Home > ALCUNE PERSONE SONO LO SPECCHIO DI UNA SOCIETA’ DECADENTE

ALCUNE PERSONE SONO LO SPECCHIO DI UNA SOCIETA’ DECADENTE

par Adalberto de’ Bartolomeis

Publie le giovedì 16 febbraio 2012 par Adalberto de’ Bartolomeis - Open-Publishing
4 commenti

Mi risulta, fortunatamente non assisto a certi programmi televisivi, che l’ istituzionale festival di Sanremo, sempre più decadente nelle sue estemporaneità di qualche partecipante, ha fatto un ac cumulo di share televisivo, oltre ai focosi applausi riservati al celeberrimo cantante Adriano Celentano. Forse lo era un tempo, ma da tempo non più con le sue performances pseudo-politichesi, dove lamcia anatemi, invettive e qualche insulto a redattori di quotidiani, alle Istituzioni dello Stato, ai politici e, quest’anno, anche alla Chiesa. Probabilmente, poichè di cantare non ne ha più la voglia, pensa di bucare i teleschermi con degli stratagemmi di comunicazione che finiscono nel patetico! Il dileggio che riserva ad una società di cui lui ne rispecchia in pieno i suoi guasti è semplicemente puerile, ma soprattutto inopportuno e fuori luogo. In un festival canoro lo spettacolo, la canzone e la comicità sono gli elementi fondanti perchè abbia continuità, altrimenti, perduto il suo valore credo sia meglio fare finire questa tradizione annuale, anche perchè, in temoi di "vacche magre" risparmiare su questo appuntamento di organizzazione e di spettacolo dà ò’ idea della sobrietà in cui si dovrebbe vivere per almeno un decennio. Invece, non solo la RAI paga, spende e spande, ma non garantisce la giusta connotazione che deve avere una rappresentazione di questo tipo. Quello che oggi colpisce è l’ estemporaneità, anche più futile. Basti pensare al carnevale di Venezia dove si sono inventati la maschera del capitano Schettino. Un costume, con tanto di gradi, una divisa ed un berretto a 92 euro che deve spettacolarizzare, mettere in ridicolo, alla gogna un uomo che ha commesso degli errori gravissimi, per i quali ci sono dei morti, tanti! Anche su questa triste e tragica vicenda c’è gente che deve sdilinquere tutto, ridicolizzare una tragedia, un fatto molto grave per il quale non si renderà mai giustizia a chi è stato vittima! Ecco, questa è anche l’attuale società: decadente, calpestata e derisa nei suoi principi e suoi valori. Il futuro cosa mai potrà riservare, se non una sconcertante desolazione!

Messaggi

  • Celentano è, si definisce così lui stesso, il "re degli ignoranti".

    E come tale si esibisce e porta audience.

    Talvolta dice cose sensate, altre volte molto meno, ma tant’è.

    Curioso invece che tanta gente di sinistra si scandalizzi per gli attacchi di Celentano alla stampa cattolica e pure alla Corte Costituzionale.

    Mi sembra il segno di una mutazione genetica - una volta preti e giudici erano tra i bersagli preferiti della satira di sinistra ed anche di poeti maledetti come Pasolini, Gaber e De Andrè - del "popolo di sinistra".

    Celentano, da "ignorante" forse non ne è cosciente, ma nel merito delle critiche fatte ha ragione da vendere.

    Avvenire e Famiglia Cristiana di tutto si occupano meno che di religione.

    E la Corte Costituzionale ha "scippato" - in nome della governabilità di Monti e c. - 1.200.000 firme di cittadini

    Raf

    • Gentile scrittore io non sono intanto di sinistra, anche se scrivo su "Bella Ciao". Il pluralismo, oggi, è mia opinione, non dovrebbe avere più barriere ideologiche e pertanto se siste rispetto e spirito costruttivo e critico chiunque può avere la paternità di esprimere i propri pensieri. D’altronde sono questi i principi fondanti di una democrazia che dura da 66 anni. Passando poi alle sue osservazioni non sapevo che il signor Adriano Celentano si definisse "il re degli ignoranti" e, comunque, l’ insulto libero, come sembra essere avvenuto per suo dire non mi sembra sia stato una bella immagine di rappresentazione per chi ha lavorato per organizzare questo festival, ma anche per il contratto "modico" che quest’ uomo avrebbe sottoscritto, di cui vedremo come e se vorrà devolverlo tutto in beneficienza.
      Mi sembra che il cantautore non abbia, poi, tanto fatto un uso della satira. Ammetto che ha detto delle verità, forse scomode in un contesto che è solo di spettacolo. Ma allora mi domando: perchè non va a Matrix, o a Porta a porta, o a Ballarò a dire, giustamente a sostegno delle sue opinioni, quello che pensa, così, almeno si porrebbe in un confronto più interessante, non le pare...?

    • ...e comunque io non mi scandalizzo di una pantomina del genere, poichè mi sembra che sia l’ intera società a volere diventare sempre più una pantomina, in quanto degenerativa! In questo caso la musica o gli artisti vari non centrano: è solo un banale pretesto per consentire al Paese Italia di sfogare le sue peggiori pulsioni. La rassegan canora è solo una valvola di scarico. E’ il favo che esplode e libera la gente del disobbediente che ha dentro di sè, recondido. Non fosse così, non si spiegherebbe perchè milioni e milioni di cittadini, "scandalizzati un par de ciufoli", dicano peste e corna del festival e poi, contemporaneamente l’audience televisiva sia altissima Mah...! Mi sembra che da molto tempo a Sanremo si ripetano sempre, puntualmente, ogni anno, le stesse cose. era quindi scontato che anche quest’ anno questa edizione ci regalasse le solite baruffe ed i soliti strascichi di veleno. parole e tempo sprecati? Ma niente affatto, perchè, più semplicemente, se lei ci pensa, il festival siamo tutti noi. E’ solo la proiezione consolatoria di una nostra nevroosi collettiva, di un volere a tutti costi apparire, essere protagonisti, andare in scena, in tivù. E’ insomma il lato B della nostra personalità, quello di cui dovremo, forse, vergognarci e che invece amiamo ad esibire, spinti da una necessità di vuotare il sacco degli istinti meno nobili, mostrandoli addirittura in Eurovisione!!!!! Pensi allo sputtanamento di massa!!!! Se si tratta di fare brutta figura nel Continenente noi non ci tiriamo mai indietro, salvo irritarci se la stampa internazionale ci sfotte. Ma va bene così. Mal che si vuole non duole, o non duole abbastanza per evitarlo. Io credo che il servizio pubblico non sia più in grado di proporre molto di interessante. In questo caso la RAI se ne rende conto, ma tardi, ma è lo stesso recidiva, perchè ricicla vecchi personaggi, i medesimi degli anni Sessanta, affiancati da qualche burlone da caserma. Raschia il fondo del barile e ci sbatte in faccia i rimasugli del passato, roba da avanspettacolo. Per concludere in bellezza ci manca solo che uno spiritosone come Celentano, convocato da Morandi, per deliziare la platea, concluda la finalissima di quest’anno con un bel pernacchio. Sarebbe perfetto!

  • A parte il fatto che è male informato perchè Celentano canta ancora ed il suo ultimo disco, che a me piace molto, è in cima alle classifiche di vendita e gradimento non vedo di che si scandalizzza: Celentano è un tipico esemplare dello "show business" e sa usare un pò meglio degli altri tutti i suoi meccanismi.Se proprio c’è qualcosa di cui scandalizzarsi sono gli emolumenti per le vallette che a parte sorridere e ridere di battute stupidissime non fanno assolutamete nulla come se presentare sia " lavoro da uomo". E poi ci si scandalizza della scollatura della Belen, ma se ha fatto la sua fortuna sulle foto nude e video porno!!!!michele