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IL GOVERNO DEI MARCHIONNE/NAPOLITANI

par Lucio Galluzzi

Publie le sabato 25 febbraio 2012 par Lucio Galluzzi - Open-Publishing
1 commento

Hanno fatto perdere alla politica ogni sua prerogativa caratteristica, trasformandola in oscenità, rendendola atto disumano, falsità assoluta, truffa ai danni del popolo.
Non c’è differenza alcuna tra uno che va e l’altro che viene: che siano prodiani, peones arcoriani, professori passeggeri, d’alemiani trapiantati con ventose: è uno schifo indicibile.
Non hanno mai avuto, e perseverano nell’errore capitale, coscienza etica e misura d’umiltà.
Coloro che si scudettano con i gagliardetti della cristianità fanno più terrore degli altri.
Omofobi alla Giovanardi, razzisti e ributtanti come Ciarrapico, detestabili presuntuosi saltimbanchi da Binetti a Buttiglione, Casini e Rutelli.
Sembra che glielo abbia prescritto direttamente il cadavere di Mons. Lefevbre di fare i mestieranti falliti, ad libitum, nella partitocrazia della rovina totale.
Non possono schiodarsi.
Sono sempre gli stessi.
Una simbiosi parassita poltronale.
Ricchi sfondati, paraculati, immanicati, immuni e soprattutto santi per il Vaticano.
Che di peccati questi se ne trainano a cisterne: parlano di Dio, del Cristo, citano i Vangeli, allungano lingue pelose e bifide per divorare l’Ostia Consacrata e non hanno la minima traccia di vergogna nel bestemmiare e profanare i Sacramenti e Comandamenti.
Seminano odio e discordia, mettono a dimora zizzania e gramigna, infestano con la loro peste aliena ferale la democrazia Costituzionale, si battono il petto da consumati commedianti e comparse del catechismo "fotti il prossimo tuo come non faresti mai a te stesso".
E predicano, da una eternità, contro noi tutti, maledicono i fratelli in difficoltà, invocano pene di morte, chiedono cannoni e mitra per i disperati sui barconi nel Mediterraneo, s’innalzano a difensori unici delle radici cristiane italiane ed europee e proprio per questo vogliono mandare nei campi di sterminio i Rom e tutti quelli che non si vestono di verde o si ubriacano, vestendosi poi da squadristi come loro.
Neppure i bambini si salvano nei loro deliri demoniaci.
Ed è unitile neppure citarli gli infami kapò padani, portano male, uno vale l’altro, nessuno escluso.
Poveri Aristotele e Platone.
Povera Patria.
Sempre più in basso e peggio.
Trattata come una puttana di strada da chiunque salga sugli scranni, maledetti, del potere di questo sistema malato e spietato.
Svenduta di volta in volta al peggior offerente.
L’altro ieri a Craxi, tangentopoli e industriali cannibali.
Stuprata, fino a pochi mesi fa dagli adoratori del pene a pompetta, squadristi fascisti, troie in cerca di carriera parlamentare, mafiosi e marchettari vari.
Si sono mangiati tutto il possibile.
Poi l’hanno preso e se lo sono portati all’estero.
Solo nelle banche svizzere sono depositati in conti "segreti" 16o miliardi di euro sottratti dagli evasori italiani, sempre gli stessi, alle casse dello Stato.
Ma quale Stato?
Ville e complessi turistici, isole intere e imperi da nababbi nei paradisi fiscali off shore.
Noi qui a fare la fame e pagare in sangue e morte in nome e per conto loro.
Ci ha pensato lo scudo fiscale di Tremonti/Berlusconi e mettere al sicuro i ladri di Stato che evadono all’esteri.
Il PD di D’Alema, Bersani, Veltroni, Franceschini... lo hanno fatto passare lo Scudo Fiscale in Parlamento.
Non erano presenti in Aula alla ennesima fiducia chiesta dai ladri di verità perché: "non erano stati avvertiti dell’importanza del voto".
Di fatto non era la prima volta che facevano "passare" porcate, dicendoci poi che non se ne erano accorti.
Industriali evasori e ladri, tangentisti e condannati: ma la Marcegaglia dice che i ladri sono i lavoratori protetti dal sindacato.
D’Alema ha la sua santa poltrona, garantita dall’amato Silvio, al Copasir; va dal papa e si fa nominare Vice Duca Vaticano, vende lo yacht e si tiene l’azienda agricola ed entra a far parte di consorzi bancari.
L’ex tesoriere della Margherita, Lusi, all’insaputa di tutti sia chiaro, si fotte la cassa dei finanziamenti pubblici del PD: 30 milioni di euro; si regala ville, alloggi, casetta in Canada e pare che si sia appropriato di altri 30 milioni, sui quali la magistratura sta indagando.
Lo sbattono fuori dal partito ma lui fa ricorso al Tribunale, perché "tutti sapevano", dice.
Un milione di nuovi posti di lavoro aveva promesso agli italiani il puttaniere matto; lo aveva fatto dall’insetto Vespa, firmando il "contratto elettorale con gli italiani".
Un milione di posti di lavoro in meno, difatti.
Smantellamento dello stato sociale, aziende che licenziano a raffica, Bonanni e Angeletti che se ne fottono; anzi, collaborano.
Marchionne inizia la sua lotta di classe padronale contro lo Statuto dei Lavoratori, esce da Confindustria, disdetta il CCNL della FIAT [PD consenziente]; la stessa cosa la annuncia Fincantieri.
E arriva oggi: in Parlamento ci sono sempre i soliti, il Capo dello Stato ha voluto così.
Dimenticandosi della sovranità del popolo ha eletto lui il nuovo governo "tecnico" dei professori.
Siamo caduti dalla padella alla brace.
Il demolizione del Welfare continua con mezzi sempre più spietati.
Una Fornero che nulla ha da invidiare a Sacconi, la Severino e Cancellieri seguono le orme di Brunetta, Monti se gli metti "Tre" davanti hai capito chi è veramente.
Quello che i governi del pene a pompetta non sono riusciti a fare perché troppo impegnati a salvare il culo al nano, lo sta mettendo in pratica l’esecutivo di Napolitano: i professori.
Licenziare e licenziare, cancellare la Cassa Integrazione Staordinaria, abbattere l’articolo 18, introdurre la precarietà di Stato: colpire a morte sempre e comunque i soliti.
Tant’è che Monti, Gianni Lecca, Angelino Jolie Al Fano si incontrano per colazioni di stima e amore reciproci.
In realtà questo esecutivo è ostaggio dei voti dei berluscones: o fa quello che vogliono loro, oppure gli votano contro ed è crisi.
Napolitano è talmente contento di come l’Italia viene stuprata sempre più a fondo che predica sulla bontà della "riforma del mercato del lavoro" e si spinge anche oltre: sgrida, in nota ufficiale, il PD perché ha presentato troppi emendamenti, non graditi a lui e a Monti, sul Decreto Milleproroghe: "sono fuori tema", dice.
Poi se ne va in Sardegna per le sue visite di Stato e i pastori lo contestano, gli gridano "buffone", lo fischiano.
E’ da tempo che questo presidente della Repubblica delle Banane ogni volta che appare in pubblico viene duramente contestato.
Lui non si chiede il perché, da buon soldatino intruppato continua nel suo "avanti marsh!", svendiamoci alle banche, spaventiamo gli italiani con la storia che possono fallire come la Grecia e spolpiamoli sempre di più.
Al mio paese si dice: "U’ megghiu ndavi a rugna" [il migliore ha la rogna].
Di lorsignori nessuno è da salvare.
Sarebbero da accompagnare al confine, Ciarrapicio in testa, con i forconi dietro al culo, farli correre via, lontani dal nostro Paese.
Dimenticarseli presto.
Istituire un Governo di lavoratori...
Mi scuso con i lettori eventuali: dimenticavo che siamo in Italia e i miei connazionali hanno una paura fottuta dei cambiamenti, da sempre. Fin dall’impero romano.
De profundis allora perché Celentano è un grande, è andato anche da Santoro a predicarvi.
Lucio Galluzzi
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Messaggi

  • Il problema, caro Lucio, è che anche una parte considerevole del pubblico abituale di questo sito, sicuramente non orientato a favore di Monti, considera però - nonostante tutto - lo stesso Monti il "male minore" rispetto a Berlusconi.

    Lo si capisce chiaramente da una serie di commenti e persino da qualche articolo.

    E questo di fatto "blocca", almeno per il momento, la possibilità di costruire una opposizione sociale e politica degna di questo nome.

    Probabilmente ciò è una conseguenza dell’ "antiberlusconismo purchessia" praticato e metabilizzato da tanta gente, anche fortemente di sinistra, nei decenni precedenti.

    Fino a che non si sblocca questa cosa, non c’è speranza ...

    K.