Home > Bossi, "me ne vado per la Lega" annuncio shock tra le lacrime
Bossi, "me ne vado per la Lega" annuncio shock tra le lacrime
Publie le giovedì 5 aprile 2012 par Open-Publishing"Me ne vado per la Lega". Umberto Bossi fa un passo indietro per tutelare il movimento che ha fondato 21 anni e due mesi fa, il 10 febbraio del 1991. E difendere con piu’ serenita’ la sua famiglia dalle accuse di aver usato i soldi del Carroccio per "spese personali" nell’ambito dell’inchiesta in cui e’ indagato l’ex tesoriere, Francesco Belsito. Il ’capo’ padano non si e’ lasciato convincere a resistere da quelli piu’ vicini a lui, ma neanche dai piu’ lontani, e ha scelto dimettersi da segretario federale per il bene della sua ’creatura’. L’annuncio, sebbene per alcuni fosse nell’aria, e’ stato travolgente.
Al tavolo del consiglio federale, raccontano, molti sono scoppiati in lacrime. Bossi ha spiegato lui stesso chi saranno i componenti del triumvirato, Roberto Calderoli, Roberto Maroni e Manuela Dal Lago, che guidera’ la transizione fino al congresso federale che dovrebbe tenersi a ottobre. All’inizio, Bossi e’ apparso "abbattuto, molto amareggiato", dice chi ha preso parte alla riunione. L’assise, anche se diversi se lo aspettavano, e’ rimasta scioccata dall’annuncio delle dimissioni. Lo stesso Bossi si e’ commosso. Molti hanno insistito: ’No, capo, resta’.
Ma lui, irremovibile, fumava il sigaro, nervoso. Poi tutti hanno capito che la decisione era presa ed era definitiva.
Sarebbe rimasto come presidente federale. In quel momento, e’ iniziato una specie di ’psicodramma collettivo’, con molti dirigenti leghisti in lacrime e singhiozzi e il ’capo’ che li consolava. Bossi ha fatto capire di essere molto amareggiato dalle accuse che riguardano la sua famiglia e profondamente addolorato perche’ forse non e’ stato informato di molte cose.
E ha fatto un accenno anche a chi sapeva dell’inchiesta e non ha detto nulla. Ma e’ stato determinato nel sostenere che "chi ha sbagliato deve essere cacciato". Verso la fine, ha preso parola Maroni. "Umberto per me sei come un fratello, ti ringrazio per quello che hai fatto e fai per la Lega", avrebbe detto l’ex ministro dell’Interno, accusato di essere un "Giuda traditore" dai volantini distribuiti da una decina di manifestanti, che si erano radunati fin dalle 14 davanti alla sede federale del partito per manifestare solidarieta’ a Bossi.
L’intervento di Maroni, in consiglio, pero’ e’ stato applaudito da tutti, anche dalla cosiddetta ala del ’cerchio magico’. In Lega, i dirigenti sono convinti che Bossi fosse tenuto completamente all’oscuro dell’uso spregiudicato dei soldi del partito da parte di Belsito. "E’ evidente che non ne sapeva nulla, aveva il comportamento di chi e’ risentito", raccontano.
Alcuni addirittura riferiscono che il Bossi abbia ammesso che sia stato un errore far entrare il figlio Renzo in politica.
Certo e’ che si e’ aperta una nuova era in Lega, imprevedibile fino alle rivelazioni di questa inchiesta. E che traghettera’ il movimento, dopo 10 anni, verso il congresso per l’elezione del nuovo ’capo’, al posto di Bossi. Anche se nessun altro in Lega sara’ forse mai chiamato ’capo’, come tutti, dall’ultimo militante ai dirigenti, chiamano lui. E non e’ detto che non si ricandidi. Maroni ha gia’ fatto sapere che lo sosterra’, nel caso decidesse di farlo.(AGI) Mi7/Gil .