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E ora, il cambiamento!

Publie le domenica 20 giugno 2004 par Open-Publishing

Il cambiamento in Italia emerge innanzitutto dal territorio, dalla capacità realizzata di trovare alleanze a geometrie variabili, ma forti sul terreno delle proposte.

Se in termini di percentuali le elezioni europee possono essere presentate come un sostanziale pareggio tra l’area governativa e quella dell’opposizione, estremamente duro è stato il colpo subito da Forza Italia, un risultato che modifica la situazione in profondità.

L’iper-liberismo, la de-regulation, la mano libera ai potentati e ai poteri forti (a cominciare da quello personale) sono stati sonoramente, opportunamente e inevitabilmente bocciati.

Le elezioni amministrative hanno comunque spezzato decisamente l’equilibrio, scompaginando le carte sul tavolo e costituendo in ogni caso, un messaggio forte per altre elezioni…

Il risultato, assieme, della “Lista unitaria” e dell’area che sta oltre tale lista sono una chiara promessa di cambiamento.

Ciò però implica una decisa riorganizzazione dello schieramento che va dal centro al PRC.

Ma al di là di una logica burocratico-funzionale, occorre un programma con una scrittura a più mani, comprese quelle del “sociale”.

E la stessa scelta delle risorse umane da impegnare nella realizzazione di quanto individuato e condiviso, va messa in stretta connessione con il progetto e va radicata nel confronto con i cittadini e le cittadine, in una pratica appunto di “cittadinanza attiva”: il tutto nella direzione del rinnovamento del welfare, rafforzandolo; perché i diritti siano esigibili, per dare alla pace la caratura di un progetto politico e ideale.

Sul piano continentale, la cittadinanza attiva, le forze sociali sono chiamate a una grande azione per il cambiamento dell’UE e, anzi, per salvare l’UE stessa da liberisti, euroscettici e nazionalisti che stanno facendo blocco.

I conservatori illuminati sono in forte difficoltà, i progressisti non concordano sulle strategie: per l’UE è un momento difficile, mentre cresce una profonda disaffezione, a cominciare proprio dai nuovi paesi membri.

Occorre una campagna e un forte impegno per l’Europa sociale, della pace e dei diritti, ripartendo dal Social Forum di Firenze che, in questo cammino resta la stella polare.

Ci sono forze da scoprire e da mettere insieme.

I venti del cambiamento ci sono, sul piano nazionale e internazionale: alzare le vele è una buona scelta.

Comitato Provinciale Arci

Varese, 18. 06.2004