, mentre il 10% più ricco è cresciuto di 6 punti e mezzo L’arricchimento di pochi è stato fatto sulla pelle di molti. Se questi 6 punti e mezzo fossero stato redistribuiti avrebbero fatto raddoppiare il reddito al 70% degli abitanti del mondo. La povertà sarebbe stata meno povera, la fame scongiurata. Ma il neoliberismo non mira a questo anzi se ne frega

    Riesce qualcuno a capire che l’UE è una società di banche e multinazionali sorta per aumentare la propria ricchezza difendendo i propri interessi?
    E che dei nostri beni collettivi e dei nostri diritti umani e civili non importa loro una cicca?
    Riesce qualcuno a capire che quando la Lega porta avanti un efferato federalismo demaniale, vuole solo mercificare e vendere i beni di tutti, anche le sorgenti, per sporchi arricchimenti privati?
    E che Di Pietro, sostenendo questo piano di scempio del patrimonio nazionale, sta tradendo ogni valore che dice di difendere?

    viviana

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