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Brevetti, Bill Gates : io stavo pensando di brevettare il respiro...

Publie le giovedì 10 giugno 2004 par Open-Publishing

Da Repubblica.

Il Patent Office attribuisce migliaia di invenzioni al gigante Usa
Le piccole aziende temono una politica di strangolamento
Dai clic alle note di lavoro
Microsoft brevetta tutto
L’Ue ha approvato una direttiva che consentirà pratiche simili

ROMA - Bill Gates ha inventato la procedura che permette di avviare un programma
con un clic del mouse. Ne è convinto il Patent Office statunitense, che
ha appena assegnato a Microsoft un brevetto su "un bottone per il lancio
delle applicazioni". E’ uno dei bizzarri effetti della nuova politica di
Microsoft nel campo dei brevetti, che sta mettendo in allarme i concorrenti
del gigante statunitense e i sostenitori dell’open source.

Il brevetto ottenuto dalla società di Redmond non ha effetti diretti sui
sistemi informatici che utilizzano un mouse, valendo soltanto per "apparecchi
con risorse limitate", come i computer palmari. Ma preoccupa il fatto che
il Patent Office conceda licenze su idee e principi, e non su soluzioni
meccaniche, senza peraltro tenere conto della cosiddetta "prior art", cioè
delle tecniche preesistenti. E’ di oggi la notizia che Bill Gates e soci
hanno ottenuto anche la paternità del commento "todo", comunemente inserito
nel codice di un software per indicare le cose ancora da fare.

Microsoft detiene oltre 4 mila brevetti e in questo momento ha un centinaio
di richieste in attesa di approvazione. La società di Bill Gates segue la
strada di molte grandi aziende, che inondano di presunte invenzioni il Patent
Office. L’ufficio brevetti tende ad accettare la maggior parte delle richieste,
pur sapendo che, di fronte a una contestazione, la licenza si rivelerà infondata.

"Circa il 75 per cento delle cause per violazione di brevetto finisce in
una bolla di sapone", spiega Daniel Ravicher, direttore esecutivo della
Public Patent Foundation. "Le grandi aziende hanno ingenti risorse da dedicare
a questi grattacapi, ma le piccole organizzazioni che sviluppano software
open source non hanno i soldi per affrontare Microsoft davanti ai giudici".
Eric Raymond, presidente della Open Source Initiative, è ancora più diretto:
"Vogliono colpirci direttamente. E’ un tentativo di azzoppare la concorrenza".

Il problema rischia di riproporsi in termini simili anche in Europa: il
Consiglio dei ministri dell’Unione ha recentemente approvato una direttiva
che ricalca la normativa statunitense sui brevetti. Secondo i suoi critici,
Microsoft ha avuto un peso significativo sull’approvazione di questo provvedimento:
la società di Redmond detiene grandi interessi in Irlanda, presidente di
turno dell’Unione.