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Modena, Assan Arslam : "rabbia, dolore, sdegno", tutto giusto e vero, ma non basta

martedì 12 aprile 2005

Aprendo i giornali questa mattina e la prima cosa che salta all’occhio è che
questa città, di fronte alla morte di Assan Arslam nel cantiere dell’INAIL e
all’indegno provvedimento di espulsione consegnato ai suoi familiari venuti
a Modena per il riconoscimento, ha già rimosso il problema. Modena, per
l’ennesima volta, ha risposto con sentite espressioni di cordoglio, con gli
immancabili auspici e poi. "show must go on".

Ma è accettabile che chi ha delle responsabilità riguardanti il controllo
dei luoghi di lavoro o della sicurezza dei lavoratori, non dica nulla? No,
la risposta è no, e di questo ci vergogniamo.

Ci vergogniamo della facilità con la quale "passiamo ad altro" perchè la
notizia si è esaurita, dello zelo di chi ha preso quel provvedimento nei
confronti dei famigliari della vittima e probabilmente anche ora pensa di
aver fatto il suo dovere. Se quello è il senso del dovere di cui siamo
capaci, è ben poca cosa e ne possiamo fare sicuramente a meno. Se quello è
il significato di legalità che ci offrono, non solo la rifiutiamo, ma la
combatteremo.

Questo caso è emblematico perché riassume in sé tutte le caratteristiche di
come abbiamo realizzato la nostra "repubblica fondata sul lavoro", e cioè
sullo sfruttamento del più debole, che oggi è soprattutto uno straniero a
cui si impedisce la regolarizzazione per mantenere sotto ricatto lui ed
attraverso la sua debolezza, ricattare tutti i lavoratori, italiani
compresi; e sul contenimento dei costi del lavoro, evitando quindi quella
parte dedicata alle tutele (presenti e future) dei lavoratori su cui
scaricare i danni di una competitività di mercato ormai eletta a unico
riferimento sociale.

Dopo averti tolto quasi tutto sul lavoro quel mercato ti toglie il resto per
vivere.

Di fronte a questa vicenda, si diceva giustamente "rabbia, dolore, sdegno",
tutto giusto e vero, ma non basta. Non possiamo ricominciare a stare alla
finestra, contare i morti e accontentarci di denunciare l’assenza di chi
dovrebbe occuparsi del gravissimo stato in cui versano le condizioni di
lavoro nei cantieri della nostra città e della nostra provincia.
Oggi siamo tutti coinvolti da questo disastro: forze politiche,
amministrazioni locali, gli organi di controllo, sindacati e categorie
economiche.

E’ per questa ragione che chiediamo al Sindaco di Modena, di
farsi carico di convocare un tavolo straordinario per affrontare il problema
e, con il contributo di tutti, darsi strumenti veri per modificare questa
situazione inaccettabile.

Nel frattempo Rifondazione richiede un incontro con l’Ufficio Provinciale
del Lavoro, al fine di capire di quali strumenti intende dotarsi per far
fronte a questa tragedia che troppo spesso si ripete intorno a noi.

Giancarlo Montorsi
Capogruppo del Partito della Rifondazione Comunista Consiglio Comunale di Modena

Samuele Calò
Segretario cittadino del Partito della Rifondazione Comunista