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Milano - In migliaia partecipano al corteo «Occupyamo piazza Affari»
par InformationGuerrilla
Publie le sabato 31 marzo 2012 par InformationGuerrilla - Open-PublishingMILANO - Piazza Affari, piazza Cordusio e via Orefici: il cuore finanziario di Milano è occupato dalle migliaia di manifestanti che hanno concluso di sfilare per il centro cittadino per protestare contro il debito e la crisi finanziaria internazionale.

Proprio quando il corteo stava finendo di arrivare davanti a Palazzo Mezzanotte, in piazza Affari completamente gremita, un gruppo di giovani ha fatto l’ennesimo blitz contro le banche. Gli antagonisti milanesi hanno rovesciato davanti all’ingresso della filiale Unicredit di piazza Cordusio alcuni sacchetti di macerie e detriti, poi hanno tracciato la scritta «Monti boia» sulla vetrina, dove hanno attaccato anche una maxibanconota con il volto di Draghi e la cifra del debito pubblico italiano. Ci sono stati attimi di tensione quando un cordone di carabinieri in assetto antisommossa si è schierato davanti alla banca, poi la situazione è tornata alla normalità. Partito verso le 14.15 da piazza Medaglie d’Oro (Porta Romana), con il corteo hanno sfilato tante bandiere dei sindacati di base, dei partiti extraparlamentari e dei movimenti No-Tav. Gli slogan? Contro «il governo Monti-Napolitano» e per la liberazione «dei compagni arrestati in Val di Susa». Hanno preso parte anche studenti, pensionati, militanti dei centri sociali e alcuni genitori con i bambini al seguito. Negozi chiusi lungo il percorso.
IN DIFESA DEI DIRITTI - Le parole d’ordine riguardano la difesa dei beni comuni pubblici, dello stato sociale, dei diritti civili oltre che di protesta contro la riforma del mercato del lavoro e la messa in discussione dell’articolo 18. Oltre, naturalmente, all’opposizione contro il progetto dell’Alta velocità in Val Susa. Presente anche una piccola delegazione di operai sardi proveniente da Carbonia. Tra i tanti striscioni presenti ce n’è anche uno con il volto di Karl Marx affiancato dalla scritta «Ecco il nostro modello tedesco». Tra i manifestanti c’è anche il segretario del Partito comunista dei lavoratori, Marco Ferrando. Lo slogan più scandito è «giù le mani dalla Val Susa» e «libertà per i compagni arrestati». Nel corteo ci sono anche i lavoratori dell’Alcoa, della ex Wagon-Lits e di altre fabbriche in lotta. Sul corteo, che si concluderà in piazza Affari, vigila un imponente schieramento delle forze dell’ordine con l’ausilio anche di un elicottero della Polizia.
L’azione contro Unicredit in Piazza Cordusio - VIDEO :
I «BLITZ» - Attimi di tensione in via Torino tra alcuni agenti in borghese e un gruppo di manifestanti che brandiva bandiere dei No-Tav. Infastiditi dalla «eccessiva vicinanza» degli agenti che vigilavano sulla situazione, una cinquantina di persone ha cominciato a inveire contro di loro mettendoli in un angolo e pretendendo che si allontanassero. Dal corteo sono partiti due blitz a due istituti di credito accompagnati dallo slogan «chiudiamo le banche». Un gruppo di ragazzi ha danneggiato l’ingresso della filiale Unicredit di largo della Crocetta, angolo corso di Porta Romana. I giovani hanno lanciato contro la vetrina della colla e poi hanno acceso due fumogeni appoggiando sopra due assi di legno: si è sviluppato un piccolo incendio che ha annerito i vetri della banca, sui quali sono state tracciate con lo spry anche scritte contro il premier Mario Monti. Poco dopo, «armati» di cazzuole, mattoni e cemento quattro ragazzi, con il volto travisato dalle maschere del personaggio del film «V per vendetta», hanno simbolicamente murato l’ingresso della filiale Bnl di corso di Porta Romana. In pochi minuti i quattro, staccatisi dal corteo, hanno eretto un muretto con una ventina di mattoni tra lo stupore e la curiosità degli altri manifestanti.
IL COORDINATORE CUB - «Non si tratta di discutere verso quale sistema di capitalismo andare, ma al contrario di discutere del superamento di un sistema fondato sull’interesse del capitale. Bisogna subito attivare una politica economica fondata sui beni comuni che eviti di far pagare la crisi ai lavoratori e ai pensionati». Lo ha detto il coordinatore nazionale della Confederazione di base, Piergiorgio Tiboni, durante il corteo. «L’articolo 18 dovrebbe altro che essere toccato ma rafforzato e esteso - ha sottolineato Tiboni - e per trovare risorse bisognerebbe finalmente applicare una patrimoniale, abbattere le spese militari che sono inutili e utilizzare il "tesoro" in lingotti d’oro della Banca d’Italia