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Elezioni in Gran Bretagna : dai primi dati una clamorosa sconfitta per il partito laburista
Publie le venerdì 11 giugno 2004 par Open-Publishing1 commento
Dai primi dati una clamorosa sconfitta per il partito premier
Le proiezioni della Bbc: "Labour superato da Tory e Liberal"
Elezioni in Gran Bretagna
Tonfo per i laburisti di Tony Blair
Oggi l’esito del voto locale, domenica lo spoglio per le Europee
Tony Blair
LONDRA - Ci aspettavamo "una notte difficile", dice il ministro della sanità John Reid alla Bbc. Ma per i laburisti inglesi e il loro leader Tony Blair la parola più appropriata - se saranno confermate anche le proiezioni sui dati complessivi - sembra essere un’altra: una notte "disastrosa".
I primi risultati del voto in Inghilterra e Galles, quelli per il rinnovo di 166 circoscrizioni per un totale di 6.000 seggi, indicano infatti una bruciante sconfitta per il partito al governo di Londra. Che oltre a cedere il passo in molte realtà locali sarebbe adesso - le previsioni sono della Bbc - addirittura il terzo partito, dopo conservatori e liberali.
Le schede scrutinate, intanto, dicono che in 80 circoscrizioni il Labour Party ha perso 209 seggi di consiglieri a vantaggio degli altri due partiti, i Tory (che ne hanno guadagnati 103) e i liberal-democratici (+ 81 seggi). I laburisti hanno perso alcuni tradizionali roccaforti metropolitane, per esempio, Trafford, e così potrebbe andare anche in altre città come Birmingham, Newcastle e Sheffield.
Ma il dato più clamoroso, come detto, arriva dalle proiezioni su scala nazionale della Bbc, secondo le quali adesso la formazione di Blair arretra al 26%, ben 12 punti dietro i Conservatori ma anche dietro i Liberali. I voti presi in esame in queste proiezioni si basano su 400.000 voti scrutinati, e indicano che i conservatori avrebbero ottenuto il 38% dei voti, i liberal-democratici il 30% e i laburisti, appunto, il 26%.
Il Labour non scende al terzo posto da decenni. E ora, per capire le reali dimensioni della sconfitta, c’è solo da attendere la fine dello scrutinio per i consigli e per il sindaco di Londra (entro oggi) e lo spoglio delle schede per le elezioni Europee, che inizierà domenica.
In quel momento, quando i dati sarano completi ed omogenei, sarà più facile interpretare il voto. Ma già questa mattina i principali quotidiani del Regno Unito forniscono la loro chiave di lettura: i laburisti sono stati puniti per la scelta del conflitto in Iraq. Ma per il ministro della cultura Tessa Jowell, "l’Iraq è stata certamente un fattore, ma non l’unico. C’è stato anche molto voto di protesta".
Messaggi
1. > Elezioni in Gran Bretagna : dai primi dati una clamorosa sconfitta per il partito laburista, 11 giugno 2004, 14:51
cari compagni e compagne
vi mando questa lettera che riguarda le elezioni in Gran Bretagna che ho mandato anche a Liberazione e al Manifesto
Sono italiana, vivo a Manchester e non ho votato per Respect.
Sono iscritta a Rifondazione e sono impegnata in questo paese nel movimento contro la guerra, ho fatto parte di Stop the War e ora lavoro nel Manchester Social Forum e nella rete di orizzontali che sta cercando di democratizzare il processo per costruire il Forum Sociale Europeo che si terrà a Londra nell’ottobre 2004.
Ho letto l’articolo di Orsola Casagrande del 9 giugno e l’appello della sezione di Rifondazione di Londra a votare per Respect e sento il bisogno di fare questa dichiarazione che spero vorrete pubblicare.
Respect non era nella lista della mia circoscrizione per le elezioni locali e ho optato per il voto per le liste italiane per le europee cosí almeno potrò votare per Rifondazione.
Non avrei comunque votato per Respect per molti motivi.
Il piú importante riguarda le posizioni espresse da George Galloway che è il leader di questa coalizione.
Eletto al Parlamento nel 1987 si è costantemente opposto all’aborto. Si è schierato contro l’uso di embrioni umani per gli esperimenti e contro l’eutanasia. Nel 1990 ha votato contro la possibilità di scegliere di abortire sulla base di una dichiarazipone medica che provasse che la gravidanza non aveva superato le 12 settimane. Ha anche votato contro l’aborto terapeutico e ha sostenuto pubblicamente la pena di morte. Quando recentemente gli è stato chiesto cosa pensasse del diritto delle donne a scegliere ha risposto " E cosa diciamo del diritto del bambino a scegliere?"
La sua dichiarazione è stata immediatamente sostenuta dal MAB, l’associazione
musulmana che fa parte della coalizione e mai messa in discussione o apertamente criticata dal Socialist Workers Party(SWP) che è il partito fondante di questa coalizione.
Se le donne sono le più deluse dalle posizioni di Tony Blair e del suo partito come possono non esserlo quando il leader della coalizione che dovrebbe rappresentare l’alternativa mette in discussione il basilare diritto alla loro autodeterminazione?
L’altro motivo è che sono fortemente convinta che in questo paese sia stato
fatto un errore politico enorme e la responsabilità va attribuita proprio
all’SWP. La coalizione che si è formata è in sostanza una falsa coalizione.
Ne fanno parte SWP e MAB sostenuti da altri piccoli gruppi e partiti che
comunque hanno visto tutte le loro proposte rifiutate al momento del lancio
della coalizione stessa. E’ la traduzione in termini elettorali di quello
che avrebbe potuto essere lo spazio di coordinamento e di incontro di un
grande movimento contro la guerra (Stop The War Coalition) e che invece è
stato burocratizzato, ingabbiato in una struttura funzionale al controllo
politico esercitato dall’ SWP.
Il cartello di Stop The War e i suoi massimi rappresentanti si sono
presentati alle elezioni senza aver fatto nessuno sforzo per costruire
un’alternativa con le altre forze e soprattuto con i movimenti. Le modalità
della loro politica hanno allontanato invece che avvicinare.
La Socialist Alliance (il cartello elettorale precedentemente esistente e la
cui esperienza poteva essere la base per continuare il percorso) è stata
semplicemente esclusa da ogni decisione e il dibattito e le critiche interne
soppresse con metodi stalinisti.
Ripenso alle parole di Berinotti nell’intervista con Parlato :"Prima viene
la pratica, che però deve interrogare la teoria, ma è dalla pratica che si
parte: lo zapatismo, i movimenti, il femminismo ci hanno insegnato qualcosa.
Innanzitutto c’è la nostra collocazione nel movimento, questa scelta che
abbiamo fatto, a partire da Genova, è diventata centrale nella discussione
dei partiti comunisti europei. La premessa è l’abbandono della concezione
del partito come avanguardia."
Ecco qui siamo molto lontani da queste parole e da queste pratiche.
Mariangela Casalucci
Manchester