Home > GC nazionale: Michele De Palma sulle elezioni e quinto seggio
GC nazionale: Michele De Palma sulle elezioni e quinto seggio
Publie le lunedì 28 giugno 2004 par Open-Publishingda http://www.giovanicomunisti.it/modules.php?name=News&file=article&sid=906
Lo straordinario risultato di Rifondazione comunista nelle elezioni europee ed ammnistrative ci conferma che il percorso che abbiamo intrapreso da qualche anno è quello giusto. Siamo stati parte e protagonisti di un movimento che sta cambiando e rompendo definitivamente ogni separatezza tra politico e sociale.
La contaminazione sta cambiando il codice genetico di tutti soggetti che hanno deciso praticare lo spazio aperto del movimento e di abbandonare la sicurezza delle identità, delle comunità di provenienza. Il successo elettorale è solo in parte risultato dello sforzo delle nostre compagne e dei nostri compagni.
Da Terlizzi a Roma ho visto centinania e centinaia di donne e uomini diventati, anche senza tessera, compagne e compagni di una impresa che qualche tempo fa ci sembrava irragiungibile. Il consenso che abbiamo maturato sia nella consultazione per le europee sia nelle amministrative ci consegna una forte richiesta, accelerare il processo costituente della sinistra d’alternativa.
Questo processo costituente non può avere nulla a che fare con la somma di partiti o di soggetti organizzati, ma deve essere la continuazione di un processo rifondativo della politica, il cui programma politico risulta dal “general intellect” che si è andato costituendo in tutte le dinamiche di conflitto che abbiamo attraversato.
Dobbiamo continuare a camminare domandando a ciascuno delle donne e degli uomini che in modo moltitudiario nella opposizione alla guerra, popolare nelle mobilitazioni del sud e di classe nelle lotte per il lavoro e il reddito costituiscono la nuova umanità, la nostra. 1.971.700 voti, 6,1%, non sono solo schede elettorali nell’urna ma lettere che sono state scritte per chiederci di aprire uno spazio pubblico in Italia ma soprattutto in Europa con la nascita della Sinistra europea.
In questo processo costituente non può essere determinante la scelta di chi sarà il quinto eletto, anche se questa in questi giorni ha prodotto un dibattito che assume un valore definitivo. Penso che un valore definitivo non può assumerlo per le nostre compagne e i nostri compagni del sud, con cui abbiamo condiviso e condividiamo da anni il tentativo di far ritornare a vivere la speranza di una alternativa contro il ricatto continuo dell’assenza di lavoro, contro lo sfruttamento e il dominio della criminalità organizzata.
Come un valore definitivo non può assumerlo per tutte le compagne e i compagni con cui abbiamo condiviso il percorso della disobbedienza civile prima e sociale poi. La scelta che la segreteria del nostro partito dovrà assumere è una scelta difficile e difficile è anche per noi prendere parte a questo dibattito per come si è determinato. A Genova nelle giornate del luglio 2001 abbiamo visto presentarsi una nuova generazione politica.
Lo spazio pubblico del movimento ha fortemente contribuito a ridurre quella profonda crisi della politica che per molti anni aveva determinato la fine della partecipazione e il trionfo della cultura della delega. Il movimento ha riportato milioni di persone nelle piazze e con loro, ha ricostruito il senso della politica come partecipazione, come strumento di trasformazione della realtà. L’altro mondo possibile è diventato l’orizzonte concreto di questo risveglio.
Ma nello stesso tempo, tutto questo non ha sanato la frattura tra la disponibilità a mettersi in gioco direttamente, cioè alla politica praticata, e il nodo della rappresentanza. Oggi, la questione dell’elezione di Nunzio al Parlamento eurpeo, per come si è determinata e per tutto quello che attorno a questa si è prodotto, rischia di aumentare quella frattura.
Per quanto noi non riusciamo ad accettare l’idea che proprio un percorso innovativo possa risultare compromesso dalla strettoia che stiamo attraversando, riteniamo un grave errore rischiare di ingenerare in una parte consistente di questa nuova generazione politica la vecchia e nefasta idea che la politica con la “P” maiuscola alla fine ti usa e poi ti abbandona.
Non questo il caso del nostro partito, ma è questo il messaggio, per quanto sbagliato, che rischia di essere compreso. Per il nostro partito e per il progetto politico che ne ha fatto qualcosa di diverso soprattuto a partire dall’orizzonte della sinistra d’alternativa, l’obiettivo di ridurre quella frattura rappresenta un prevalente strategico.
Michele De Palma Coordinatore nazionale GC