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Iraq: approvata la risoluzione Onu, la fine dell’occupazione prevista per l’inizio del 2006, curdi i

Publie le mercoledì 9 giugno 2004 par Open-Publishing

New York, 9 giugno - Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato all’unanimità la risoluzione anglo-americana, più volte rivista, sul futuro dell’Iraq. La risoluzione porta il numero 1546. Non è stato sciolto in modo chiaro il nodo del rapporto tra governo iracheno e forze di occupazione straniere che rimarranno nel Paese dopo il 30 giugno, in quanto non è spiegato cosa potrebbe accadere nel caso in cui un’operazione militare lanciata dalle forze di occupazione non venisse approvata dalle autorità irachene: come è avvenuto lo scorso aprile in occasione dell’assalto americano a Falluja. Il nuovo governo iracheno non avrà alcun diritto di veto sulle operazioni delle forze di occupazione, ma verrà istituito un organismo a Baghdad in cui lavoreranno insieme iracheni e comandanti militari stranieri.

Francia, Germania e Russia hanno accettato il documento anglo-americano in quanto si sono detti fiduciosi che il comando statunitense delle forze di occupazione in Iraq, perché gli Stati Uniti mantengono il comando delle operazioni armate, non voglia andare contro la volontà della leadership politica irachena. La risoluzione assegna al governo iracheno il controllo sulle forze di sicurezza irachene e concede il diritto di chiedere il ritiro dal Paese del contingente straniero in qualsiasi momento: cosa che i massimi responsabili di Baghdad hanno più volte categoricamente escluso, perché senza la preasenza americana non potrebbero rimanere al potere più di 24 ore. La risoluzione stabilisce che le forze straniere lasceranno l’Iraq al termine del processo politico, alla fine del 2005, che culminerà con le elezioni del primo governo iracheno su base costituzionale.

Tuttavia, basterà che qualcuno del governo iracheno invochi la necessità della presenza di forze straniere di fronte a un’ipotetica minaccia alla sicurezza e gli Stati Uniti non esiteranno a chiedere il prolungamento della permanenza nel Paese. Per adesso le autorità irachene, lo ha detto in una nuova intervista a Fox News il neopremier iracheno Iyyad Allawi, e lo aveva già espresso il ministro degli Esteri Hosyar Zebari, hanno bisogno della presenza americana, perché non sono in grado di controllare la situazione. Interessante notare come la nuova risoluzione approvata all’Onu ignori la Costituzione provvisoria irachena, approvata qualche mese fa, venendo così incontro al desiderio della maggioranza degli iracheni, sciiti e sunniti. Si tratta dell’aspetto più significativo del documento. Non è un caso che i membri curdi del nuovo governo iracheno, ai quali interessi invece solo il riferimento all’autonomia contenuto nella Costituzione provvisoria, abbiano già minacciato di dimettersi dall’esecutivo, perché non sentono tutelata la minoranza curda. Ieri, i leader curdo iracheni Massoud Barzani e Jalal Talabani avevano addirittura minacciato il boicottaggio da parte curda delle prossime elezioni politiche irachene, nel gennaio 2005.

http://www.arabmonitor.info/news/dettaglio.php?idnews=5911&lang=it