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I neofascisti europei riuniti a Roma Manifesti a Prati: "Ritorna il futuro"
par Roma
Publie le lunedì 27 febbraio 2012 par Roma - Open-PublishingCamerati e skinhead italiani, ma anche i francesi di Troisième Voie, le delegazioni dei gruppi del Movimento Sociale Repubblicano spagnolo (Msr) e i greci di Patria Hellas, i belgi di Euro-Rus e una delegazione di Corsica Patria Nostra. Circa 100 persone dai 15 ai 60 anni hanno partecipato a un summit internazionale. Romagnoli (Msi): "Prima eravamo uniti anche perché c’era antagonismo: dovevamo difenderci, come piccola comunità, da una comunità molto più numerosa, più agguerrita, più armata e più protetta. Per certi aspetti sono stati brutti anni, ma per altri sono stati anni importanti ed esaltanti…"
Circa 100 persone dai 15 ai 60 anni, tutti uniti da un ideale comune: quello neofascista. Sono i membri del Mse (Movimento Sociale Europeo) la formazione neofascista che ha promosso un vero e proprio “summit” internazionale, chiamando a raccolta i partecipanti grazie a decine di manifestini con cui è stato tappezzato per giorni il quartiere Prati. L’appuntamento se lo sono dato ieri alle 17 nella sede dell’associazione culturale L’Universale, in via Caracciolo, per “riprendere la lotta per la Patria europea, per la quale tante generazioni hanno dato la vita”. Per partecipare a un incontro dal titolo "Europa nazione dissoluzione" e discutere de "L’Europa, mito fondante di un’intera generazione politica, tradito dai suoi tristi eredi, rivela ancora tutta la sua forza come unica via di uscita dalla crisi", come si legge sull’annuncio nel loro sito.
CAMERATI E SKINHEAD ITALIANI - Hanno risposto all’appello camerati e skinhead italiani, ma in molti sono arrivati anche dall’estero. Come i francesi di Troisième Voie (Terza via), movimento di estrema destra noto per le posizioni anti-americane, anti-comuniste e antisemite guidato da Serge Ayoub, l’ex leader degli skinhead di Parigi. O le delegazioni dei gruppi del Movimento Sociale Repubblicano spagnolo (Msr), la cui ideologia è fondata sulla politica della destra sociale. O ancora i greci di Patria Hellas, i belgi di Euro-Rus e una delegazione di Corsica Patria Nostra. Tutti insieme per discutere di Europa e di come fronteggiare la crisi, nel nome di Miki Mantakas (giovane studente greco di destra ucciso a Roma nel 1975), a cui era dedicato l’incontro.
GLI ANTEFATTI - Tutto ciò a soli due giorni dalla maxi-rissa di Ostia in cui sono stati coinvolti alcuni membri di CasaPound e che ha portato a 24 denunce. Mentre il militante Alberto Palladino è ancora agli arresti, accusato dell’aggressione di Paolo Marchionne, capogruppo del Pd in Municipio IV. E poche settimane dopo la strage dei senegalesi a Firenze, ad opera proprio di un militante di CasaPound.
LA NOSTALGIA DI ROMAGNOLI - Tra i relatori era presente anche Luca Romagnoli, segretario nazionale della Fiamma, lo stesso che nel 2006 intervistato da Corrado Formigli aveva dichiarato: "Se le camere a gas sono mai esistite? Francamente non ho nessun mezzo per poter affermare o negare". Ieri si è espresso così: “L’immaginare come partecipare alle sorti della nostra nazione ha fatto prendere a tanti, in perfetta buona fede, delle strade diverse, che vanno rispettate. Con alcuni di voi magari siamo stati anche insieme in passato, chissà, forse torneremo a essere ancora insieme perché credo che i sentimenti e le aspirazioni che abbiamo siano comuni”, ha detto, facendo riferimento alle divisioni della destra estrema italiana. E ha aggiunto: “L’augurio maggiore che io faccio ai nostri ragazzi è di essere migliori di chi li ha preceduti. Noi siamo stati una generazione segnata da tante cose: da anni molto brutti, che io non auguro a mio figlio e ai nostri giovani. C’era lo scontro, e forse prima eravamo uniti anche perché c’era antagonismo: dovevamo difenderci, come piccola comunità, da una comunità molto più numerosa, più agguerrita, più armata e più protetta. Per certi aspetti sono stati brutti anni, ma per altri sono stati anni importanti ed esaltanti… e vedere che oggi ci sono giovani che sentono uno spirito di solidarietà e di comunità è una cosa bella”, ha sottolineato l’esponente di spicco della Fiamma. “Noi speravamo nascesse un’altra Europa – ha proseguito - un’Europa delle patrie, delle nazioni, un’Europa che si svincolasse da un giogo internazionale estraneo ad essa che imponeva e continua a imporre delle regole, dei modi di vita e una dipendenza politica strategica e militare che francamente noi non volevamo e continuiamo a non volere. Quando è caduto il muro di Berlino abbiamo creduto che l’Europa avrebbe potuto riguadagnare il suo ruolo di faro della civiltà che ha avuto per secoli, ma il controllo strategico dell’Europa occidentale è rimasto globalmente nelle mani degli Stati Uniti e noi purtroppo paghiamo questa dipendenza militare e finanziaria in una maniera molto più incisiva di quanto immaginiamo”. L’incontro dovrebbe avere un seguito oggi alle 17.