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Caricato il presidio, ma non c’è reazione. Un blitz frena la parata
Mentre a pochi metri di distanza l’apparato militare italiano sfila sotto gli occhi contenti di ufficiali ed istituzioni, l’Italia che festeggia un’altra festa della Repubblica si trova aldilà delle transenne, in via Labicana. Circa 200 persone, fra singoli cittadini, parlamentari del Prc (presenti Giovanni Russo Spena, Elettra Deiana e Graziella Mascia, oltre al capogruppo alla Regione Lazio Salvatore Bonadonna e Patrizia Sentinelli, capogruppo al Comune di Roma) il "Verde" Paolo Cento, Giovani comunisti, pacifisti della rete romana e Disobbedienti, si radunano dietro il camioncino di questi ultimi per imporre il suono della pace sulle fanfare e sui rombi delle frecce tricolori che passano sopra le loro teste.
Un lungo striscione verde bianco e rosso, con la scritta «per voi non sarà mai pace a voi la guerra piace» viene tenuto ben visibile proprio davanti al cordone di sicurezza dei poliziotti in tenuta anti-sommossa, con bene in vista l’adesivo «No Bush-con i pacifisti Usa» in regalo ieri con Liberazione. Subito vengono fatti sparire i manifesti elettorali nei paraggi e, mentre cresce il numero degli agenti delle forze dell’ordine presenti, con l’arrivo anche di carabinieri e guardia di finanza, i pacifisti srotolano altri due striscioni che recitano: «Vostra la guerra Nostri i morti». Al megafono si susseguono gli interventi che sottolineano come sia «doveroso manifestare il nostro dissenso a questa parata che vuol rappresentare la Repubblica con le forze armate funzionali alla nuova guerra - dichiara Deiana - mentre non vengono celebrati i valori alti della Costituzione del 1948». «Stiamo contestando una parodia tragica ed illegittima - aggiunge Anubi, dei Disobbedienti - che si sta svolgendo sotto gli occhi benevoli di un presidente della Repubblica che dovrebbe garantire il rispetto della nostra Costituzione».
Musica e megafono vengono tenuti ad un volume concordato con gli agenti della polizia, la manifestazione è pacifica, tanto che gli unici fermati sono 10 attivisti di estrema destra davanti alla prefettura. Anche un corridore passa davanti con la bandiera arcobaleno sulle spalle, meritandosi un applauso. I pacifisti vogliono legare gli striscioni a dei palloncini colorati per alzarli in cielo, e iniziano i problemi. Secondo la polizia l’azione potrebbe «costituire un pericolo per gli aerei che passano» e dopo 10 minuti i carabinieri della prima squadra mobile partono con una carica sui manifestanti. Volano colpi bassi, un agente in jeans si fa largo tra la folla con il manganello, ma i manifestanti non rispondono alla carica, cosicché tutto si risolve in pochi, concitati attimi. Il vice questore Vitali, incalzato dalle domande dei giornalisti presenti dà la sua spiegazione della carica: «Sono inciampato su uno striscione e da lì è partito lo scompiglio». La spiegazione ovviamente non regge, la carica resta ingiustificata: «La nostra reazione assolutamente non violenta ha fatto muro alla carica - risponde Russo Spena - che è partita dentro il corteo per andare a caccia di palloncini» palloncini che poi sono stati sequestrati insieme agli striscioni.
Nel frattempo, in altre parti del tragitto della parata altri pacifisti hanno portato avanti azioni di disturbo: a piazza Venezia una trentina di ragazze hanno scavalcato le barriere e alcune di loro sono riuscite ad arrivare davanti ai mezzi pesanti che stavano sfilando, sventolando la bandiera della pace ed interrompendo per un attimo la sfilata. Le manifestanti sono state trascinate fuori, fra insulti di ogni tipo, dagli agenti della Digos ed ad una troupe de LA7 che ha ripreso la scena, degli agenti in borghese hanno sequestrato la cassetta con le immagini del fermo delle pacifiste. Dopo che i giornalisti si sono recati in questura ed hanno dato le loro generalità, la cassetta è stata restituita «con mille scuse» ed il filmato trasmesso in televisione. In altri punti della sfilata si sono susseguiti i blitz dei pacifisti (un ragazzo è riuscito anche ad aggrapparsi ad un palo prima di essere trasportato fuori); alla fine si conteranno 18 fermati dalle forze dell’ordine, rilasciati nel pomeriggio.
Alle 3 del pomeriggio i Disobbedienti si sono recati alle Fosse Ardeatine per portare una corona di fiori «in ricordo delle vittime delle atrocità nazifasciste», sulla quale è stata poi avvolta una bandiera della pace. «Con questo gesto di omaggio alla memoria e di monito per il presente - commenta Patrizia Sentinelli - i pacifisti hanno rotto la spirale della comunicazione aggressiva che è stata montata in questi giorni». «E’ stato un gesto di civiltà - aggiunge Bonadonna - dopo la contestazione, si è sentito il bisogno di collegarsi alla storia della Repubblica».