Home > Armi di distrazione di massa
da Le Monde
Un americano su due crede nella connivenza tra Saddam e Bin Laden. Il rapporto reso pubblico dalla commissione d’inchiesta del Senato Usa l’ha decisamente smentito. Forse Bush è vittima di una auto-illusione politica…
La storia rischia di dimostrarsi severa nel momento in cui si occuperà della politica irachena di George Bush. Forse il Presidente riuscirà un giorno a portare la pace e a rendere stabile il paese ma, al momento, la situazione non induce per nulla all’ottimismo.
Di certo, sarà riuscito a dividere i suoi alleati e a screditare l’immagine del suo Paese.
Il rapporto reso pubblico ieri dalla commissione d’inchiesta del Senato Usa l’ha screditata ulteriormente e ha demolito senza indugi la seconda argomentazione con cui il presidente aveva giustificato la guerra contro Al Qaeda. Ricordiamo che le dichiarazioni della Casa Bianca, riprese dai suoi alleati dell’epoca- primo tra tutti Tony Blair - secondo le quali il regime di Bagdad disponeva di armi di distruzione di massa ed era pronto ad utilizzarle, non sono mai state provate.
Le conclusioni della commissione, che non ha riscontrato “alcuna prova credibile di una collaborazione tra il regime di Saddam Hussein e Al Qaeda per attaccare gli Stati Uniti”, hanno avuto ancora più peso considerata la presenza di alcuni membri repubblicani all’interno della stessa. Il rapporto ha, di fatto, smentito le ripetute dichiarazioni del vicepresidente Dick Cheney sui “presunti legami di lunga data” e l’argomentazione utilizzata da Mr Bush per convincere i suoi compatrioti della validità di questa guerra.
La tesi della connivenza tra Saddam e Bin Laden sembra dunque del tutto inventata. Essa ha avuto comunque un immenso impatto sugli Stati Uniti al punto che un americano su due ne era convinto. Il risveglio dell’opinione pubblica rischia di essere brutale a cinque mesi dalle prossime elezioni presidenziali. John Kerry, il candidato democratico che ha sostenuto la guerra sin dall’ inizio, ne ha approfittato per accusare il suo rivale d’aver “tradito” il popolo americano. Sarà sufficiente per batterlo?
L’ingenuità delle argomentazioni di Bush ci ha indotto a domandarci se lui abbia mentito, in base a una strategia bellica contro Saddam Hussein, suo nemico numero uno ancora prima di entrare alla Casa Bianca. O se invece abbia mascherato la sua politica rendendola “vendibile” a una massa traumatizzata dagli attentati dell’11 settembre. Sarebbe ancora più grave se, come non esclude il New York Times, “lui avesse mentito coscientemente o se avesse avuto una capacità d’autoillusione politica… il che sarebbe terrificante per il ‘mondo del dopo 11 settembre’”.
Il risultato di tutto questo è un’America screditata e un’ondata di odio senza precedenti che si diffonde nel mondo musulmano. Ma soprattutto, risultato molto più inaccettabile è una guerra senza giustificazioni legali o fattuali che ha fatto dimenticare al mondo un obiettivo ben più cruciale: la vera guerra contro il terrorismo.
Bin Laden è sempre in movimento, Al-Qaeda s’è dispersa come una metastasi in un universo che oggi è ancor meno sicuro di quello che non era ieri.
Fonte: www.lemonde.fr
Tradotto da Daniela Flori per Nuovi Mondi Media
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di Bertrand d’Armagnac, da Le Monde
Daniel Okrent, garante del New York Times, punta il dito contro le defaillances del quotidiano americano nella copertura della vicenda delle armi di distruzione di massa in Iraq. « Questo giornalismo difettoso è andato avanti sin dall’inizio della guerra, in un momento in cui i giornalisti avrebbero potuto liberarsi delle fonti governative » http://www.nuovimondimedia.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=703&mode=thread&order=0&thold=0