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AMMINISTRATIVE: LA CANDIDA E’ CANDIDATA

par Lucio Galluzzi

Publie le sabato 31 marzo 2012 par Lucio Galluzzi - Open-Publishing

Che meraviglia le città che andranno alle Amministrative.
Come d’incanto sono rifiorite con manifesti di santi e beati, in tutti i formati, colori e salse.
In ogni angolo, muro, spazio più o meno dedicato.
Basta con la reclame degli ipermercati e degli eserciti "compro oro massima valutazione", sono spariti anche i "Sottocosto" sconti fino al 70%; gli operatori di telefonia mobile, che di solito campeggiano come cattedrali con ogni sorta di vaccata, coperti dagli offertori dei "votami" e sarò tuo.
E’ una bolgia infernale: visi, pelate, occhi strabici, fotoshop ritocchi, cravatte approssimative, bocche storte in sorrisi tutti uguali, posa dopo posa, in tutti i formati.
Occuperanno anche le affissioni mortuarie.
Perché durante una qualsiasi "elezione/votazione", sparisce tutto, per l’appunto, anche i defunti, quelli morti per davvero, in attesa di funerale.
Compaiono, al loro posto, come funghi parassiti velocissimi, i morti policanti, quelli che sono morti, però fanno finta di non saperlo e continuano a tediare i cittadini con le solite, identiche, pese e tetre proposte di sempre.
Vai a lavorare al mattino e lungo i viali vedi l’assedio di queste facce questuanti che ti fissano, minacciose ma sorridenti tra i denti, sono tutti lì, non ne manca uno.
Esci dopo le tue ore di servizio e... miracolo, c’è stata la rivoluzione del cartonato, un’altra sfornata di promessi santi/beati è stata approntata, incollata, lisciata...
Caspita!
Ma tutti questi tizi e tizie, durante gli anni nei quali non ci sono poltrone da spartirsi nelle amministrazioni, dov’erano?
Di certo nascosti in qualche ufficio, studio, assessorato finito, giunta o consiglio, a fottersene di tutto e tutti; nei periodi di normale gestione della cosa pubblica, questi elemosinanti il voto, non sanno manco che esistiamo.
Si spartiscono di tutto e di più, fanno figure di merda eclatanti, sono sempre contro il cittadino e pro sistema/potere, fanno del loro impegno pubblico cosa privatissima e poi: eccoli!
Le muffe, i saprofiti, le albicans candide che si candidano.
Tutti vergini, illibatissimi, improvvisamente impegnati nel sociale, nella Conoscenza/scuola, urbanistica, pensioni, disagio, verde pubblico, strade, sport, viabilità...
Te li ritrovi anche nel culo dei bus agli stop... devi fermarti dietro al mezzo pubblico e ti invadono il barabrezza in tutta la loro tracotante presenza, ti tocchi i coglioni, perché è così che devi fare.
Che cosa vogliono da noi?
Il Voto!
Vogliono solo quello.
Prova ad andare a chiedere qualsiasi cosa, ora, a questi candidati e li troverai disponibilissimi, aperti al dialogo, "pronti" a darti una mano anche se le hanno perse tutte e due da tempo.
Il Voto!
Verifica dopo, quando sono stati eletti e chiedere qualcosa.
Non li troverai più.
Magari fisicamente ci saranno, ma non ti ascolteranno, faranno finta, senza neppure sentire una sola parola di quello che dici.
Questi sono esattamente lo Stato decentrato.
Compatibili e biunivoci.
Lo Stato si ricorda di noi solo quando siamo vicini alle urne.
Una volta anche quando dovevi fare il servizio militare.
Ora la leva è volontaria, quindi "ti trovano e ti cercano" esclusivamente per quella maledetta croce che traccerai sulla scheda che riporta il loro nome/simbolo/partito/coalizione.
Se li crocetterai, tutti, ma proprio tutti!, ti promettono che costruiranno degli ospedali bellissimi e funzionali, strade senza buche e con nuovi asfalti, maggiori piste ciclabili, verde pubblico riqualificato, un’istruzione all’avanguardia, più tutela per i deboli, quartieri più sicuri anche di notte, più trasparenza nell’amministrare la città, impegno per gli anziani e fasce deboli...
Si copiano le frasi l’uno con l’altro, poi le incollano sui chilometri di manifesti e via il gioco è fatto!
Tanto il popolo "è bue", ci ha sempre creduto alle promesse pre elettorali, ci crederà anche stavolta?
Sì, ci crederà.
Lo farà e poi, il giorno dopo i risultati, sarà nei bar, sulle panchine, nelle piazzette, nelle lettere al direttore dei giornali locali, a piangere e lamentarsi, protestare [solo a parole], maledire, denunciare [ma solo anonimamente]...
Italiano come falsa Medea, che manco riesce più a recitarsi la parte del disperato vero, perché la disperazione e la miseria totale se l’è voluta.
Quelle crocette messe sui riverginati che chiedono il voto sono connivenza e correità.
Lamentarsi dopo fa solo schifo, neppure pietà.
E’ da sessant’anni che gli italiani fanno così.
Non vogliono cambiare.
Lo spiegavano bene Montanelli e Monicelli.
Il primo a proposito di ballusconi: "gli italiani non sanno andare a destra senza scegliere il manganello"; il regista suicida: "un popolo che non ha mai saputo ribellarsi fin dal tempo dell’Impero romano, un popolo di schiavi che non ha più speranza che può solo adesso scegliere di ribellarsi con una rivoluzione... e non lo farà, quindi vada alla malora".
Nulla serve a niente pare.
Però si potrebbe provare a superare l’orrore della vista, fermarsi a guardare quei bei faccioni che si affacciano nelle affissioni e scoprire veramente i simboli che si portano addosso [solitamente li nascondono in basso, piccolini, così danno meno nell’occhio].
Li hanno cambiati graficamente, mutati nei colori e nelle parole, la sostanza marcia però resta, tutta.
Sono democristiani, quel simbolo si vede bene!, popolisti delle libertà/forzisti d’Italia, futuristi finiani, gregari dell’ameba infinita PD/Bersani/D’Alema, leghisti: sono sempre gli stessi partiti, quelli dello sfascio d’Italia che hanno ancora la faccia tosta, per non dire altro di scurrile, di ripresentarsi e chiedere fiducia!
Il Voto!
Sveglia: puniteli, vendicatevi, non votateli più, dimenticateli, fateli fallire una volta per tutte.
Ci sono ancora speranze, piccole è vero, ma ci sono, ridotte al lumicino, basta cercarle.
Una regola pratica è utile in questi casi:
più vi ossessionano con gigantografie di manifesti, spot pubblicitari, serate sponsorizzate di bagordi e nomi "importanti" che intrattengono i convenuti... più li vedete fotografati in ogni dove, comparirvi senza pausa, presentarsi in coalizioni "per essere forti insieme", più dietro hanno i partiti della vergogna d’Italia, PIU’ SONO DA NON VOTARE.
Lucio Galluzzi
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