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Iraq. Il Guardian: le truppe inglesi sono accusate di aver mutilato i corpi degli iracheni
Publie le mercoledì 23 giugno 2004 par Open-PublishingLa polizia militare sta investigando per accertare se realmente i soldati britannici abbiano mutilato i corpi di alcuni iracheni, dopo una battaglia avvenuta il mese scorso nel sud dell’Iraq a Majar al Kabir. Lo rivela oggi il quotidiano bruitannico "Guardian".
Le accuse sono contenute nei certificati di morte ufficiali, visti e riportati dal Guardian, redatti dal Dr Adel Salid Majid, direttore dell’ospedale di Majar al Kabir, il 15 maggio, il giorno dopo la battaglia. Sette dei certificati dimostrano che i corpi portati all’ospedale mostravano segni di mutilazioni e torture. Un portavoce dell’esercito britannico a Bassora smentisce le accuse, definendole assurde
A Bagdad è iniziata l’udienza preliminare sullo scandalo delle torture avvenute nel carcere di Abu Ghraib
Quattro agenti di custodia americani sono accusati di abusi contro alcuni prigionieri iracheni. Secondo indiscrezioni, i legali dei soldati americani chiederanno al giudice della corte marziale di Baghdad di annullare il procedimento chiamando in causa le pressioni della catena di comando. In sostanza, ribadiranno che nel corso degli interrogatori dei prigionieri iracheni venivano eseguiti semplicemente ordini superiori e chiameranno in causa i vertici militari e politici americani, fino al presidente Bush.
La corte si è riunita al Baghdad Convention Center all’interno della sorvegliatissima Zona Verde.
Saddam Hussein rischia la pena di morte
L’ex presidente iracheno Saddam Hussein potrebbe essere condannato alla pena di morte se riconosciuto colpevole di crimini di guerra. Lo ha detto Salem Chalabi, presidente del tribunale iracheno che lo processerà, intervistato dalla Bbc. Secondo Chalabi, Saddam potrebbe essere messo a morte se il nuovo governo provvisorio iracheno, dopo il passaggio dei poteri il 30 giugno prossimo, revocherà la moratoria sulla pena capitale decretata dall’amministratore Usa in Iraq, Paul Bremer.
"Lo statuto del tribunale dice che chiunque sia riconosciuto colpevole dei reati di omicidio o stupro riceve quello che la legge irachena prevede", ha dichiarato Chalabi.
"Se la sospensione imposta dall’ambasciatore Bremer viene revocata, c’ è la possibilità che venga imposta la pena di morte", ha aggiunto. Chalabi ha sottolineato che il tribunale da lui presieduto spera di poter emettere ordini d’arresto contro l’ex rais e altri gerarchi del deposto regime, e di poterli prendere in custodia nel giro di qualche settimana o mese. Egli ha precisato che il tribunale per i crimini di guerra sta ancora formando i suoi giudici e mettendo mano a un programma per la protezione dei testimoni.