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Frattini a capofitto nel vespaio iracheno: «Addestreremo le loro truppe in Italia»
Publie le sabato 26 giugno 2004 par Open-Publishingdi red.
La questione di un possibile coinvolgimento della Nato in Iraq sarà un tema centrale al vertice dell’organizzazione in Turchia, a Istanbul, di lunedì e martedì prossimi. E l’Italia, guidata del più bel governo che sia (a detta del premier) sgomita essere la prima della classe. Alla ricerca di 15 minuti di notorietà mondiale, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha dato già la disponibilità a addestrare le forze irachene. Frattini, nel timore di arrivare tardi a scodinzolare dietro a Bush, ha telefonato al collega iracheno Hoshyar Zebari in risposta alla richiesta del nuovo governo provvisorio di Baghdad di fornire attrezzature, equipaggiamenti e formazione professionale per le proprie forze. Ma il ministro ha voluto strafare: Frattini ha sottolineato infatti che l’addestramento potrebbe svolgersi in Italia, oltre che nel paese mediorientale.
La richiesta di Alawi era stata formulata al segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer e non ai singoli Paesi dell’Alleanza atlantica. Ma il ministro Frattini ha voluto anticipare la disponibilità italiana.
Per quanto riguarda l’invio di altre truppe, che Berlusconi aveva assicurato a George W. Bush nella sua visita in Italia il 4 giugno (per essere poi smentito alcuni giorni dopo da Frattini), è lo stesso presidente degli Usa a dirsi poco fiducioso. «Non penso che possiamo avere più soldati dai paesi Nato. La maggior parte di essi hanno già mandato soldati ai limiti delle loro possibilità. I paesi Nato che non li hanno mandati non sono interessati», ha dichiarato Bush.
Bush arriverà domani sera ad Ankara per una visita bilaterale di due giorni, nel corso della quale incontrerà il presidente turco Ahmed Necdet Sezer ed il premier Tayyip Erdogan. Domenica pomeriggio si sposterà ad Istanbul per il vertice della Nato, che comprenderà anche una riunione del Consiglio per la Partnership euroatlantica e della commissione Nato-Ucraina.
Intanto, il vice-segretario alla difesa americano Paul Wolfowitz, uno degli ideologi dell’attacco all’Iraq, farà rapporto, con alti ufficiali dello Stato Maggiore del Pentagono, alla commissione difesa del Senato.
Giovedì, il generale George Casey, nuovo comandante del contingente americano in Iraq - che starebbe per ricevere un rinforzo di 15mila uomini secondo la Cnn (altre fonti parlavano giovedì di 25mila soldati) - ha ammesso le difficoltà della transizione, perché l’insurrezione è molto più forte del previsto e la strada verso le elezioni di gennaio s’annuncia accidentata.
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