Home > ELEZIONI. COSA C’E’ STATO, COSA E’ MANCATO
Editoriale di Radio Città Aperta
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Le elezioni come al solito rivelano cambiamenti al di sotto delle
aspettative con cui ci si è arrivati. I dati generali confermano tre
indicazioni importanti: Forza Italia, il partito di Berlusconi subisce un
tracollo rispetto all’ultima volta che si è votato; La lista unica, messasi
sulle ruote di un Triciclo, non cresce, anzi, raccoglie consensi inferiori
alle sue necessità ed ai suoi presupposti. Le liste della sinistra
raccolgono complessivamente il 13% dei voti, di cui quasi la metà raccolti
da Rifondazione Comunista, con una crescita di consensi anche per i
Comunisti Italiani e i Verdi e l’entrata in scena della Lista Di
Pietro-Occhetto.
A destra il travaso dei voti penalizza Forza Italia ma premia Alleanza
Nazionale e soprattutto i centristi dell’UDC, il che significa che dentro la
coalizione di governo si assisterà a qualcosa di più di un rimpasto.
Al dato europeo va affiancato quello locale con cui il centro-sinistra
riconquista le amministrazioni di città significative come Bologna e Bari o
di regioni come la Sardegna.
Dunque le elezioni europee hanno visto alcuni cambiamenti ma non il
terremoto politico e la disfatta del governo che ci si sarebbe aspettati e
di cui c’era bisogno.
L’Italia si conferma un paese dalle trasformazioni lente e con le pile
scariche. La battuta d’arresto per Berlusconi c’è ma non è così profonda da
mettere in crisi il governo. Questo esecutivo ce lo dovremo portare sulle
spalle fino al 2006, ma se l’Ulivo triciclato non capisce che la sinistra è
decisiva per sconfiggere Berlusconi, c’è il rischio concreto e ormai
visibile a tutti che le ipotesi moderate non bastino. oppure, il che sarebbe
peggio, potrebbero convergere da destra e da sinistra dentro una nuova
ipotesi centrista fondato su una sorta di bipolarismo permanente.