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[Fano] SCEC: La solidarietà in cammino
par Nando
Publie le martedì 7 febbraio 2012 par Nando - Open-Publishing2 commenti
18 febbraio 2012 alle ore 15,00
Casa Archilei, Via Ugo Bassi 6, Fano
SCEC: La solidarietà in cammino
Incontro laboratoriale sullo Scec, il buono che affianca la moneta
* ore 15,00 - relazione introduttiva di Lisa Bortolotti (Arcipelago SCEC Emilia Romagna)
* ore 16,30 - gruppi di lavoro sullo Scec e relazioni con comunità, banca del tempo, produttori, etica e criticità del progetto
* ore 18,30 - assemblea finale
* ore 19,30 - cena condivisa (prepariamo i nostri cibi preferiti e limitiamo i rifiuti portando posate e stoviglie da casa)
Organizza:
Gruppo di Acquisto Solidale di Fano
in collaborazione con:
REES Marche
Emporio ae Fano
Galleria ae Urbino
Verderame Pesaro
Gruppi di Acquisto Solidale di Catria e Nerone, Fossombrone, Pesaro, Urbania, Urbino
Fano in transizione
Urbania in transizione
Alternativa Libertaria
Link esterno: http://www.fdca.it
Messaggi
1. [Fano] SCEC: La solidarietà in cammino, 7 febbraio 2012, 10:40, di Mirko
Quello degli scec mi sembra un palliativo anche poco realistico dato che si basa su percentuali di sconto fissi. In pratica servono a poco per comprare il pane, servono a molto per comprare il cellulare. L’unico dato positivo potrebbe essere quello della solidarietà che si viene a creare tra venditori e acquirenti ma anche qui poi ci sarebbero delle critiche.
1. [Fano] SCEC: La solidarietà in cammino, 8 febbraio 2012, 11:19, di lia
Ciao. In realtà, almeno qui da noi, dovrebbe funzionare esattamente al contrario. Infatti il percorso in piedi mira ad inserire lo scec all’interno di un circuito di economia solidale (gas ma non solo) già esistente, unendolo a pratiche solidaristiche tipo banche delle competenze. nei nostri gas il prezzo di base è già frutto, di solito, di una alleanza tra (piccoli) produttori e consumatori, e lo scec è uno strumento che potrebbe permettere di abbassare (non di una percentuale fissa, ma decisa dal singolo produttore) il costo complessivo del paniere di prodotti essenziali che ciascuno compra, rendendolo ancora più sostenibile, senza per questo penalizzare il produttore. Nesuna visione salvifica, per carità, nessuna tentazione di abbattere con questo il capitalismo finanziario tornando all’economia a misura di borgo, solo uno strumento che potrebbe aiutarci a rafforzare e allargare un tessuto di consumo critico già esistente. ma ovviamente il discorso è aperto....