Home > FRANCIA: Il politico che nega l’Omocausto
Un parlamentare della destra francese ha dichiarato che i nazisti non hanno mai deportato i gay del suo paese
La campagna elettorale francese si incendia sulle tematiche omosessuali. Un parlamentare del partito di centrodestra UMP, il cui leader è il presidente Nicolas Sarkozy, ha attaccato i gay, definendo inventata la persecuzione nazista degli omosessuali francesi. Il politico dell’Ump è stato accolto con un’ondata di indignazione che ha provocato la sua espulsione, che ha messo in grave imbarazzo lo stesso Eliseo. Nella strategia di Sarkozy per acchiappare i voti lepenisti l’ostilità verso i diritti LGBT è voluta, ma non bisogna esagerare.
QUELLO CHE BATTE GIOVANARDI - Christian Vanneste è un notorio esponente dell’anima più conservatrice del centrodestra francese. Vanneste è stato intervistato sulle tematiche riguardanti gli omosessuali – tema sul quale si era già distinto in passato – dopo la svolta conservatrice annunciata da Sarkozy per recuperare un po’ di consensi. Nel video che potete vedere qui sotto, il parlamentare dell’Ump ha dato il peggio di sè, arrivando a negare la persecuzione nazista degli omosessuali.
C’è la famosa leggenda della deportazione degli omosessuali”. Aggiungendo poi che “Himmler aveva chiaramente un conto aperto con gli omosessuali. In Germania c’è stata una repressione e la deportazione che ha portato a circa 30.000 deportati, ma non è stato così altrove. In Francia non c’è stata deportazione di omosessuali.
VIA DAL PARTITO - Le dichiarazioni di Vanneste contro i gay hanno scandalizzato l’intero panorama politico francese. Il candidato socialista all’Eliseo François Hollande è stato il primo a definire disgustose le affermazioni del compagno di partito di Sarkozy. Lo stesso presidente, dopo che il caso è montato, si è dichiarato contrariato per quanto affermato da Vanneste, invitando tutti a non dichiarare simili commenti, a destra come a sinistra. L’Ump ha annunciato l’espulsione del deputato così come la sua non candidatura, una decisione richiesta in prima istanza dall’attuale primo ministro, e braccio destro di Sarkozy, François Fillon.