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COSA STA FACENDO MARIO MONTI E COSA DOVREBBE FARE?
par Tony
Publie le sabato 18 febbraio 2012 par Tony - Open-Publishing2 commenti
COSA STA FACENDO MARIO MONTI E COSA DOVREBBE FARE?
Le principali misure adottate da Monti sono l’aumento delle imposte indirette e il tentativo di liberalizzazioni, incluso il mercato del lavoro. Tra le imposte indirette abbiamo visto l’introduzione dell’IMU, l’aumento delle accise e un possibile aumento dell’IVA.
Il risultato di queste misure dovrebbe essere il seguente: riduzione dei salari, riduzione degli introiti dei liberi professionisti e artigiani protetti, riduzione dei consumi e aumento introiti per lo Stato.
Voler ridurre i consumi potrebbe sembrare una pazzia, ma potrebbe non esserlo in situazioni di deficit di bilancia commerciale e deficit di bilancio dello Stato. Le misure di austerità introdotte sono note come aggiustamento deflazionistico (politiche fiscali molto recessive, taglio dei salari) per contrapporsi alla Germania che avrebbe dovuto adottare una politica fiscale espansiva, ma non la fece e tutt’oggi non lo vuol fare.
Perché siamo arrivati a tanto?
Tremonti, in un regime di cambi fissi fece una politica fiscale espansiva (un esempio ne fu la cancellazione dell’ICI per i ricchi). In teoria, una tale politica avrebbe dovuto essere efficace, ma a Tremonti gli sfuggi che la banca centrale non sta in Italia, ma in Europa. La BCE non rispose con un aumento di moneta che dovette essere ricercato tra i privati che chiesero un maggior premio per il rischio paese: il resoconto fu un aumento dei tassi e dell’inflazione, non provocò un afflusso di capitali perché Tremonti si scordò anche la causa primaria della nostra bassa competitività (la giustizia), fece salire il deficit senza stimolare l’economia.
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Queste misure conosciute come politica fiscale per il riordino della bilancia commerciale, giuste in teoria, ma inefficaci in pratica per una serie di motivi che seguono e che i nostri due professori ignorano. In particolare, s’ignorano le elasticità delle esportazioni rispetto al loro prezzo, propensione al consumo delle classi di reddito, efficacia del nostro sistema fiscale e di pagamenti, efficacia del nostro sistema giudiziario e soprattutto la produttività.
A) Elasticità al prezzo della domanda d’importazioni e delle esportazioni italiane.
Fonte:
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/temidi/td10/td776_10/td_776_10/Sintesi_776.pdf
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/temidi/td10/td776_10/td_776_10/en_tema_776.pdf
…]La principale conclusione del lavoro è quindi che in media la specializzazione settoriale e geografica non esporrebbe le esportazioni italiane a una domanda più sensibile al prezzo rispetto alle esportazioni degli altri principali paesi dell’area dell’euro.[…]
Per cui, in media il nostro costo del lavoro non deve essere ridotto con l’introduzione dell’euro, casomai, dovrebbe essere rivisto nei vari settori. La tabella 4 indica esattamente quello che dovremmo fare e come dovremmo riorganizzare la contrattazione collettiva, non tanto per macrosettori, ma per specializzazione settoriale.
Peccato che alla Fornero sfuggano questi elementi proprio in questi giorni quando vuole riorganizzare il mercato del lavoro.
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B) Propensione al consumo e classi di reddito
Fonte:
(*)http://www.bancaditalia.it/statistiche/indcamp/bilfait/boll_stat/suppl_06_12.pdf
Condizione professionale*
Lavoratore dipendente_______reddito ..consumo..prop.
Operaio ___________________25.200…21.285…84,5
Impiegato _________________ 38.601…29.142…75,5
dirigente, direttivo __________ 60.233…42.805…71,1
totale _____________________34.140…26.627…78,0
Lavoratore indipendente
imprenditore,
libero professionista _________61.409…39.692…64,6
altro autonomo _____________39.228…29.120…74,2
totale_____________________48.502…33.540 …69,2
Condizione non professionale
Pensionati_________________27.271…21.228…77,8
altri non occupati ___________13.125…6.743…127,6
totale_____________________26.101…20.857 …79,9
La tabella indica che per ogni 100€ di reddito in più, un soggetto ora disoccupato ne consumerebbe addirittura 127,6 e un operaio 84,5€ contro i 71,1€ di un dirigente. Perciò, diminuendo i salari e le sicurezze sociali non partiranno mai i consumi.
La tabella 5 (**) ci indica che salendo la classe di reddito si modifica percentualmente i consumi come segue: aumentano per abitazione ed energia e altri beni e servizi e diminuiscono per generi alimentari e bevande.
Questo indica che un aumento dei salari andrebbe per le abitazioni e non ridurrebbe i consumi di generi alimentari e bevande in valori assoluti, essendo questi ultimi beni necessari.
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C) Efficacia del nostro sistema fiscale e di pagamenti, efficacia del nostro sistema giudiziario
Fonte:
http://www.confartigianato.it/DocumentiTgConfartigianato/ef_50_spread_Italia_Germania.pdf
Io penso che gli spread esposti dalla Confartigianato parlino da soli e non richiedono commenti o altri approfondimenti.
CONCLUSIONI
Generalizzando la riduzione dei salari attraverso la liberalizzazione del mercato del lavoro non solo non sarà efficace, ma addirittura porterà a un abbassamento della produttività, essendo la propensione al consumo molto maggiore per le fasce di reddito basse e non si otterrà un afflusso dei capitali sperato per compensarla, essendo il nostro sistema fiscale e giudiziario inefficace. Non si otterranno neanche nuove quote di export, essendo il nostro sistema perfettamente in linea con i nostri principali concorrenti. Non diminuirà neanche l’import che addirittura potrebbe salire vista la composizione dei consumi delle classi di reddito medio - basse che sostituirebbe i consumi “made in italy” con beni a basso valore aggiunto d’importazione nel tessile e l’arredamento.
La via maestra risulta essere, dunque, un aumento della produttività e dei consumi, prodotta da una redistribuzione dei redditi mediante una generale efficientizzazione dell’apparato burocratico dello Stato e particolarmente tra i vari micro settori produttivi come fonte primaria di rientro dal deficit di bilancio e della bilancia commerciale.
Misure aggiuntive e ausiliarie possono essere un aumento delle imposte indirette: su beni di lusso e sul patrimonio e la conseguente riduzione dell’IRPEF per aumentare i consumi dei redditi medio - bassi che hanno una propensione al consumo maggiore. Un’altra misura indiretta potrebbe essere l’aumento dell’IVA che con il suo duplice carattere (redistributivo del reddito e miglioramento della bilancia commerciale) finanziando la ricerca e sviluppo e attingendo ancor di più al flusso di capitali.
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Un aumento dei salari e l’efficienza della burocrazia non si presentano soltanto come strumenti ideologici, ma sono doverosi e strettamente necessari per migliorare la bilancia commerciale, creare occupazione e accrescere la produttività. A prima vista, tali conclusioni sembrerebbero paradossali, ma sul punto in questione per una trattazione teorica che fa a pugni con l’impostazione marginalista e neoliberista rinvio a Sraffa e il cosiddetto “ritorno delle tecniche”.
I nostri politici vanno in Europa alla ricerca di una politica monetaria espansiva per dar respiro all’economia cercando di abbindolare la Merkel. La teoria dimostra che una politica monetaria espansiva in un regime di cambi fissi è impossibile e totalmente inefficace. Per renderla praticabile risulta essere strettamente necessaria una unione fiscale degli stati membri. Nel frattempo, le politiche fiscali e di sitema paese non faranno altro che ricondurci ad una depressione senza precedenti.
Se uno studente risponderebbe alle domande sul deficit come rispondono Monti e Tremonti con le loro politiche, non solo sarebbe bocciato in Economia internazionale, ma anche in Macroeconomia.
Alla faccia dei professori!!!
Saluti
Messaggi
1. COSA STA FACENDO MARIO MONTI E COSA DOVREBBE FARE?, 23 febbraio 2012, 18:30
e bravo Tony, hai bocciato Monti e Tremonti.
Tuttavia (scherzosamente) sei rimandato a settembre in italiano:
dopo le congiunzioni se,nonostante....si usa il congiuntivo e il condizionale;l’uso del doppio condizionale è un errore (se uno studente rispondesse....)
hasta siemppre un toscano
1. COSA STA FACENDO MARIO MONTI E COSA DOVREBBE FARE?, 25 febbraio 2012, 11:39, di Tony
Caro compagno,
ti ringrazio e mi scuso con i lettori, ma l’italiano non è la mia lingua madre. Purtroppo, questi errori e altri ancora ne seguiranno.
hasta siempre