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G8, botta e risposta in aula per il giallo delle molotov
Publie le mercoledì 9 giugno 2004 par Open-PublishingIl vice questore di Napoli : «Non feci verbale»
Genova. «Trovai le due bottiglie molotov in una siepe di corso Italia. Non
feci verbale di sequestro e le consegnai al dirigente generale Valerio
Donnini, a sua volta non tenuto a redigere il verbale in quanto non
ufficiale di polizia giudiziaria». Con questa dichiarazione Pasquale
Guaglione, vice questore di Napoli, ha confermato quanto aveva già
sostenuto nell’interrogatorio cui venne sottoposto durante l’inchiesta
sulle devastazioni e i saccheggi per il G8 genovese. Ha ribadito come
avvenne il ritrovamento delle famose molotov, che poi furono trasportate
all’interno della scuola Diaz, durante l’udienza che si è svolta ieri
mattina a palazzo di giustizia, a carico di 25 imputati.
Proprio a seguito
di questo ritrovamento e spostamento delle bottiglie incendiarie alti
dirigenti e funzionari di polizia sono indagati di falso e calunnia.
Un altro teste, il commissario Roberto Salvo, ha poi ricostruito l’assalto
al carcere di Marassi da parte di un centinaio di manifestanti e,
incalzato dalle domande dei difensori, ha spiegato che «i mezzi della
polizia si sono allontanati perché non arrivavano i gruppi di rinforzo».
Massimo Gori della squadra mobile di Genova ha raccontato poi la
perquisizione fatta dalla polizia nel pomeriggio del 21 luglio
all’istituto Paul Klee, usato in quei giorni come dormitorio dai no
global, culminata nell’arresto di 23 manifestanti.
Tra questi era presente
Carlo Cuccomarino, di Reggio Calabria, uno dei 25 imputati: venne
arrestato perché ritenuto coinvolto nei disordini del mattino. L’udienza,
durata dalle 9 alle 15,30, si è articolata in vivaci botta e risposta tra
accusa e difesa. I difensori presenti erano Laura Tartarini, Emanuele
Tambuscio, Fabio Taddei e Riccardo Di Rella del Foro di Genova, Mirko
Mazzali ed Ezio Menzione del Foro di Milano e Roberto Lamma del Foro della
Spezia.