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Elezioni europee. Vincono l’astensionismo e il voto di protesta. Maggioranza nelle mani del Ppe

Publie le lunedì 14 giugno 2004 par Open-Publishing

Sono stati l’astensionismo e il voto di protesta nei confronti dei governi in carica i primcipali protagonisti di queste elzioni per il rinnovo del Parlamento europeo: in Polonia e Slovacchia l’affluenza non ha raggiunto il 30% mentre in tutta l’Unione sfiora appena il 50. Gli elettori hanno per la maggior parte penalizzato i partiti al governo. Uniche eccezioni, Lussemburgo, Spagna e Grecia ma va considerato che ad Atene e Madrid gli esecutivi sono in carica solo da poche settimane.
Ancora, in molti paesi, si sono affermate le formazioni anti europee: nella Repubblica Ceca, i primi due partiti sono entrambi euroscettici e, insieme, raggiungono il 50%; in Polonia sono la seconda e terza forza, e hanno raccolto il 30% dei consensi.

Le ultime proiezioini
Secondo le ultime proiezioni, i seggi dell’Assemblea dovrebbero essere così distrubuiti: Il Ppe ne avrebbe conquistati 274; nel 1999 ne aveva 233, nel maggio scorso, invece,294.
Il Pse ottiene199 seggi ed è dunque in crescita rispetto ai 180 nel 1999, ma cala parecchio in confronto ai 232 di maggio.
Statbili i liberali dell’Eldr, con i loro 67 seggi, ne avevano 59 nel ’99, e sempre 67 nel maggio scorso.
I Verdi hanno ottenuto 42 seggi e confermano il calo rispetto ai 48 del 1999 e ai 47 dell’Assemblea di maggio. Perde anche il gruppo della Sinistra unitaria europea (Gue), che dai 42 seggi del 1999 (e 55 del maggio scorso), si attesta oggi sui 36.

A destra, il gruppo moderato Uen (Unione Europa delle Nazioni) resta piuttosto stabile con i suoi 28 seggi, rispetto ai 30 del 1999, rimasti invariati a maggio.
Lo stesso vale per il gruppo Edd (Europa delle democrazie e delle differenze - euroscettici, 18 seggi) che aveva 16 deputati nel 1999 e 17 nel maggio scorso; al suo interno si prevede che confluisca il partito anti Ue britannico dell’Ukip.

http://www.rai.it/news/articolornews24/0,9219,4051937,00.html