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Esibizione dei Matrioska : colpo musicale alla festa del Ciacci
Publie le mercoledì 23 giugno 2004 par Open-PublishingI genitori lo lasciano solo in casa e lui invita a suonare gli idoli di migliaia di giovani
Esibizione dei Matrioska sull’uscio di casa fra vino e fumi, in un clima da sagra con cori da barino
CAPANNORI. Gragnano, via Pezzini, a casa di Ciacci, ore 1. Una baldoria così gli invitati alla festa ed i vicini di casa non l’avrebbero mai immaginata. Se l’avessero studiata a tavolino, probabilmente, non sarebbe riuscita così bene. Eppure Alessio Ciacci, giovane lucchese nel pieno delle sue facoltà mentali, nonostante i genitori gli avessero impedito di non uscire di casa, ha creato l’evento. Il suo gusto per il divertimento, le opportune conoscenze ed un po’ di culo, che ci vuole sempre, hanno reso la sua festa unica ed indimenticabile proprio quando sembrava essere trascorso l’ultimo sussulto.
L’esibizione dei Matrioska è il trionfo della musica ska, perché in un clima più da sagra paesana che da concerto, il gruppo milanese fa centro: attira tutta l’attenzione su di sé e suona, suona per oltre un’ora. Musica epocale, interrotta solo dagli applausi e dalle grida dei fan più sfegatati.
UNA CODA DI AUTO. All’1 di notte via Pezzini è piena di auto parcheggiate. Le vetture si trovano sia ai lati della strada che in un piazzale vicino all’abitazione. Non c’è nessun cartello ad indicarla, ma nessuno avrebbe potuto sbagliarsi sul posto dove si trovava la festa. Nel piccolo porticato della casa in cui Alessio vive assieme ai genitori, ci sono una quarantina di persone. Presenti molti fedelissimi amici, come Roberto e Daniele, alcuni rappresentati di Mani Tese come Luca, ma anche persone che non hanno la più pallida idea di chi sia il Ciacci, come Anita, suo fratello e lo stesso Zenigata.
LA FESTA. La gente si trova in tutte le stanze. Fuori, nel giardino, molti stanno seduti sul muretto a chiacchierare. Qualcuno si azzarda anche a giocare con le fiaccole nel campo. Sui tavoli si notano i resti di viveri di ogni genere: riso, frittata, dolci, noci ed un sacco di alcolici. C’è già chi accenna ad uno sbadiglio, segno che il vino ha completato il proprio percorso nel suo corpo.
Un paio di persone hanno l’idea per ravvivare la serata: preparare la pizza. Così chi ha ancora appetito si improvvisa pizzaiolo. Risate per la pasta troppo cruda, per la pizza cotta direttamente sulla brace o per i capperi finiti sul vestito. Ben presto anche questa novità perde l’interesse iniziale. Arrivano 4 ragazze: Manuela, Elisa, Ambra e Beatrice. Almeno gli uomini hanno qualcosa da guardare ma qualcuno, con le borse sotto gli occhi, fa già i cenni di saluto per congedarsi dalla festa.
I MATRIOSKA. Quando nessuno se l’aspetta spuntano dei fari dalla vigna. Tutti rivolgono lo sguardo verso il campo: è un furgoncino scuro. «Cavolo, è arrivata la pula, nascondiamo il fumo, presto!» - pensano alcuni. Invece spuntano David, Alessandro, Christian, Tiziano e poi Legno. «Buona sera a tutti. Sono arrivati i Matrioska, stanno per suonare». – esordisce il leader delle Formiche nell’Orto stupendo tutti.
Arrivano. Sistemano gli strumenti: chitarra, tromba, trombetta, batteria, basso. Sembra esserci tutto. No, manca il microfono. «Smilzo, non è che per caso hai un microfono a portata di mano?» - domanda Legno. «Certo, me lo porto sempre nel taschino della camicia» - risponde il cantante. Niente da fare, si farà senza.
Il Ciacci, preso dalla foga, entra di corsa in casa. Va a farsi un raspone per l’eccitazione? Si vuole fare bello per fare colpo su Rocco? No, va a prendere un bottiglione di vino per il gruppo.
«Evviva!» - commenta il cantante dei Matrioska seduto su un ceppo, con tutto l’ambaradan ed i compagni sulla soglia della casa di Alessio, in una scena fra il paradossale ed il serio. I cinquanta della festa reagiscono applaudendo come avessero assistito al bar ad un goal dell’Italia.
Camicia grigio chiaro, jeans scuri, scarpe da ginnastica e capelli lunghi alla rinfusa, Rocco appare ciucco ed esaltato, a proprio agio in una situazione intima. Vorrebbe spiegare perché il concerto in Cortile degli Svizzeri non è andato come avrebbe voluto, del mancato calore del pubblico lucchese ma il vino che ha dentro il corpo gli suggerisce di dare il via alla musica.
CLIMA DA SAGRA PAESANA. Parte “La domenica mattina” hit che questo inverno ha riscosso successo anche al Kinda. Applausi, flash dei fotografi Zenigata e Tazzino, gente che si stringe attorno ai Matrioska ed inizia a saltare e cantare. Tre minuti e poi un’altra canzone: “Stralunatica”. Continuano per oltre un’ora a suonare vecchi successi, una novità del prossimo album e poi si dilettano in alcune cover. Il calore della gente attorno a loro dà ai Matrioska l’energia per continuare. Solo la voce incazzata del vicino, dall’altra parte del telefono, interrompe intorno alle 3.15 l’esibizione dei Matrioska.
Arrivano gli ultimi applausi per un concerto che ha lasciato stupiti tutti per la bravura del gruppo milanese. Che ne pensa il Ciacci? «Sono tanto, tanto soddisfatto». Ancora un po’ di baldoria in casa, con Rocco fradicio di alcool che tenta un estremo baccagliamento, poi il sonno prende gli ultimi rimasti prima che si dirigano nei loro letti.
Nota: questo resoconto è volutamente sulla falsariga di un articolo apparso qualche giorno fa su un quotidiano lucchese.