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LA SANITA’ PUBBLICA NON E’ UNA CASERMA. NO AL GENERALE SCOPPA ALLA ASL NAPOLI 1
Publie le domenica 4 marzo 2012 par Open-Publishing2 commenti
SANITA’: APPELLO A CALDORO, STOP A COMMISSARIAMENTO ASL NA1
DOCUMENTO CGIL E ASSOCIAZIONI, ‘TAGLI AGGRAVANO SITUAZIONE’
(ANSA) – NAPOLI, 2 MAR – Interrompere senza ulteriori
esitazioni per l’ASL Napoli 1 centro il regime di
commissariamento; la nomina urgente di un direttore generale e
delle direzioni sanitaria e amministrativa; la sospensione di
tutti gli atti di riorganizzazione strategica dell’azienda, di
chiusura dei presidi ospedalieri prima dell’apertura
dell’Ospedale del Mare e di riduzione dei servizi territoriali.
Sono le richieste inoltrate al presidente della Regione Campania
Stefano Caldoro da sindacati e associazioni: CGIL Funzione
Pubblica Campania e Napoli, Coop. Leandra, Associazione Unitaria
Psicologi Italiani Asl Na1 Centro, Fondazione Affido
Federconsumatori Napoli e Campania, Associazione Campo Libero,
Associazione Sergio Piro, UDI Portici, Associazione Il Pioppo,
Coop. Etica, Associazione Culturale Pediatri Campania, che si
dicono ”preoccupati, esasperati per lo scenario di progressivo
abbandono assistenziale che si prefigura”.
”La Sanità in Campania – si legge nella nota – soffre di
mali che vengono da lontano, conseguenza di scelte
programmatiche irrazionali che hanno determinato uno sforamento
della spesa ed un peggioramento dell’assistenza. Nella ASL
Napoli 1 Centro, tuttavia, la Regione ha finito per aggravare
ulteriormente questi problemi con un regime commissariale che:
ha puntato esclusivamente a una indiscriminata riduzione della
spesa , non ha fatto alcun investimento sulla rete integrata dei
Servizi ospedalieri e dei Distretti sanitari, non ha potenziato
i servizi territoriali e le cure domiciliari ma al contrario ha
rischiato di sospendere l’assistenza domiciliare ospedaliera per
gli ammalati di SLA e sta per sospendere l’assistenza
domiciliare integrata per 2000 ammalati, ha tagliato posti letto
ospedalieri e pronto soccorsi senza realizzare prima il
potenziamento della rete territoriale dei servizi,
ha interrotto la continuità assistenziale notturna dei servizi
di salute mentale”.
”Tutto ciò – affermano le associazioni – sta determinando
uno stato di abbandono e gravi disagi ai cittadini, ingolfando i
presidi ospedalieri già allo stremo così come ci raccontano le
cronache cittadine (vedi pronto soccorso del Cardarelli, del
Presidio Ospedaliero Loreto Mare?). Razionalizzare la spesa
significa eliminare gli sprechi e privilegi che hanno
determinato il dissesto economico, ma assicurare nel contempo ai
cittadini i Livelli essenziali di assistenza e cioè garantire i
diritti alla salute”.
”In ogni caso nonostante questa situazione disastrosa l’ASL
Napoli1 Centro ha preservato un patrimonio di esperienze
qualitative di servizi solo grazie alle grosse motivazioni dei
suoi operatori: dall’Assistenza Domiciliare Integrata, ai
Consultori, ai Servizi di Salute Mentale, alle Uniità Operative
di Psicologia Clinica, ai Servizi per le Tossicodipendenze, alle
Unità Operative Disabili e Anziani, agli ambulatori dedicati per
gli Immigrati. Ma tutto ciò non basta. Dopo due anni e mezzo nei
quali si sono avvicendati quattro diversi commissari, l’attuale
gestione commissariale della ASL Napoli 1 centro si caratterizza
attraverso atteggiamenti funzionali a un contesto militare,
ignorando spesso anche la normativa del settore, che non si
adattano ad un’ASL dove le autonomie professionali, la
partecipazione e il confronto sono alla base di
un’organizzazione che deve prendersi cura della salute dei
cittadini. Tutto ciò sta producendo singoli e ripetuti
provvedimenti (dipartimenti elefantiaci , chiusura improvvida
di presidi ospedalieri, limitazione dell’orario di apertura di
singoli servizi, chiusura di consultori, etc?) che stanno
culminando nella prefigurazione di un piano aziendale che
assesterà il colpo finale alla rete dei servizi territoriali,
ingolfando quelli ospedalieri con ricoveri impropri e
conseguente aumento della spesa sanitaria. Ormai lo spettacolo
desolante che tutti abbiamo di fronte è quello delle barelle
posteggiate in corsia, delle strutture fatiscenti, degli
operatori sempre più abbandonati e demotivati, dei cittadini
(soprattutto i più deboli, disabili in primis) sperduti in
territori con servizi resi inadeguati a rispondere ai loro
bisogni”.
Messaggi
1. LA SANITA’ PUBBLICA NON E’ UNA CASERMA. NO AL GENERALE SCOPPA ALLA ASL NAPOLI 1 , 5 marzo 2012, 15:16
La sanità non sarà una caserma ma la situzione della ASL n°1 richiede misure eccezionali. Il bilancio è roba da mettersi le mani nei capelli altro che commissario straordinario neanche Montalbano basterebbe!michele
1. LA SANITA’ PUBBLICA NON E’ UNA CASERMA. NO AL GENERALE SCOPPA ALLA ASL NAPOLI 1 , 6 marzo 2012, 06:29
Rimane il fatto che affidare una situazione del genere ad un generale con le stellette rappresenta un inquietante segno dei tempi ...