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DELINQUENTI COMUNI I RAPITORI DEGLI OSTAGGI ITALIANI
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"I cinque arrestati dopo la liberazione di Stefio, Agliana
e Cupertino non hanno nessun legame con gruppi terroristi"
Portavoce Usa: "Criminali comuni
i carcerieri degli ostaggi italiani"
Agliana, Cupertino, Stefio
oggi in pellegrinaggio
al santuario di padre Pio
BAGDAD - I cinque uomini arrestati a Bagdad per il rapimento dei tre italiani, Maurizio Agliana, Umberto Cupertino e Salvatore Stefio non sarebbero legati a gruppi terroristici ma criminali comuni. A rivelarlo è un portavoce della coalizione internazionale nella capitale irachena. "Al momento sembra che abbiano un passato criminale e nessun legame con il terrorismo", ha detto l’ufficiale, che ha poi precisato che i cinque sono ancora in stato di detenzione.
Il portavoce ha poi rivelato alcuni particolari sul blitz che ha portato alla liberazione. Quando i tre italiani sono stati individuati, due settimane fa, erano appena stati trasferiti nell’ultimo nascondiglio da un altro covo. Non è chiaro tuttavia se il passaggio da una prigione all’altra significhi anche il passaggio degli ostaggi da un gruppo di rapitori a un altro, come ipotizzato da alcuni.
Le autorità della coalizione non hanno ancora rivelato la nazionalità dei cinque arrestati. Quattro di loro vennero catturati l’8 giugno, al momento del blitz che portò in salvo i tre italiani e un imprenditore polacco. L’ultimo arresto è stato fatto sabato scorso in un raid a Mahmudiya, 40 chilometri a sud di Bagdad, nella stessa area dove sono stati liberati gli ostaggi.
Quest’ultima operazione sarebbe stata condotta su indicazione dei servizi segreti della coalizione, in una zona nota per essere frequentata da delinquenti comuni, dove si sconsiglia agli stranieri di addentrarsi.
(23 giugno 2004)
DA REPUBBLICA ON-LINE