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Il candidato-premier irrompe nei cellulari

Publie le venerdì 11 giugno 2004 par Open-Publishing

di Federica Fantozzi, l’Unità

«Elezioni 2004 si vota sabato 12 dalle 15 alle 22 e
domenica 13 dalle 7 alle 22. Necessari documento e
tessera elettorale» Firmato: presidenza del Consiglio
dei ministri. Mittente: «PresDelCons», cioè la
suddetta o il presidente del Consiglio, cioè Silvio
Berlusconi.

È il testo dell’sms comparso su migliaia di
telefonini: un - non richiesto - promemoria
elettorale. Bloccata l’opzione risposta: se uno, per
dire, volesse replicare con un invito speculare a
lasciarlo in pace, il suo tentativo verrebbe
frustrato. Moltissime le telefonate ai centralini dei
giornali da parte di cittadini che lamentano una
violazione della privacy. Chi ha dato il loro numero a
Palazzo Chigi? Chi ha autorizzato l’invio dei
messaggini? Si tratta di un’informazione «utile» da
parte del capo del governo o piuttosto di un incentivo
neanche troppo subliminale a votare da parte del
capolista del principale partito della coalizione di
centrodestra?

È lo stesso Berlusconi a risolvere l’interrogativo da
Sea Island, dove si trova per il G8. Trova il tempo
per un invito (stavolta verbale) agli italiani:
«Sappiamo che ci sono più di quattro milioni di
italiani che vanno fuori per il week end: a loro va il
mio invito a tornare per andare a votare. È
estremamente importante perchè in Europa si prendono
decisioni che toccano direttamente anche la vita di
noi italiani». Accorciate il week end: «È importante
che in Europa ci sia una forte rappresentanza dei
partiti che vogliono accrescere la democrazia, non
ridurla, come il Ppe e Forza Italia». Chiarissimo,
quanto agli sms: «Abbiamo verificato che a non tutti
erano noti i tempi in cui si può esercitare il diritto
di voto: questa iniziativa ha lo scopo di informare e
facilitare gli italiani».

Di sicuro, per ora, ne ha irritati parecchi. Forse gli
stessi che avevano già ricevuto, in busta anonima, il
plico elettorale inviato sempre da Berlusconi nella
veste dichiarata di numero uno di Forza Italia.

Giovedì il Garante della Privacy Stefano Rodotà
emetterà una delibera sulla vicenda degli sms. Già nel
2003 l’invio dei messaggini su telefoni cellulari era
stato oggetto di un provvedimento dell’Authority.
Questo, in sintesi, il contenuto: l’invio non
richiesto agli utenti è possibile, previa ordinanza
dell’autorità amministrativa competente, «in
condizioni eccezionali». In questo caso l’autorità
competente è il ministero dell’Interno. Il Viminale
allora ha emesso un’ordinanza di autorizzazione
all’invio? E in questo caso perché gli smsm non li ha
firmati il ministro Pisanu nella qualità di autorità
competente?

È lo stesso ministero dell’Interno a battere un colpo,
di fronte alle reazioni. Spiegando di aver obbligato
con un decreto i gestori di telefonia mobile a inviare
l’sms a tutti gli abbonati e i possessori di carte
ricaricabili «una sola volta entro e non oltre le ore
24 di venerdì 11 giugno». Così il Viminale ha motivato
l’operazione: «Evitare affollamenti, disagi e
turbamenti sotto il profilo dell’ordine pubblico».
Poiché per la prima volta si vota sabato e domenica e
non, come prima, domenica e lunedì» e «operazioni di
rilevazione segnalano che parte consistente
dell’elettorato non è ancora a conoscenza delle
novità», ciò potrebbe «realisticamente comportare
affollamenti ai seggi». Quindi, le «eccezionali
condizioni» di «turbamento dell’ordine pubblico» sono
le presunte code ai seggi.

Il messaggio ha raggiunto anche alcuni politici
avversari: Lilli Gruber parla di «fatto inquietante»,
il Ds Bersani ringrazia e fa sapere che voterà Ulivo,
il Verde Cento annuncia un’interpellanza per
violazione della privacy, Marco Rizzo denuncia
l’«ennesima invasione mediatica».