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Berlusconi grida ai brogli : “Ci hanno fatto fessi”

Publie le mercoledì 23 giugno 2004 par Open-Publishing

A. CO.

La linea di difesa adottata ieri da Silvio Berlusconi è persino indegna dei suoi standard. Da Sesto san Giovanni il premier ha denuciato «brogli» elettorali, commessi «quotidianamente nei seggi dai professionisti del centrosinistra rispetto ai nostri dilettanti che sono dei fessi». Una difesa simile equivale alla confessione di non saper più cosa dire. E infatti anche quando si arriva al sodo, cioè allo scontro interno alla maggioranza sulla politica economica, il cavaliere non dice rigorosamente niente: «Alcuni partiti sostengono che ci vuole un cambiamento. Ne stiamo parlando. Io non anticipo né la mia adesione a questa opinione né una difesa della politica economica del governo, che sinora ha mantenuto le promesse».

La chiusa basta e avanza a rivelare quale sia il sincero parere del premier. Fosse per lui, di ridimensionare Tremonti neppure se ne parlerebbe. Ma la realtà consiglia al presidente del consiglio massima prudenza. Non solo perché l’ultimatum di Fini pare più minaccioso del solito. Né perché il silenzio di Follini (con cui oggi Berlusconi dovrebbe incontrarsi) è chiaramente minaccioso. Il rischio è che, dopo la batosta incassata da Forza Italia, a stringere un accordo capestro per l’uomo di Arcore siano le due forze nemiche da sempre, An e la Lega.

«Lasciamolo solo. Se un presidente del consiglio arriva a questo punto, la cosa migliore è lasciarlo da solo nel suo delirio». Lo ha detto il presidente dei Ds D’Alema, replicando alle affermazioni di Berlusconi il quale ha affermato che «ai seggi sono state cacellate schede a nostro favore e assegnate a loro».

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