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Le bufale del Governo

Publie le martedì 15 giugno 2004 par Open-Publishing

Temo che su questa vicenda la verità non si saprà mai, oppure verrà rivelata - magari in maniera piuttosto rocambolesca,
come quando furono "trovati" i verbali delle BR dietro una finta parete di gesso dell’appartamento di Via Gradoli - tra una ventina
di anni.

A mio avviso non sono solo le modalità della "liberazione" ad essere poco chiare, bensì l’intera vicenda.
Ci sono alcuni particolari incongruenti, ai quali nessuno sembra aver dato importanza:

1 - i tre prigionieri hanno dichiarato di essere stati detenuti in locali genralmente angusti, quasi sempre ammanettati mani e piedi,
di aver mangiato poco, non tutti i giorni e comunque una sola volta al giorno, di essersi potuti lavare poco (una volta hanno fatto la doccia)
e di aver avuto vestiti puliti (i loro) una volta sola. Eppure non sono apparsi dimagriti, portavano barbe di pochi giorni e non certo di quasi due mesi
ed anche i capelli erano piuttosto corti. Pensate allo stato in cui sono stati trovati in passato tutti coloro che sono stati rapiti
in Italia e fate un raffronto;

2 - hanno rilasciato deposizioni praticamente identiche ai tre magistrati che li hanno interrogati, pur essendo stati ascoltati separatamente:
d’accordo che sono stati sempre insieme per due mesi, ma ci si aspetterebbe almeno una differente esposizione dei fatti, almeno nella forma.

3 - E’ stato scritto che solo uno di loro conosceva l’inglese (Stefio) e perciò i rapitori parlavano con lui. Nessuno dei tre conosce l’arabo e, secondo
le loro dichiarazioni, tra i rapitori ce n’era solo uno che aveva una approssimativa conoscenza dell’italiano. Come potevano fare il lavoro
per il quale erano andati in Iraq, alle dipendenze di società statunitensi, senza conoscere almeno l’inglese?

4 - Del polacco non si sa più nulla, ed è alquanto strano che sia stato rapito solo quattro giorni prima della "liberazione". Chi era veramente, e perché
è stato rapito?

5 - E’ stato detto che, probabilmente, Quattrocchi è stato ucciso perché aveva un tesserino che gli permetteva ampio accesso al Quartier Generale
della CPA e quindi i rapitori lo hanno considerato una spia. Strano che non abbiano consioderato spie anche gli altri tre che viaggiavano (armati)
con lui.

6 - Prima di imbattersi nel falso posto di blocco dove li hanno sequestrati, i quattro erano stati fermati ad un controllo USA: in quel frangente
sono state loro sequestrate parecchie armi per le quali non erano autorizzati. A cosa gli servivano e dove le portavano?

Io non ho risposte a queste domande, che però mi fanno venire parecchi sospetti. Il sospetto più grosso che ho è che i quattro italiani
avessero rapporti segreti con i militari USA e che quella del lavoro come "security guard" sia in realtà una storiella costruita apposta
per coprire in modo verosimile il vero motivo della loro presenza in Iraq. Poi deve essere accaduto qualcosa che deve averli indotti
a cercare di tagliare frettolosamente la corda (quando sono stati catturati erano diretti ad Amman, credo). Quattrocchi era probabilmente
il più compromesso,e quindi il più pericoloso, dei quattro. La "prigionia", o più probabilmente il soggiorno coatto, deve in realtà essere
servita, oltre che a liquidare Quattrocchi, a fare in modo che gli altri tre tengano la bocca chiusa. Potevano far fuori anche loro? Certo che potevano,
ma probabilmente chi avrebbe dovuto assumersi la responsabilità di ciò non era nella condizione di assicurarsi l’impunità.

Lo so che tutto questo sembra più un film di spionaggio che una cosa verosimile, ma non dimenticate che lo scenario è quello di una guerra
e per di più illegittima e contestatissima: chi non si è fatto scrupolo di ammazzare alcune migliaia di poveracci innocenti e disarmati
può fare ben altro. Le torture in carcere stanno lì a dimostrarlo.