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Telecom, in arrivo 20mila licenziamenti. Viaggio tra i lavoratori

mercoledì 2 luglio 2008

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Telecom, in arrivo 20mila licenziamenti. Viaggio tra i lavoratori

di Fabio Sebastiani

Una prima avvisaglia della protesta contro i 5.000 tagli alla Telecom la si è avuta ieri a Palermo, dove i lavoratori hanno fatto un sit-in e preteso un incontro con il prefetto. In Sicilia il downsizing sarà più pesante del solito. Qui le precedenti ristrutturazioni hanno già portato via il 60% degli organici originari. Oggi se ne prevedono diverse centinaia. Da più parti si teme che a livello nazionale il sacrificio nel 2008 non si limiterà a questo singolo annuncio. A parlarne apertamente sono gli stessi sindacalisti.

Emilio Miceli, segretario nazionale dell’Slc-Cgil, in una intervista a "Rassegna Sindacale" indica in 30-35.000 la cifra di approdo finale degli organici. Questo vuol dire che a dicembre potrebbe prendere corpo un altro intervento tra i 10 e i 15mila posti di lavoro. «Ci potremmo trovare in una fase di incertezza tale da non avere chiaro cosa rimane di Telecom Italia: magari solo un marchio», aggiunge Miceli.

L’azienda all’inizio della privatizzazione contava 120mila dipendenti. L’assalto di Roberto Colaninno, Emilio Gnutti e Marco Tronchetti Provera, l’ha ridotta in pratica al fantasma di se stessa. Quell’assalto generò un debito che viaggia intorno ai 43 miliardi. Se oggi la Telecom deve affrontare la quarta ristrutturazione in poco meno di dieci anni, è a causa di questo grave fardello e della nuova alleanza con la spagnola Telefonica, che prevede la compressione dei settori omologhi. Manca però un piano industriale che lo spieghi in modo chiaro. E’ questo che sindacati chiedono con maggior forza per essere sicuri di non trovarsi l’ennesima sorpresina dietro l’angolo.

Tra i lavoratori c’è tanta indignazione. Al megasito di Parco de’ Medici, a Roma, una delle più grandi sedi d’Italia con più di cinquemila addetti, si può parlare di vera e propria esasperazione. Molta gente non crede più nemmeno a una parola che arriva dai "piani alti". «Hanno infarcito l’azienda di dirigenti - racconta Gabriella - ed ora ci vengono a dire che siamo in esubero. C’è gente qui che arriva da altre ristrutturazioni ed è stata inquadrata per anni a livelli inferiori e a mansioni completamente diverse». Secondo una stima dei Cobas le "grisaglie" pesano oggi per il 25% del costo del lavoro.

Da quasi quindici anni Telecom vive dentro un continuo tsunami, che di fatto ha bruciato carriere professionali e demansionato schiere di professionisti in nome di una non meglio identificata "necessità finanziaria". Se da una parte il "ministero" Telecom, come ormai lo chiamano tutti, si è fatto carico della storia di quasi tutto il settore Tlc in Italia, dall’altra ne è uscito un mostro ingovernabile con un generoso indotto di "esternalizzati" e di consulenti. In molti casi è almeno il doppio della "casa madre". Il potere effettivo è di fatto in mano ai dirigenti intermedi. E’ così per quanto riguarda il salario, agganciato per la gran parte a una non meglio identificata, e discrezionale, produttività.

Ed è così per il business vero e proprio. E’ per questo che i manager non li toccano mai. Il caso dell’informatica è emblematico. L’azienda poteva vantare fior di tecnici nel settore, almeno fino alla privatizzazione. Con l’avvento dell’outsourcing un consulente esterno grazie alle conoscenze giuste arriva a prendere 3.400 euro al giorno mentre il dipendente interno si gira i pollici. In qualche caso, poi, si arriva all’assurdo di affidare il lavoro alla filiera degli appalti con tre-quattro passaggi ulteriori. Risultato, oggi il rapporto è di un dipendente su tre addetti in outsourcing. Quando questo straordinario balletto di competenze si verifica in funzioni delicate come la fatturazione può verificarsi il paradosso di call center inondati da telefonate di reclamo per errori che Telecom non ha materialmente commesso.

«Dieci anni fa - puntualizza Fulvio - vendevamo informatica agli spagnoli, oggi la compriamo dagli Usa». «Dopo dieci anni continuiamo a sostenere che Telecom pubblica - sottolinea Marina Biggero, portavoce nazionale del settore Tlc dei Cobas - non avrebbe fatto certo questi danni. Innanzitutto verso i lavoratori e poi verso l’utenza. Tutto questo per generare speculazioni finanziarie a vantaggio di una ristrettissima elite. Oggi è inaccettabile che uno solo collega e una sola collega debbano lasciare l’azienda».

su Liberazione del 01/07/2008

Messaggi

  • PIENA SOLADARIETA AI LAVORATORI TELECOM MA IL DANNO DELLE PRIVATIZZAZIONI ORMAI E’ STATO FATTO UN RIMEDIO VELOCE E’ QUELLO DI RENDERE LIBERA L’INFORMAZIONE E FAR SAPERE AGLI ITALIANI CHI SONO E CHE COSA ANNO FATTO QUESTE PERSONE. MA QUESTO CON IL GOVERNO ATTUALE E’ IMPOSSIBILE.

  • Un rimedio ci sarebbe .. se la Telecom riuscisse a staccarsi di dosso tutti quei parassiti che irrimediabilmente la stanno depradando, forse, riuscirebbe a non ridurre il personale e cominciare un percorso di risanamento interno..per parassiti intendo quelli esterni (consulenti e partner) e quelli interni (Dirigenti ingordi) In bocca al lupo a tutti i dipendenti e tutta la mia solidarietà. Carmelo

    • Per riuscire nell’avventura di ridurre i licenziamenti dei dipendenti telecom bisogna andare veramente in fondo al problema ,quindi al subappalto e al subappalto di subappalto che incitano al lavoro nero ,quindi alla possibilità di fare della produzione senza pagare neanche un euro di tasse sugli operai.Poi nella peggiore delle ipotesi se i dipendenti telecom veramente credono nel loro lavoro potranno creare società che prendano i lavori in subappalto dalla telecom come fanno sielte sirti ecc. telecom non negherà loro questo, anzi potranno avere la pretesa di essere i primi ad avere le commesse assegnate, daltronte i licenziamenti non significano un calo di lavoro nel settore ma semplicemente un passare il lavoro ad altre aziende per fattori economici.

  • Nell’articolo è scritto "con l’avvento dell’outsourcing un consulente esterno grazie alle conoscenze giuste arriva a prendere 3.400 euro al giorno mentre il dipendente interno si gira i pollici."

    Ad esempio Kelyan LAB (ora Xantia) società di Bernabè in persona (nel periodo successivo alla sua uscita e prima del recente rientro) che ha preso fior di consulenze e commesse che dovevano essere affidate a Telecom Italia LAB. Certo che poi ci sono gli esuberi!!!

  • il primo errore, non solo per Telecom ma anche per altre aziende pubbliche, è stato PRIVATIZZARE invece che LIBERALIZZARE.
    Il secondo errore è stato LASCIARE in mano ai PRIVATI sia le RETI che i SERVIZI, in pieno MONOPOLIO e in CONFLITTO D’INTERESSI!!!!

  • vogliamo parlare delle auto per i dirigenti?...ogni 2 anni anno il diritto (quale poi) di poterla cambiare ..e non parliamo di fiat ...ma mercedes, bmw, audi...Ruggero (che ha preso 17 milioni di buona uscita) viaggiava in maserati
    A fronte d 220 euro mensili le sanguissughe dirigenziali hanno 30000 km di benzina pagata all’anno, assicurazione casco, e bollo pagato. A conti fatti sono circa 15 milioni di euro i soldi spesi per questo benefit!!
    Firmato un impegato Telecom

  • Sono oramai convinto che, tutto il paese è a rischio o dimostra il fatto gravissimo che un azienda come telecom ridotta a svendere se stessa licenziando a "nastro" i propri dipendenti come se fossero loro la causa o la cura. Anni fa era il fiore all’occhiello dell’italia con una capacita tecnica al pari di aziende mondiale in materia di telecomunicazioni,un vantaggio tale da non avere nessun problema per decenni, ma come di consueto da noi si è pensato di spremere all’inverosimile quella risorsa incredibile,succhiare invece di investire, sfruttare invece di goderne i frutti, piazzando ogni benemerito figlio di importanti personaggi ai vertici o dintorni, senza capacità in merito o in generale.La cosa che mi rende più triste è che le conseguenze come al solito le pagheranno le persone più deboli e oneste, i soliti noti migreranno verso lidi più fiorenti creando anche li nel l’arco di qualche anno debiti e crisi, ma fortuna loro sono abili viaggiatori..... in bocca al lupo a tutti ciao andrea

  • ...ma scusate la colpa e’ o no di DALEMA e del suo amico Colaninno.... LO VOGLIAMO DIRE O NO ??????????

  • lo sappiamo tutti come si riusciva ad essere assunti in SIP/TELECOM ,
    non vi preoccupate saranno tutti riciclati come i rifiuti , sempre a carico di chi lavora e paga le tasse .

    • Può darsi che ci fosse qualcuno che si sia fatto raccomandare perche Telecom Italia è italia... Io quando entrai nel 1984 avevo un diploma 60/60. il dramma, semmai, è che non veniamo considerati tutti alla stessa stregua Lo stipendio si è corroso nel corso degli anni. Quando entrai dicevano che eravamo assimilabili ai bancari ma adesso non si può certo dire.Anzi rischiamo di vederci dimezzati, Ma Alitalia è sulla bocca di tutti e costa a tutti noi cittadini : perchè si deve seguitare a ’odiare’ solo Telecom (intesa come lavoratori)? Abbiamo il governo che rappresenta le mentalità come la tua. E allora vai spariamo merda sui lavoratori, facciamoci la guerra fra poveri, autorizziamo licenziamenti, lavoro nero, infortuni sul lavoro. Così chi comanda (industriali e politici) avrà meno da sudare. ..

    • io sono stata assunta 18 anni fa dopo essermi diplomata in Telecomunicazioni e facendo una semplice domanda scritta all’uff personale della mia città. Senza alcuna raccomandazione, anche perchè non ne avevo proprio! (Forse sarei dirigente invece che tecnico vulgaris...)
      In Veneto accade questo, ma forse in altre realtà le raccomandazioni c’erano e ci sono eccome. Di certo ora che devono tagliare i posti di lavoro chi ci rimette non sono certo i raccomandati...
      Quanto al pagare le tasse le ho sempre pagate.
      Prima di offendere a raffica pensaci.

  • Caro Sebastiani quando parli di esternalizzati e outsourcing, sappi che molti dipendenti SIP/Telecom l’hanno subita duramente, io ero in SIP da 18 anni e 5 anni fà sono stato esternalizzato, facendo lo stesso lavoro di prima ma in outsorcing. Ti assicuro che non c’è stata nessuna generosità, anzi abbiamo perso molti diritti acquisiti e molti sono stati licenziati. Il sindacato non si è affatto opposto nei fatti alle esternalizzazioni, abbiamo dovuto lottare individualmente facendo causa a Telecom.