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Marcello Dell’Utri : un uomo con nessun senso dello Stato

Publie le martedì 8 giugno 2004 par Open-Publishing

Condanna a 11 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.
L’hanno chiesta i pm Antonio Ingroia e Nico Gozzo, a conclusione della
requisitoria nel processo a carico del senatore di Forza Italia Marcello
Dell’Utri.

"Abbiamo raccolto prove e fatti schiaccianti che dimostrano i rapporti
frequenti e duratura tra l’imputato e l’organizzazione criminale", ha detto
Ingroia nel corso della requisitoria. Secondo i pm, i rapporti tra
Dell’Utri e i mafiosi vennero stabiliti "ancor prima dell’ingresso in
politica" e riguardarono sempre esponenti di primissimo piano: Bontade,
Riina, Provenzano. "Questo lunghissimo processo", hanno detto, "è solo
l’epilogo di una vita al servizio di Cosa Nostra da parte dei due imputati".

Dell’Utri non era in aula nel momento in cui il pm ha formulato le sue
richieste. "Questo processo si basa sul nulla", ha dichiarato l’avvocato
Enzo Trantino, uno dei legali del senatore. Secondo Roberto tricoli, un
altro dei difensori, "Questo è un processo politico. E’ inutile che il pm
affermi il contrario: nei fatti non ha fatto altro che parlare
dell’attività politica del senatore".

I pm hanno affermato di chiedere "pene non esemplari, ma giuste. Non si può
non tenere conto", ha aggiunto l’ accusa, "che Dell’Utri è uomo delle
istituzioni, con pochissimo senso dello Stato". Per il coimputato di Dell’
Utri, Gaetano Cinà, è stata chiesta la condanna a nove anni di reclusione.
Il pm Ingroia, a questo proposito, ha voluto sottolineare che i due
imputati "non hanno lo stesso peso per ruolo e funzioni".