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Crimini globali

Publie le mercoledì 23 giugno 2004 par Open-Publishing

Dal 30 giugno embargo USA sui voli a Cuba
Il 30 giugno entreranno in vigore le nuove misure previste
dall’amministrazione di Washington per intensificare l’embargo contro
Cuba. Gravi restrizioni nei viaggi degli immigrati di origine cubana e
divieto totale per i cittadini statunitensi di recarsi a Cuba.
[Dal 30 giugno embargo USA sui voli a Cuba]

Dal prossimo 30 giugno per un cittadino cubano-statunitense diventerà
quasi impossibile tornare nell’isola caraibica. Da quella data, infatti,
entreranno in vigore alcune delle misure stabilite dall’amministrazione
Usa nel nuovo pacchetto di decisioni prese da Washington lo scorso 6
maggio per appesantire il blocco economico ai danni di Cuba.

La misura che maggiormente colpirà i cubani emigrati negli Usa, ma anche
i loro parenti rimasti nei Carabi, riguarda le restrizioni sui viaggi.
Dal prossimo 30 giugno, infatti, i cubano-statunitensi potranno tornare
a Cuba solo una volta ogni tre anni e non più una l’anno, come è sempre
accaduto fino a oggi, e la loro permanenza non potrà protrarsi per più
di 14 giorni.

Andrà ancora peggio ai cittadini Usa privi di discendenza cubana i
quali, nonostante la costituzione americana affermi il contrario in
materia di libertà di spostamento, non potranno recarsi per nessuna
ragione in territorio cubano, a meno che non siano giornalisti o
parlamentari autorizzati.

Chiunque torni da Cuba non potrà portare con sé merce acquistata nel
Paese caraibico (in passato il valore massimo dei beni importabili negli
Usa era fissato a 100 dollari); inoltre, i viaggiatori non potranno
portare con sé più di 300 dollari per la loro intera permanenza (il 10
per cento di quanto permesso fino a oggi) e non potranno spendere più di
50 dollari al giorno.

Misure molto restrittive, dunque, sino al peso delle valigie (massimo
27,5 chilogrammi complessivi di bagagli). La decisione del governo Bush,
accolta con favore da una parte della ’dissidenza’ cubana in Florida,
mira a colpire il più possibile l’economia del Paese caraibico, già
agonizzante, con lo scopo di farne cadere il governo, ed è stata
fortemente criticata soprattutto dalle agenzie di viaggi statunitensi,
che temono forti contraccolpi per i loro affari.

Fonte: Agenzia Misna