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COMPLICI DELLA VERGOGNA
di Marco c.
George Bush venerdì 4 giugno non dovrebbe trovarsi a Roma, accolto dal governo italiano con tutti gli onori che si tributano al presidente di una grande democrazia, bensì all’Aia, presso l’omonimo tribunale, a rispondere dei propri crimini contro l’umanità.
Le motivazioni che fanno di Bush un criminale di guerra, fra i peggiori al mondo, sono tante e tutte pregne di fondatezza.
L’invasione di uno stato sovrano, quale l’Afghanistan, preceduta da massicci bombardamenti a tappeto, che oltre a spegnere migliaia di vite umane hanno avuto la conseguenza di rendere il territorio radioattivo, quasi si trattasse dei dintorni di Cernobyl. Un’invasione motivata (se così si può dire) come reazione all’attentato dell’11 settembre alle torri gemelle, senza che l’amministrazione americana abbia mai prodotto la minima prova di un coinvolgimento del governo afghano nell’attentato e senza che esistesse alcuna proporzionalità fra supposta azione e sconsiderata reazione….
La creazione del lager di Guantanamo, una sorta di prigione degli orrori, fuori da ogni giurisdizione, nella quale ammassare i deportati e sottoporli ad ogni genere di sevizia, fisica e psicologica.
L’invasione dell’Iraq, avvenuta contro la volontà della maggior parte dei governi mondiali, adducendo motivazioni rivelatesi prive di ogni fondamento.
Un’invasione che ha avuto come risultante il massacro di migliaia di civili, la distruzione della maggior parte delle infrastrutture del paese, la creazione di milioni di nuovi poveri, la destabilizzazione dell’intera area; il dramma di una nazione devastata e ricacciata indietro economicamente ad un’era preindustriale, nonchè inquinata dalla radioattività per i secoli a venire.
Le torture generalizzate e gli omicidi a sangue freddo, praticati nelle carceri di Abu Grahib e non solo, da parte degli aguzzini americani. Quelle torture, quegli abusi, quelle sevizie, che tutto il mondo ha avuto modo di apprezzare, in quanto ampiamente documentate in svariati servizi fotografici. Quelle torture riguardo alle quali Bush ha finto di essere all’oscuro, pur essendo state praticate da soldati americani che hanno a più riprese asserito di aver ricevuto ordini ben precisi riguardo al trattamento criminale da applicare nei confronti dei propri prigionieri.
Gorge Bush, l’uomo che il 4 giugno accoglieremo come amico fraterno sul nostro paese, non è altro che il terminale ultimo di una vasta congrega di potere, costituita dai vari Think Tank, vere e proprie logge dell’ultradestra imperialista che inseguono il progetto di un dominio globale americano, da perseguire attraverso il teorema della guerra permanente.
Nel "Progetto per un Nuovo secolo americano", il loro documento principe, redatto quando ancora Bush non era salito al potere (e la cui sede coincide con quella di un giornale di proprietà del miliardario Murdoch) già si prospettavano le varie fasi attraverso le quali costruire l’egemonia americana, prima fra tutte l’invasione dell’Iraq, considerato area di estrema importanza strategica per poter mettere in atto le mosse successive.
Si facevano riferimenti riguardo alla necessità d’impedire il sorgere di qualunque grande potenza rivale, si prospettavano ricerche approfondite su "armi biologiche" in grado di colpire solo specifici genotipi della razza umana e si invitavano gli Stati Uniti a combattere e vincere in maniera decisiva in teatri di guerra molteplici e contemporanei.
Firmatari del progetto, fra gli altri: Dick Cheney, attuale vicepresidente degli Stati Uniti, Donald Rumsfeld, attuale segretario alla difesa, Paul Wolfowiz, attuale vicesegretario alla difesa, Jeb Bush, fratello del Presidente e Lewis Libby, capo dello staff di Chaney.
Questa è la consorteria di psicopatici e assassini, della quale il nostro governo ci ha reso i migliori alleati. Questa è la linea di pensiero che accoglieremo con abbracci e strette di mano in Italia il 4 di giugno, rendendoci complici preferenziali di uno dei più grandi progetti criminali della storia.
Messaggi
1. > L’indesiderato, 3 giugno 2004, 16:21
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