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La fine del mondo

Publie le lunedì 14 giugno 2004 par Open-Publishing
2 commenti

MARIUCCIA CIOTTA

La bellezza e il suo godimento richiedono curiosità, cultura, amore per la diversità. Questo mondo di Bush e Berlusconi, dell’occidente tutto è basato sulla moltiplicazione di standard, di format televisivi, di gipponi inquinanti, di catene commerciali, di monopolio totale. È il consumatore, paradossalmente, ad aver bocciato la las vegas del primo mondo senza più il gusto del gioco. Lo spettacolo che ci hanno offerto è lugubre, ed è pagato dal prezzo della vita di migliaia di persone cadute nelle guerre fatte per garantire spazi di mercato e di risorse.

Sono i loro corpi, pezzi di esseri umani sparsi nel nostro immaginario, collezioni di morte, a dominare ora i banchi di virtuali supermercati. È inutile che lo sforzo dei paesi ricchi, del laburista Blair caduto in corsa (o di uno Schroeder tagliatore di welfare) insista sulla necessità della produzione di quella paccottiglia del benessere. I consumatori non la vogliono comprare più.

Vogliono che l’agosto sia caldo ma che non faccia morire migliaia di nonni, vogliono che non ci siano day-after e che i «gas di Kyoto» non buchino la terra. Non vogliono avere come vicini di casa i bambini morti dell’Africa. E non ci sarà pubblicità che vinca il disgusto per la proliferazione di beni come mostruosi ornamenti del quotidiano.

Questa rivoluzione underground di massa, Berlusconi e i suoi alleati non l’hanno vista. Procedono ancora con la fiducia di una modernità dissolta nella scontentezza. L’audience è un concetto senza più forza propulsiva. Al suo posto ci sono individui che hanno scoperto una relazione di libertà e di rispetto reciproco.

Perdono i supporter del liberismo perché la loro scorta di promesse elettorali è marcita. Il venditore porta a porta si è visto sbattere in faccia il suo repertorio di merci. La felicità è un’altra cosa.

Il Manifesto

Messaggi

  • La felicità è un’altra cosa, ma che cosa? forse sbandierare ancora con orgoglio la falce e il martello, simboli del peggior crimine della storia umana? forse alimentare quello stupido nichilismo che in fondo se ci pensi bene ti fa pensare che i più coerenti si sono impiccati? quanto a Berlusconi che moltiplica gli standard avete un bel coraggio, compagni cheguevarizzati!!! tutti tragicamente uguali, tutti tragicamente brutti e senza sorriso, tutti incredibilmente xenofobi. Già, il diverso vi fa terribilmente paura, per questo volete uniformare l’occidente al terzo mondo, limare con gli arcobaleni le differenze, non ammettere che esiste il nero e il giallo, il bene e il male, lo zoppo e l’atleta. Siete collezionisti di disastri e, invece di ammettere i fallimenti continuate imperterriti a concimare il male assoluto.

    • purtroppo la maggiore aspirazione dei compagni è quella di fare soldi e diventare capitalisti
      è stato ampiamente dimostrato in tutto il mondo ed in tutte le epoche
      vedi Russia, vedi Cina (guardate i gerarchi di partito con macchine di lusso, dacia da 1000 e 1 notte, donne fantastiche ingioiellate) vedi Italia (guardate gli ex 68ini imborghesiti con mercedes e conto in banca), vedi Sud America (castro docet)
      L’uomo è sempre lo stesso, rosso giallo verde e nero.